Sanremo 2010: tra le canzoni delle Nuove Proposte spunta un inedito di Mia Martini
di Antonio Mustara
Mia Martini
Sciolta la riserva sugli Artisti, l’organizzazione del Festival di Sanremo 2010 si concentra ora sui talenti della sezione «Nuova generazione», quelli che una volta si chiamavano Nuove Proposte. La selezione quest’anno è partita online, sul sito ufficiale di Sanremo, dove è possibile sentire tutte le canzoni inviate da chi vuole partecipare al Festival. Le migliori saranno selezionate da un’apposita commissione attraverso un processo che porterà, entro il 12 gennaio, alla scelta di sei degli otto cantanti di «Nuova Generazione» (gli altri due sono i vincitori di SanremoLab).
Tra le decine di canzoni pervenute, c’è anche «Clown» un inedito di Mia Martini, l’indimenticabile artista calabrese scomparsa il 12 maggio 1995. Lo propone Jennifer Iacovino, 26enne originaria di Bari ma cresciuta a Trebisacce, in provincia di Cosenza.
In un’intervista rilasciata alla web tv SibariTv, Jennifer rivela di essere un’amica di famiglia dei Berté. Allieva della mamma di Mia Martini e Loredana Berté, Jennifer ha ricevuto il testo di «Clown» (musicato da Pino Marcucci) da Leda Berté, sorella maggiore di Mimì e Loredana: «L’ho trovato in un faldone e ho aspettato il momento giusto per darlo a Jennifer» spiega Leda. Lei è entrata nella nostra vita quando aveva 12 anni. La sua interpretazione di “Clown” mi ha commosso molto».
Guarda l’intervista di SibariTv a Jennifer Iacovino e Leda Berté:







anche qua siete arrivati dopo un lettore qualunque…
Sono andato sul sito di Sanremo, ma ho scoperto che non si può votare. Però c’è già una pagina di Facebook. Invito tutti a iscriversi! http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=208361203635&ref=search&sid=713649311.1689521856..1
Magnifica canzone per questa giovane interprete, degna della migliore Mia Martini. A lei auguri per un futuro brillante.
Con tutto il rispetto per la grandissima Mia Martini, spero però che la canzone sia giudicata obiettivamente per quello che è e che non ci si lasci trasportare dallo stesso buonismo che ci spinge a premiare in modo parziale disagiati sociali, orfani & co.