Al cinema con i deejay. Undici «voci» che hanno fatto la storia delle radio in Italia vedono in anteprima «I love radio rock»
di redazione sorrisi
Ecco gli 11 assi della radio italiana, nella sala proiezioni della Universal a Milano. Da sinistra in piedi: Federico l'Olandese Volante, Franco Nisi, Francesco Leto, Alex Peroni, Alvin, Nick the Nightfly. Seduti: Sergio Sironi, Dj Giuseppe, Federico Russo, Paoletta e Luisella Berrino (Foto Massimo Sestini/G.Neri)
Di solito si incrociano nell’aria, sotto forma di invisibili onde radio. Più raramente si incontrano dal vivo, davanti a una consolle. Sorrisi li ha portati al cinema: 11 voci delle più importanti emittenti italiane, un vero squadrone scelto per rappresentare tutte le anime dei deejay italiani. Grandi vecchi (come l’Olandese Volante di RTL), nuove leve (come Federico Russo di Radio Deejay), talenti comici (come Sergio Sironi di R101).
L’occasione? Imperdibile. È in arrivo «I love Radio Rock», un film che celebra il mito dei deejay e racconta la storia di… una radio pirata su una barca pirata. Già, è così che andavano le cose alle origini, in Inghilterra, nel 1965: per aggirare la legge, le emittenti private trasmettevano da navi fuori delle acque territoriali, come la mitica Radio Caroline.
Il film, dove svetta il premio Oscar Philip Seymour Hoffman, è un vero inno al mito dei deejay, visti come rockstar e anche di più: liberi pensatori che si oppongono ai governi bigotti con salutari dosi di trasgressione e goliardia. E con una fede nella musica che sfiora la religione. È ancora così? È questa la vita da deejay?
«A me non sembra!» dice Sergio Sironi. «Oggi il deejay è più organizzato, ingabbiato se volete e magari lascia le parti comiche a programmi pensati apposta per la satira, come il mio “La carica”». «Beh, certo, oggi siamo meno goliardici e più responsabili» riflette Paoletta. «Difficilmente ci sentirete fare l’apologia dello spinello! Ma la passione per la musica, quella è rimasta la stessa».
«Il film è divertente e romantico, ma devo dirvi la verità: la vita su quelle barche era molto più dura» ricorda l’Olandese Volante, che su una radio pirata in mare ci ha lavorato davvero, al largo delle coste olandesi. «Si stava ancorati a quattro miglia dalla costa su una bagnarola arrugginita. Ogni sette giorni si tornava in porto a far provviste. Fatto il tuo programma, eri prigioniero in mezzo al mare. E di fan che arrivano in motoscafo per fare l’amore con i deejay, come nel film, neanche l’ombra…».
«Quello che è vero e che rivedo con nostalgia» racconta Luisella Berrino «è l’incredibile libertà di cui godevano i deejay allora: uno si faceva la scaletta secondo i suoi gusti, sul momento. Così era anche più facile diventare personaggi». Oggi invece? «Adesso i pezzi da mandare in onda li decide un programmatore musicale e le case discografiche dicono sempre la loro» dice Alvin con un filo di invidia nella voce.
Il film strabocca di goliardate che anche oggi non mancano: «Una volta ho inventato un genere musicale, chiamandolo “flaminch…”» ricorda Nick the Nightfly. «Ma io ho fatto di peggio» dice Alex Peroni. «Non mi sono accorto di essere in onda e ho mandato a ca… gli ascoltatori. Ero sbronzo. Poi ho scritto ai giornali sostenendo che la trasmissione era stata contraffatta dai pirati dell’etere, e mi hanno pure creduto…». Lo scherzo più gettonato? Dar fuoco al foglio delle news. «L’ascoltatore non lo vede, ma se ne accorge, perché il giornalista comincia a parlare sempre più veloce… per leggere le notizie prima che brucino!».
Comunque la storia del film, con legislatori ottusi che chiudono le emittenti, si è ripetuta anche da noi, come ricorda Franco Nisi. «Le radio libere dovevano lottare per sopravvivere. Una volta hanno addirittura tentato di chiudere quelle che trasmettevano tra i 104 e i 108 FM, sostenendo che disturbassero l’aeronautica militare… finché è arrivata una sentenza che le difendeva, in quanto mezzi della libertà di espressione. E da allora non si sono più fermate».
Né, giurano i nostri campioni, si fermeranno mai.
