La morte di Michael Jackson: i dubbi del padre, ospite con la figlia Janet dei BET Awards

di Antonio Mustara
Michael Jackson a Londra, ospite dei World Music Awards nel 2006 (foto Kika Press)

Michael Jackson a Londra, ospite dei World Music Awards nel 2006 (foto Kika Press)

«Michael Jackson mangiava poco, beveva poco, ma non c’era niente che potesse far pensare a un pericolo di morte». Lo ha dichiarato poche ore fa Edward Chernoff, l’avvocato di Conrad Murray, il cardiologo che era con Jackson durante gli ultimi minuti di vita del cantante. Chernoff ha anche smentito che il suo cliente (interrogato sabato per tre ore dalla polizia) abbia somministrato a Jackson una dose di Demerol, un potente antidolorifico, prima del fatale attacco cardiaco di giovedì mattina: «E’ entrato nella stanza, si è accorto che Michael non respirava e  ha cercato di rianimarlo». Dopo due autopsie, dunque, le cause della morte del re del pop rimangono avvolte dal mistero.

Ieri sera, prima dei BET Awards, serata di gala organizzata da Black Entertainment Television, Joe Jackson, il padre di Michael ha dichiarato: «Sono molto preoccupato. Non posso approfondire ma non mi piace quello che è successo». Parole che arrivano dopo quelle del reverendo Jesse Jackson: «Ci preoccupano le ultime 12 ore di vita di Michael Jackson. Il medico si è comportato in modo bizzarro» aveva dichiarato sabato il celebre attivista per i diritti dei neri.

La famiglia Jackson non ha ancora deciso le modalità dei funerali di Michael. Secondo fonti vicine al clan, dopo il funerale (che sarebbe programmato per mercoledì) Michael potrebbe essere sepolto all’interno del Neverland Ranch, per molti anni residenza del cantante. I fan, intanto, chiedono una cerimonia pubblica, trasmessa in diretta in tutto il mondo. I Jackson hanno anche chiarito, dopo le voci che sono circolate ieri, che il futuro dei tre figli di Michael dipende esclusivamente da loro: «Solo io e mia moglie Katherine abbiamo autorità sui nostri nipoti».

La serata dei BET Awards, organizzata ogni anno allo Shrine Auditorium di Los Angeles per premiare il meglio dell’entertainment black, si è trasformata in un grande tributo a Michael Jackson. Condotta dal premio Oscar Jamie Foxx, ha visto salire sul palco i grandi nomi dell’R&B, da Beyoncè e Jay Z a Ne-Yo e Ciara. Prima della performance finale («I’ll Be There» cantata da Foxx con Ne-Yo) è arrivata Janet Jackson: «Tutta la mia famiglia avrebbe voluto essere qui stasera» ha detto. «Ma sarebbe stato troppo doloroso, e così hanno chiesto a me di parlare per loro. Per voi Michael è un’icona. Per noi Michael è uno di famiglia e vivrà per sempre nei nostri cuori. Ci manca molto».

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