20 luglio 1969-2009: 40 anni fa l’uomo sbarcò sulla luna Così le star ricordano quella notte

di redazione sorrisi

uomoluna

Dov’eri, con chi eri, cosa hai pensato quella fatidica notte? Sono domande rare ma puntuali, che scattano a ogni grande evento dell’umanità. Noi le abbiamo rivolte a personaggi dello spettacolo e dell’informazione. Ecco cosa ci hanno risposto.
Mike Bongiorno
«Quella notte ero in viaggio. Sapendo che ci sarebbe stata la diretta mi sono fermato apposta in albergo a Firenze. Lì ho seguito tutto il collegamento, mangiando panini e bevendo molta birra: considero quella trasmissione la più interessante, emozionante e spettacolare di tutta la storia della tv».
Pippo Baudo
«Ero a Barletta per una serata con Ernesto Calindri. Lui, da romantico attore qual era, non voleva arrendersi all’idea: “Non è possibile, è una balla” diceva, e recitava poesie come “Luna che da lassù guardi gli amanti”, e così via. Io ribattevo che un conto è la poesia, un altro la scienza. E insomma abbiamo discusso animatamente per tutta la notte».
Irene Pivetti
«Ero con la nonna nella casa al mare di Arma di Taggia. Fu grandioso, perché per la prima volta ebbi il permesso di stare alzata fino a tardi».
Lino Banfi
«Ero a Roma ed ero triste. Dicevo a mia moglie: “Ho 33 anni e sono un povero disgraziato; voglio diventare famoso. La gente va sulla Luna e noi viviamo in una camera in affitto!».
Giancarlo Magalli
«Ero l’animatore di un villaggio vacanze. Organizzai una bella serata con tanti televisori sparsi in giro. Ma lo sbarco tardava e i clienti se ne andavano a letto. Restammo in una ventina».
Federico Moccia
«La mia compagna di banco era Caterina, figlia di Tito Stagno. Una ragione in più per seguire la diretta. Poi guardai la Luna e pensai alla grandezza dell’uomo, che era riuscito a colmare una distanza così grande».
Rita Dalla Chiesa
«A Palermo, con il mio ragazzo Mario, trascorremmo una serata tra le barche e poi seguii la diretta in tv. Ricordo Tito Stagno, quel suo bellissimo viso, la frangia bionda».
Bruno Vespa
«Ero appena stato assegnato al tg. Quando ci fu l’allunaggio ritagliai il dispaccio dell’agenzia France Press che diceva «L’homme est sur la Lune» e lo misi sotto il vetro della scrivania».
Sandra Milo
«Ero arrabbiata. Per la mia generazione la Luna era una cosa romantica, da guardare col fidanzato. Vederla calpestata da astronauti che sembravano omini della Michelin mi è dispiaciuto. Con la bandierina americana sopra, non era più la stessa cosa».
Fabrizio Frizzi
«Avevo 11 anni. Mio padre mi imbottì di Coca-cola per farmi arrivare sveglio sino alla fine, ma crollai sul più bello».
Maurizio Costanzo
«Non dormii, l’emozione era troppo forte. Una serata bellissima, di quelle che ti senti fortunato di aver potuto vivere. Ero a San Felice Circeo con diversi amici. Uno di loro però preferì andare a letto dicendoci: «Se vedono i mostri, svegliatemi».
Mario Monicelli
«Ero in un bell’albergo a Grottaferrata, sui colli romani. Mi misi davanti alla tv, le cose andarono per le lunghe, e mi addormentai come un sasso. Tanto sapevo che le immagini dell’allunaggio le avrei riviste un milione di volte».
Patrizio Rispo
«Ero a Ischia. Per me quell’evento significava: incontrare i marziani. Con la fantasia dei miei 13 anni mi aspettavo di vedere l’uomo allunare e incontrare gli extraterrestri».
Luca Barbareschi
«Quella sera feci l’amore per la prima volta. I miei genitori, invece, si separarono. Poi lo ricordai nel mio film “Ardena”».
Alba Parietti
«Avevo 8 anni, ricordo che mangiai tanta anguria e chiedevo se era tutto vero. Prima di andare a letto guardai la Luna sperando di vedere quei due astronauti saltellare lassù».
Massimo Boldi
«Ero a Levanto per uno spettacolo, allora suonavo la batteria per Gino Paoli. C’erano anche i miei carissimi amici Cochi e Renato e ricordo che pensammo che ci stavano prendendo in giro, che era tutto taroccato. Ma come facevano ad arrivare da così lontano quelle voci?!».
Alessandro Cecchi Paone
«Quella sera strappai ai miei una concessione: sarei andato a letto subito dopo cena, e mi avrebbero svegliato per l’allunaggio. Così fu, ma io non avevo chiuso occhio dall’emozione».
Milly Carlucci
«Ricordo che la zia Lena andò in America e comprò un biglietto per andare sulla Luna, venduto da chissà chi. Mi portò anche un ciondolo di “polvere di Luna”. Grande la zia!».
Paolo Limiti
«Seguii la diretta con mamma Etta a Milano. Il giorno dopo, levataccia: dovevo andare a Lugano, a presentare un programma radio con Mina».
Marcella Bella
«Ero a Catania, ero bambina e rimasi terrorizzata per tutta la notte. Chissà perché ero convinta che, a contatto col suolo lunare, la navicella spaziale sarebbe esplosa, provocando così la fine del mondo!».
Milena Gabanelli
«Era l’estate della mia terza media. Mi addormentai. Il giorno dopo, tornando in auto da Lecco con mio fratello, ascoltammo in radio la notizia. Pensai: chissà se gli astronauti vedono la Terra come noi vediamo la Luna?».
Cristiano Malgioglio
«Pur già grandicello, continuavo a tempestare mio padre di domande. La prima era: “Ma quei signori che sono andati nello spazio dove li fanno i loro bisognini?”».
Sabina Ciuffini
«Nel 1969 debuttai a “Rischiatutto” e conobbi quel personaggio straordinario che è Mike Bongiorno. Mi ritrovai davanti alla tv con la sensazione di essere partecipe di un evento che accomunava tutti, persone umili o importanti».
Moira Orfei
«Dopo lo spettacolo nel circo mi sono seduta davanti alla tv. All’inizio eravamo emozionati, invece alla fine ho pensato: “Be’, tutto qua?”.