Paolo Fiorelli
(ha collaborato Barbara Mosconi)








Sono una signora di 55 anni e ricordo con emozione le prime radio private con
le rubriche “dedicato a ” ,un’emozione non da poco sentire il proprio nome in radio
e immaginare il volto di questo deejay sconosciuto ma per noi un mito. Si curamente la musica era scelta da loro sapendo i gusti dei giovani che ascoltavano oggi si pensa troppo alla vendite e c’ è tanta musica che non piace. Un saluto a tutti voi e
in particolare a Paoletta (la mia vicina di casa a Capua).
C’è qualche lettore di La Spezia? Io prima di sposarmi vivevo lì e ascoltavo sempre Radio Golfo dei Poeti. Esiste ancora?
Il 31 maggio 2008, hanno chiuso ROCK FM, era la mia radio preferita da 17 anni…!
Negli anni ‘70, le emittenti venivano chiuse da legislatori ottusi, un anno fà, qualcuno decide di spegnere Rock FM… l’ottusità non muore mai, le radio che propongono la miglior musica e programmi di qualità, purtroppo si…
Rock Fm era l’ultima radio libera che c’era in Italia: adesso ci sono 20 radio TUTTE UGUALI dove le voci si assomigliano e le canzoni sono sempre le stesse! Questo è un limite per la cultura, a prescindere dal genere musicale che si preferisce: in italia non c’è più la libertà di ascoltare la musica che ci piace!! Ci vogliono tutti omologati, ma per fortuna c’è una nicchia di persone che non la pensa così… Venite a trovarci su rockfamily.it
Come i due “FAmiliari” che mi hanno preceduto vi invito a conoscere e a documentarvi su Rock Fm, una storia bellissima e incredibile, di cui ci sentiamo protagonisti anche noi ascoltatori! E mi permetto di fare con voi una piccola riflessione: perchè è stata chiusa una radio di nicchia, di qualità, fruibile anche per il profano, coinvolgente, vissuta con amore dagli addetti ai lavori e dagli ascoltatori, con un pubblico più che coinvolto, con poche frequenze, ma in grado di creare vere e proprie colonie di amanti? Perchè, se arriva un miliardario inglese, fonda Virgin radio Italia, ci butta dentro na paccata di soldi, fa pubblicità ovuunque, copia i programmi da Rock FM e li annacqua, togliendo qualità, calore umano, e li infarcisce di pubblicità, si grida al miracolo? Ve lo dico io: perchè il management che ha affondato Rock FM è professionalmente incapace, inetto e in malafede. Una radio come Rock FM è stata chiusa ufficialmente per problemi burocratici, ma la realtà è che ad uccidere il suo sogno è stata la grettezza di gente che probabilmente alla radio ascolta solo Onda Verde (con tutto il rispetto er il simpatico e utile programma). Rock Fm non si è piegata, è stata libera fino all’ultimo, e il finale andatevelo a vedere su you tube , leggete, cercate… Una radio? No cari miei, una famiglia, una famiglia sfrattata dall’etere, ma ancora unita, provate ad immaginarvi le Radio degne, quelle che possono occupare le frequenze, quelle dei network nazionali… credete mai che in caso di chiusura potrebbero mobilitare così tanti cuori?
Ogni minuto di radio accesa è un minuto di rimpianto per la mia radio, per la nostra radio, una radio fiera, fiera di non avere notiziari se non riguardanti i tour delle band che noi amiamo, fiera di mandare solo musica di qualità, niente marchette, interviste a leggende e nuove leve piene di talento e bisognose di spazi, approfondimenti, trasmissioni di culto. Una Radio da 24 ore su 24, voci amiche calde, trasmissioni di una professionalità più ce alta, ma non algide, aperte coinvolgenti, fatte con passione, e intrattenimento musicale da piegarsi in due dal ridere.
E mi parlate di radio libere? Fino ad un anno fa ce l’avevate, ce l’avevamo!!!!!!
Ex ascoltatrice di rockfm. Radio fatta da persone libere, con scalette scelte liberamente, ricca di contenuti, interattiva, seguita da radioascoltatori eterogenei, liberi a loro volta di scegliere ,nell’arco di una giornata di programmazione, tra il country ,il punk rock, il surf, l’heavy metal e via e via.
Ancora una volta la ricchezza dell’informazione e l’accessibilità dell’informazione è venuta a mancare.
Ancora una volta disinformazione ed appiattimento culturale. O ignoranza, diciamolo.
Seguiteci su http://www.rockfamily.it
L’ultimo valzer, un documentario girato sugli ultimi giorni dell’ultima radio libera in Italia
http://www.youtube.com/watch?v=wtC9In2yub0
Io sono per la libertà d’espressione ( che strano doverlo affermare in un paese che mi ci fa credere sempre meno..), sono per la cultura , sono per le radio libere, piccole ma libere.
