Parla Stefano Vicario, il regista del Festival: “Detesto le inquadrature alla prima fila dei vip…”
di Barbara MosconiStefano Vicario è il regista di tutto il carrozzone sanremese ed è al suo terzo Festival, il secondo con Bonolis (l’altro è stato quello della Ventura e Renis del 2004).
Vicario/Bonolis una coppia di ferro…
“Sono 25 anni che lavoriamo insieme, da Bim Bum Bam, dall’84, quando sale sul palco intuisco quello che sta per fare. Paolo è un talento assoluto ti mette in condizioni ottime per lavorare”.
Ci faccia un consuntivo del Festival dal suo punto di vista.
“Positivo, siamo riusciti a trasformare il teatro Ariston, un teatro classico, di vecchia concezione, in un luogo caldo e avvolgente, senza demarcazione fra pubblico e palcoscenico”.
Perché non inquadra quasi mai la prima fila dell’Ariston?
“Non la posso vedere… Io riprendo il palco da dietro come fossi l’ultimo degli spettatori, la prima fila è troppo istituzionale, io bado allo spettacolo non agli ospiti vip”.
I Gemelli Diversi si sono lamentati perché le riprese li hanno penalizzati.
“Nei gruppi ci sono quelli in seconda fila che hanno un’attività sul palco ridotta e che sono penalizzati. Io comunque scelgo quello che in quel momento mi va di raccontare, nella regia bisogna cogliere l’attimo, la tv è analitica e non è sintetica, meglio una sola inquadratura, il totale è debole”.
All’inizio lei aveva chiesto agli artisti dei suggerimenti per scegliere le immagini delle canzoni.
“Qualche suggerimento è arrivato e qualcuno ne abbiamo pure accontentato, ad esempio Tricarico ha fatto un’esibizione con le fragole e i suoi disegni, però spesso i cantanti esprimono dei pareri che non sono molto utili”.
Quanto tempo ha lavorato a questo Festival?
“Parecchio, abbiamo cominciato alla fine dell’estate scorsa con lo scenografo Castelli, oltre cinque mesi”.
Quanto tempo occorre per riprendersi da Sanremo?
“Per me poco, lunedì sono già a Roma sul set di una nuova fiction Mediaset con Claudio Amendola, è una serie comica-poliziesca”.








Grande Stefano Vicario!!!! ricordo che oltre a Bim bum bam all’epoca curò la regia dei telefilm si Cristina D’Avena!
A parte la regia dell’omaggio a De Andre’ (non mi piacevano per niente i totali con quel popo’ di attori), il resto della regia e’ stata molto bella, le camere erano piazzate strategicamente e si aveva la sensazione di stare dentro lo studio
..ho lavorato con Stefano, uno dei pochi registi televisivi ( ma lui fa anche altro) che da’ dignita a questa professione invasa dalla voce e dalla prepotenza di troppi.