Laura Pausini a ruota libera: «I ragazzi dei talent show? Troppo supponenti». E intanto con Sorrisi arrivano i suoi cd


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Limmagine che apre i concerti del suo tour è quella di Laura che si fascia le mani come un pugile prima di un incontro. Solo che lei poi sale sul palco, non sul ring. I fan non li prende a pugni, ma li accarezza con la voce. E alla fine, 30 brani dopo, li invita a «tornare a casa a fare l’amore». Ne è passato di tempo da quando nel ’93 la «ragazza di Solarolo» scese timida la scala dell’Ariston a Sanremo (per uscirne, peraltro, vincitrice tra i Giovani). Oggi, dopo 16 anni e 45 milioni di dischi venduti, una Pausini vulcanica come mai può tracciare il consuntivo di una carriera fenomenale. Eppure non ne ha il tempo, poiché è in tour sino a fine anno tra Italia e resto del mondo. Quindi la aiuta Sorrisi con il cofanetto «Laura Pausini Collection»: otto cd e un dvd, in edicola ogni settimana dal 30 marzo con il nostro giornale, a scandire le tappe che hanno preceduto i sei Dischi di platino dell’ultimo album «Primavera in anticipo».

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Laura, a maggio, compirà 35 anni e ora esce con Sorrisi la sua retrospettiva: si sente grande» di colpo?

«Sono stati 16 anni di grandi esperienze, di incontri, di vita così intensa che a ripensarci ancora mi emoziono».

Avrà ricordi speciali legati a ciascuno di questi album…

«Soprattutto al primo, “Laura Pausini”. A Sanremo presentavo “La solitudine”, ma non avevo il disco pronto: mi dissero che si sarebbe fatto solo in caso di vittoria. Nessuno se l’aspettava. Così poi quel cd fu registrato di notte, nei mesi in cui preparavo l’esame di maturità: mattina in classe, pomeriggio a studiare e notte a incidere il disco. Momenti indimenticabili per un risultato bellissimo… se escludiamo foto e look della copertina!».

Oggi, invece, nelle foto vediamo una donna sofisticata, sexy, griffata. Quanto conta il look per lei?

«Sexy e sofisticata non so, ma sono certamente più sicura di me, più femminile. Mi piace la moda, sul palco voglio essere elegante, ma anche un po’ aggressiva: ecco perché per il tour ho chiesto a Giorgio Armani di crearmi un look “rock” e raffinato».

Non è andato in porto lo show che voleva fare con Maria De Filippi, ma lei è stata ospite ad «Amici» e pure a «X Factor». Che cosa pensa di questi programmi? Aiutano davvero i debuttanti?

«Con Maria non c’è stato il tempo di fare le cose per bene, ma prima o poi il programma si farà. Mi trovo benissimo con lei, una perfezionista come me. I talent show mi interessano tutti, anche all’estero appena posso partecipo. Oggi hanno il ruolo dei vecchi direttori artistici e talent scout spazzati via dalla crisi della discografia. Apprezzo le voci italiane uscite da questi ambiti, come Marco Carta e Giusy Ferreri. Però mi piacerebbe vedere un po’ più di educazione tra i ragazzi, sia come telespettatrice sia come loro collega: non sopporto la supponenza e la mancanza di umiltà che alcuni manifestano pur essendo così giovani».

di Maria Giulia Comolli

Scritto da: redazione sorrisi

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