Non importa la musica,ognuno dovrebbe avere il diritto di sentirsi rappresentato nell’etere,avere la possibilità di scegliere la musica che vuole presentata magari da persone competenti…e nell’etere gratuito, non nella rete che ancora si paga, e tanto.
Sono per l’esistenza di radio che trasmettano classica,azz o altro..ma qui si commentava il film RadioRock …e allora i nostri commenti non mi sembrano affatto fuori luogo.
Io amavo RockFm con ogni fibra del mio corpo, perchè trasmetteva la musica che mi rappresentava, perchè mi dava ampia scelta,non decideva per me 300 canzoni e le facva ruotare su 24 ore ripetendole spesso (vago riferimento alla presunzione di chi decide le playlist dei network nazionali..)..ma non solo…altrimenti avresti ragione digithall,basterebbe ascoltare gli mp3…
RockFm era libera…chiedi ai dj di oggi quanti possono dirlo … era fatta da persone che si sentivano in famiglia, per nessuno di loro era un lavoro,un peso,un dovere..e questa cosa ,credimi,si percepiva…ora molti di loro hanno trovato altre emittenti, un buon palliativo,ma nulla è più lo stesso dal 31 maggio 2008 ..noi ascoltatori ci siamo uniti coi dj come si fa in una vera famiglia ,abbiamo fatto nascere il sito http://www.rockfamily.it, abbiamo tentato di tutto per salvarla, pure pensato ad una cordata tra artisti ed ascoltatori… ma la cosa più importante che siamo riusciti a salvare, che l’editore non è riuscito a distruggere, è il cuore della radio.
Quello è nostro … anche se acora sanguinante … ci avevano detto che l’avremmo rimpiazzata.. ma questo potrebbero farlo gli ascoltatori di un’altra radio qualsiasi..ma non noi .. rockfm ci ha regalato momenti unici e non solo per le canzoni,le interviste o quant’altro… a me ha regalato molto più di quanto avrei mai potuto chiedere o sognare ..è stata la prima radio che ho ascoltato …amato… mi ha insegnato tanto, mi ha fatto crescere,ridere ,piangere, mi ha fatto conoscere dei dj unici e regalato ora degli Amici ..
E’ qualcosa di impossibile da spiegare a parole … negli anni 60 molti dei cantanti rock attuali ascoltavano di nascosto radio libere come radio rock, quello che noi proviamo è stato quello che hanno provato loro…
e il senso di perdita, di non essere riuscita a salvare qualcosa che amavo..di aver visto piangere persone a cui dovevo tanto senza poter far nulla..ancora mi accompagna .. i video su youtube la dicono lunga ..
Non abbiamo nulla da nascondere NOI … eppure mediaticamente il rock è associato solo a morti e riti esoterici senza lasciarci diritto di replica…ebbene, rockfm era la nostra replica, libera e pulita… la nostra vita è la più perfetta replica…
io sono solo una tra i 170000ascoltatori … solo un esempio… sono un astrofisico,cattolico e amo qualsiasi forma di rock..metal compreso… ora ,chi ha paura dei metallari???
Chi è chiuso di mente in Italia???? noi??????
Avete invitato i dj sbagliati alla prima di radio rock, lasciatevelo dire … i nostri avrebbero potuto raccontare una storia diversa nell’intervista… molto diversa …
keep on rockin’ in a FREE world…
DigitHAL9000 la radio era libera nei contenuti, e la musica era la più eterogenea possibile, non ci manca la musica, abbiamo linearock.it e altre radio in streaming in cui i nostri amatissimi dj si sono smistati: è la LIBERTA’ che manca, e che, come in altri aspetti della vita in questo paese, non c’è più…. e se tu ti rivolgi a Live365.com ci sarà un perché….
lunga vita alla Famigghia! mondadori….
