L’importanza di essere uniti (e testardi)

di Alfonso Signorini

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Care lettrici e cari lettori,
prima di tutto voglio ringraziarvi per l’entusiasmo con cui avete accolto il nuovo Sorrisi, che sta dando ottimi risultati in edicola confermandosi come il giornale più venduto e più amato del nostro Paese. Ma devo ringraziarvi anche per un altro motivo: per la vostra entusiastica adesione (più di 50.000 firme) alla nostra campagna per far cominciare la prima serata televisiva alle 21. Abbiamo girato la domanda (e le vostre adesioni) a chi ha il potere di cambiare le cose: troverete le risposte dei direttori di rete a pagina 12, e giudicate voi. Io penso che alle logiche di marketing si debbano anteporre le esigenze dei telespettatori. E non trovo coerente nemmeno la logica del «lo facciamo se lo fanno anche gli altri», un modo pilatesco di aggirare il problema. Non sarebbe molto più coraggioso e leale dire invece «lo facciamo perché è giusto»? Mah. Mi auguro insomma che la nostra campagna non finisca qui. Insieme abbiamo dimostrato che la gente vera vive in una dimensione che spesso è in conflitto con le logiche della tv (non dovrebbe essere il contrario?). Per cui vi chiedo di insistere, come del resto faremo noi di Sorrisi: incalzate i direttori di rete che, con qualche distinguo e qualche rara eccezione, si sono dimostrati impermeabili alla nostra richiesta. Sarò un testardo, ma sono sempre stato convinto che l’unione fa la forza. E sarà così anche in questo caso. Alla prossima.
as@sorrisi.com