Venezia 2009: pupi siciliani e Milano sotto la neve
di redazione sorrisidi Alberto Anile
Il fine settimana è tradizionalmente il periodo più affollato e importante
della Mostra. Cade quasi a metà festival, e nel programma coincide spesso
con le pellicole a più alta densità di divi; l’opera che ottiene il Leone
d’Oro passa non di rado proprio in quei giorni lì, sabato o domenica.
Quest’anno l’atmosfera è un po’ diversa. Gli spazi sono più angusti, si va
tutti un po’ più di fretta, il lungomare è meno praticabile e i
giganteschi cartelloni pubblicitari che lo foderavano sono un ricordo. Le
feste ci sono lo stesso, tutte le sere, ma l’entusiasmo è diminuito: tira
aria di crisi. La selezione cinematografica dell’edizione 2009 ha poche
attrattive nazional popolari, ed è disseminata di documentari; questo
weekend ci affidiamo soprattutto alla verve del documentarista Michael
Moore e al fondatore della Pixar, John Lasseter, insignito del Leone alla
carriera. Però, rispetto all’anno scorso, la media qualitativa appare
migliore. Sbollita la febbre per «Baaria», che ha diviso pubblico e
critica tra proseliti e delusi, il film di cui oggi si parla di più è
«Lourdes», piaciuto con moderazione praticamente a tutti. In attesa dei
prossimi divi (Ewan McGregor, George Clooney, Matt Damon, Colin Firth),
ricapitoliamo brevemente le ultime cose viste.
Il meno esaltante è «Io sono l’amore». I titoli di testa, con una Milano
monumentale sepolta da una neve metaforica, regalano subito grandi
emozioni e immense aspettative. Che durano solo un paio di minuti; gli
altri 118 sono un tentativo pseudo viscontiano di mostrare la forza
dirompente dell’amore, capace di mandare a monte calcoli aziendali e
patrimoni familiari, ma annichilita sullo schermo da una regia
imbarazzata. Protagonista è una grande famiglia di imprenditori (c’è anche
Tilda Swinton, coproduttrice, che recita in italiano) arricchita in modo
non troppo limpido durante la guerra, che vive inspiegabilmente come
un’antichissima schiatta aristocratica, circondata da un esercito di
servitori utilizzati in modo incongruo. Finché l’amore esplode, in un
trionfo bucolico di insetti e pistilli. Il progetto era serio ma crolla
sotto il peso di ambizioni troppo alte. Accogliere in gara (per «Venezia
Orizzonti») il film di Luca Guadagnino è una scelta piuttosto discutibile.
Una piccola grande sorpresa è stato il documentario di John Turturro e
Roman Paska «Prove per una tragedia siciliana», ricognizione di Turturro
sulle orme degli avi siculi, alla scoperta di uno specialissimo senso
della morte, dell’incanto dei pupi siciliani e della nostalgia degli
emigrati, con la partecipazione (davvero sentita) dello scrittore Andrea
Camilleri, del puparo Mimmo Cuticchio e dell’attrice Donatella
Finocchiaro. Sala Grande strapiena; alla fine, minuti e minuti di
applausi.
Altra sorpresa è «Cosmonauta» di Susanna Nicchiarelli, un romanzo di
formazione al femminile su un’adolescente comunista degli anni Sessanta,
che vive col fratello nel mito delle conquiste spaziali sovietiche.
Passione politica e amorosa s’intrecciano con umorismo, a comporre un
leggero elogio del femminismo e dell’anticonformismo. Tenero, godibile,
divertente e a suo modo battagliero. Partecipazioni di Claudia Pandolfi e
Sergio Rubini, colonna sonora di classici anni Sessanta rivisitati in
chiave moderna.
Nelle sezioni «esterne», «Kakraki» (Settimana della Critica) è un soave ma
scolastico ritratto della Russia odierna, corrotta e insieme innocente, di
spirito dichiaratamente gogoliano; «L’amore e basta» (Giornate degli
Autori) raccoglie con entusiasmo interviste a coppie gay, italiane e non,
che raccontano a cuore aperto gioie e dolori.
Voto a «Io sono l’amore»: 4
Voto a «Prove per una tragedia siciliana»: 7
Voto a «Cosmonauta»: 7
Voto a «Kakraki»: 6
Voto a «L’amore e basta»: 6 e 1/2
Domani tornerà protagonista l’America con la sua doppia faccia: quella
libera, autenticamente democratica, capace di criticarsi in modo spietato,
rappresentata dal documentario di Michael Moore «Capitalism: A Love
Story»; e quella ludica, colorata e attraente, con una serie di pellicole,
lezioni e anteprime dedicate all’animazione computerizzata della
Disney/Pixar.
E a proposito di quest’ultima, segnaliamo per domani 6 settembre uno
spazio giochi per bambini, a ingresso libero dalle 13,30 alle 18,00,
allestito di fronte al Palazzo del Cinema con i personaggi di «Nemo», «Gli
incredibili», «Toy Story» e del nuovo «Up»; previsto un passaggio di John
Lasseter in persona e uno spettacolare lancio di palloncini.