Riguardo alla libertà, molte trasmissioni erano interattive, si proponevano temi e tutti dicevano la loro, senza censure, si stilavano classiche, si parlava di tutto, ci si poteva esprimere. Molti di noi , prima ancor della conoscenza diretta, erano “famosi” per i propri interventi, il proprio stile, le proprie idee. Quando ci siamo incontrati per la prima volta, una volta iniziato a parlare, ci riconoscevamo per lo stile, per le parole, era fantastico!! Quale altra radio poteva dare spazio così ampio ai suoi ascoltatori, al punto da arrivare, in momenti leggendari, ad un improbabile mix di 33% di musica, 33% di bravo Dj, 33% di nostri interventi, e quell’1%, l’ingrediente x, che era la leggerezza, lo stile, il calore…. Ma con tutto il rispetto, quale radio aveva Frigidaire, Pane Burro e Rock and Roll, Eclettica Easy Rider, e tutte le altre trasmissioni con le palle, e pure aperte al pubblico!!! ROck Fm era una radio interattiva!!!!!! Sarà un caso che non si sia mai parlato di politica? Se non è libertà questa, libertà di lasciare fuori lo schifo e fare cose belle, e non crediate che fosse una cosa d’elite, chiusa in se stessa: chiunque si sintonizzasse poteva rimanere colpito dalla musica ma anche dalle voci dei padroni di casa, e dai deliranti messaggi che avevano il coraggio di ricevere e leggere!!!!
La radio,sembra quasi sempre uno strumento superato. Dove gente media,trasmette canzonette di plastica,come scopo la massificazione e il lancio di qualche giovane promessa ,che verrà sostituita l’anno dopo.
Puro sottofondo,puro intrattenimento senza intrattenere-perchè questo significa avere fantasia e portare avanti linguaggi non conformisti.
Da ragazzino ascoltavo Radio Rock Fm.Una famiglia,ottimi professionisti e amici.Voci che ci davano quella leggerezza ,che in realtà è molto meno superficiale di quanto si possa credere.Come essere tra amici:si parla e si ascolta
L’allegria non è quella chiassosa e scema di molti spekear,di alcuni divetti tv e altri.
Radio Rock Fm era molto di più.Chiaro che qualcuno non possa capire come delle persone si possano affezionare DAVVERO a una radio e alla gente che vi lavora.Questa gente la lasciamo a condurre quiz..Si sentono forti,si sentono vincenti.
Mai avuto la raffinatezza di sentirsi tristi per la scomparsa di un Grande come Ivan della Mea,figuratevi per una radio.L’hanno chiusa,senza voler discutere.
Ma c’è un problema:si spengono le radio,non le persone.
Per questo ricordo rock fm,sghignazzo davanti alla faccia da conformista padronale di chi ha chiuso questa grande storia.Come radio alice,a chi è mediocre fan paura le realtà che seguono strade altre!
Bè,buon rock a tutti!
Franci, non giudico il grado di libertà del mio pese dalla musica che passa per le radio maggiori: i miei parametri di valutazione della libertà son ben altri…
So che la cultura musicale del mio paese è principalmente legata al già sentito, per cui se una cosa non è mai stata sentita prima equivale a melma (sostituire liberamente “lm” con “rd”).
Ma questo si potrebbe dire ugualmente di tanti rockettari oltranzisti che pensano che il rock sia l’ unica musica e tutto il resto non valga nulla (o melma).
Ma per questo ci sarebbe da aprire un intero forum a parte.
A questo punto però vorrei sapere quali sono questi contenuti così speciali che altrove sono introvabili.
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Io non ho avuto la possibilità di ascoltare in diretta le trasmissioni di Radio Rock FM (sono arrivata tardi!) però ho avuto la fortuna d’incontrare persone che mi hanno fatto conoscere quella realtà attraverso le registrazioni di qualche trasmissione (e non le ringrazierò mai abbastanza per questo!). Bè ascoltando quelle registrazioni sono rimasta molto colpita dall’atmosfera che si “respirava”, dal clima allegro e dalla straordinaria sinergia che c’era tra dj e ascoltatori. Quelle trasmissioni, alcune delle quali per fortuna “sopravvivono” in altre radio, posso assicurare che non presentano solo Heavy Metal, ma tutte quante le sfumature del Rock (anche il blues, anche il rock’n'roll, etc etc). E l’unicità di quella radio (da quel poco che ho potuto ascoltare) non era dovuta solo alla musica che veniva passata, ma soprattutto ai Dj che erano riusciti a creare trasmissioni molto singolari, dove si poteva ridere, ma anche riflettere e addirittura approfondire la propria cultura musicale! Se quella radio esistesse ancora, adesso sarei sicuramente sintonizzata. E invece l’hanno chiusa, e con lei anche quel clima, solo perché l’editore non aveva convenienza a tenerla aperta. E così io mi son persa questa opportunità, gli ex ascoltatori hanno perso qualcosa che amavano. E questo secondo voi non è un attentato alla libertà di espressione e comunicazione? Vorrei che fosse chiaro che la mia riflessione ha un carattere ben più generale, perché Radio RockFM è solo un piccolo esempio, ma è la prova palese di un certo pensiero che serpeggia nel nostro paese…