5 Commenti a “20 luglio 1969-2009: 40 anni fa l’uomo sbarcò sulla luna Così le star ricordano quella notte”

  1. Regina Barba says:

    sono nata l’anno dopo, avrei voluto vivere in prima persona quelle emozioni, peccato

  2. ale says:

    io lo sbarco l’ho vissuto tutto in diretta minuto x minuto, ancora ricordo le emozioni che ho provato

  3. SopravvivenzaGaya says:

    Proprio ieri sera non doveva esserci? Ebbene sì: 40 anni esatti dallo sbarco e la luna si nascondeva.
    E io che volevo godermela un po’, al buio, sdraiato sul terrazzo. Invece l’ho cercata inutilmente all’imbrunire, mentre il crepuscolo lasciava posto solo alle stelle.
    Vado in Msn. Poca gente in chat. È proprio estate. Chissà dove sono tutti. C. a Londra: spero non pigli la suina, se no manco posso salutarlo prima di partire per la California. Becco R., quasi quasi propongo un drink, sia mai che. Invece nada, la storia che davo per spacciata procede bene: mi liquida per tornare sui libri di chimica. Trovo F., ci accomunano giorno e mese di nascita, ma non l’anno (e ci rimetto io, sigh). È triste. Lo coccolo un po’ via web ribadendogli quanto lo ammiro: lui, che va ancora alle superiori, ha già trovato il coraggio di accettarsi e dichiararsi al (suo) mondo: mamma, papà, fratelli (anche quello che “fa brutto” e tutti temono), sforzandosi pure di convincere gli amici che non ci credevano: “parola, sono gay”. Io alla sua età combattevo per negare (in primis a me stesso).
    Guardo la tele. Bellissime 2 su Rai 3. Gli anni della contestazione, dell’emancipazione femminile; delle streghe e dei cortei, delle nuove leggi e dei referendum.
    Dev’essere stato bello essere donna allora, e accorgerti giorno dopo giorno che crollavano stereotipi, si sgretolavano consuetudini, nascevano nuovi modelli, nuove possibilità, nuovi diritti. E a giovarsene non era solo l’altra metà del cielo, ma la società intera.
    Mi ci trovo un po’ in questa storia, ovvio. Certo, non basta un Pride per fare primavera. Il numero è forza, e noi gay siamo tutto sommato quattro gatti (scusate l’allusione). Sarà (più) dura.
    Eppure è nelle donne che trovo gli esempi: in Serafina Battaglia, moglie e madre di malviventi, che bardata di nero in quello che pare quasi un burka, denuncia per la prima volta la mafia in tribunale, accusandola di avergli ammazzato il marito e un figlio di “21 anni, 5 mesi meno 3 giorni”; nelle mani venose e nel volto contratto e bellissimo di Dalida, che canta “Ciao amore ciao” dell’amato Luigi Tenco, suicida dopo l’esclusione di quella canzone da Sanremo; nelle studentesse soprannominate “angeli del ciclostile”, tenute ancora un po’ in disparte nelle assemblee del ‘68, che beneficeranno più di altri dei portati del cambiamento; nelle parole interpretate da Ornella Vanoni in un bianco e nero che lascia solo immaginare i colori di uno splendido vestito che luccica sullo schermo: “domani è un altro giorno, si vedrà”.

  4. Alex says:

    Io sono tra quelli che credono che il primo sbarco sulla luna sia stata una truffa colossale. Forse siamo in pochi a crederci o forse no (cmq il numero nn conta anche galileo era solo….pessimo esempio ma penso di aver reso l’idea ). Il problema è che nessuno ne parla o meglio nessuno spiega il perchè molti o pochi individui la pensino così. Si parla di complotto e tutti hanno “paura” e neanche stanno a sentire….quando se si volesse ascoltare e vedere soprattutto le foto di quello sbarco si potrebbe capire senza preconcetti e snobismo la verità.
    Su youtube “http://www.youtube.com/watch?v=idcVINvUa1w” (La grande truffa dello sbarco sulla Luna) vi è la prima di sei parti del programma “La Storia siamo Noi” di Giovanni Minoli, trasmesso in Rai nel 2006 e replicato almeno nel 2007 che spiega il tutto.

  5. Alex says:

    Ovviamente ci sono tutte e sei le parti

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