«Tutti per Bruno», la nuova fiction di Canale 5 con Claudio Amendola in divisa

di redazione sorrisi
Claudio Amendola

Claudio Amendola

«Allenate addominali e mascelle perché a partire dall’8 gennaio su Canale 5 per sei puntate riderete come non avete mai riso prima guardando la tv!». È la promessa di Claudio Amendola alla vigilia del debutto di «Tutti per Bruno», la serie tv che lo vede protagonista nei panni, appunto, di Bruno: un ispettore di polizia imbranato e pasticcione.
È davvero così divertente?
«Sorprenderà. Si ride dall’inizio alla fine. È senz’altro la cosa più divertente che abbia mai girato. E sono curioso di vedere la reazione del pubblico».
Chi è Bruno?
«È un poliziotto a cui, per colpa sua o della sfortuna, non ne va mai bene una. Alla fine però, non si sa come, riesce  a risolvere anche i casi più difficili. Nonostante la propria inettitudine e quella della sua squadra, mi viene da dire. Già, perché Giuliano, interpretato da Antonio Catania, e il vice-ispettore Luca, Gabriele Mainetti, non sono certo più svegli di lui…».
A chi si è ispirato?
«Vorrei poter rispondere a Mel Gibson di “Arma Letale” o Al Pacino di “Serpico”, ma sono troppo brillanti. Allora dico l’ispettore Clouseau…».
Cosa l’ha divertita di più?
«Bruno e la sua squadra si sentono dei veri poliziotti, nonostante l’evidenza. Mi è piaciuto scardinare il dogma della verosimiglianza. Puntando sulla comicità ce ne siamo infischiati se una cosa si poteva fare o meno nella realtà. “Fa ridere? Fàmola!”».
La difficoltà più grande?
«Smettere di ridere durante le riprese. In alcuni momenti non riuscivamo proprio ad andare avanti».
I punti di forza della serie?
«L’aspetto della commedia, senz’altro, e del poliziesco nelle indagini di ogni puntata. Ma poi c’è una linea orizzontale che attraversa tutti gli episodi, che è quella del cuore, delle vicende personali dei protagonisti. Ed è l’aspetto familiare della serie».
Ma se Bruno è così imbranato, come fa a essere il capo?
«Vive di rendita per un’azione memorabile avvenuta anni prima, in cui ha arrestato due pericolosi criminali. Si scoprirà che anche in quella occasione è stato aiutato molto dal caso…».
È un capo autoritario?
«Macché. È il migliore amico dei suoi colleghi. Un uomo di grande generosità. In un certo senso somiglia a Giulio dei Cesaroni. E tutti e due somigliano a me».
A proposito di Cesaroni…
«Stiamo girando la 4ª serie. Lucia lascia Giulio, ma il metodo Cesaroni è  collaudato: dopo la disperazione  e l’elaborazione del lutto, lui tornerà lo splendido cinquantenne di sempre!».

di Stefania Zizzari

2 Commenti a “«Tutti per Bruno», la nuova fiction di Canale 5 con Claudio Amendola in divisa”

  1. milanzagor says:

    l ho vista e’ stato divertente e piacevole ci voleva una fiction cosi speriamo continui

  2. sf1985 says:

    Speriamo di no! A me non è piaciuta per niente. Oltre tutto l’ho trovata ben poco adatta ad un pubblico di bambini, come del resto è stato anche per “I Cesaroni”. Troppe allusioni, sullo stile dei cinepanettoni che imperversano nelle sale cinematografiche in queste ultime settimane. Per me, UNO SCHIFO! Cosa ci sarà mai da ridere, veramente, non lo capisco…