Gianluca Grignani si racconta a Sorrisi in occasione dell’uscita del nuovo cd «Romantico Rock Show»
di redazione sorrisi
Gianluca Grignani
Gianluca Grignani resta quello di sempre, il rocker dal cuore buono che fa figli (è a quota tre) e dischi. L’ultimo album l’ha registrato e prodotto in casa o meglio nel suo nuovo studio supertecnologico, e l’ha intitolato «Romantico Rock Show». Tre parole che, lui dice, rappresentano il suo mondo: l’amore, la musica, il lavoro.
L’album esce il 29 gennaio, a ridosso di Sanremo. Tentato dal Festival?
«Ci sono andato talmente tante volte, comincio a poter vivere anche senza Sanremo. Non sono quello che ha avuto successo e non ci va più, ma…».
Ma che cosa?
«Anche la casa discografica ritiene che l’album possa vivere senza Sanremo. È un bel disco, non solo un bel singolo».
Undici brani che parlano tutti d’amore.
«Sì, ma l’amore è la chiave per poter dire altre cose. È un concept album in cui, partendo dal rapporto uomo-donna, tocco moltissimi argomenti».
Quali, in particolare?
«Il terremoto in Abruzzo, il problema ecologico, l’America… In “Rimani acqua di mare” si parla di una persona in coma che cerca di comunicare».
Una persona reale?
«È mio zio, costretto in un letto di ospedale. Ho immaginato che attraverso me parlasse con mia zia».
Un argomento scottante, Povia lo porta al Festival…
«È un argomento talmente delicato, non volevo essere esplicito… Un conto è farsi pubblicità e un conto è fare musica. Tutte le grandi canzoni che parlano di qualcosa di importante usano metafore, penso a Bob Dylan o agli U2».
Una moglie, tre figli. Perché Grignani è ancora simbolo di trasgressione?
«Me ne frego, io devo essere quello che sono e non quello che voglio apparire. Non credo di essere un uomo cattivo, voglio solo potermi esprimere senza la paura del giudizio degli altri».
Eppure qualche mese fa le hanno tolto la patente per aver bevuto troppo.
«Hanno fatto bene. Ero uscito da un locale, avevo bevuto tre birre. Poi tutti ci hanno ricamato. Pazienza, dentro di me c’è un fondo di menefreghismo».
Com’è che ha scritto un pezzo per Enrico Nigiotti, il concorrente di «Amici»?
«Maria De Filippi, che ha un debole per la mia voce e la mia musica, mi ha chiesto un pezzo e poi ha scelto chi doveva cantarlo. Il risultato non è per niente male, mi rende molto orgoglioso».
È vero che ora vuole fare lo scrittore?
«È un po’ di tempo che scrivo, ma non avevo il coraggio di farmi leggere. Ho reverenza per la scrittura e so che un disco sembra una cosa futile. Ho scritto molti racconti, due li pubblicherò sul mio sito».
Che storie sono?
«Di fantascienza. Raccontano di un mondo futuristico, di uno scrittore che arriva dal 2300. Sono molto divertenti».
Pubblicherà anche un libro?
«Mi sembra un po’ presuntuoso, anche se ormai tutti scrivono libri. Una grossa casa editrice, però, mi ha già offerto di pubblicare qualcosa».
Ai suoi figli che storie racconta?
«Non amo le principesse, io uso la fantasia. Mi piace parlare di cose che si animano e diventano personaggi, come una pallina, una scatola, un’ombra».
Scusi, ma poi la patente l’ha ripresa?
«Non ho ancora avuto il tempo. Devo andare a fare gli esami…».
di BARBARA MOSCONI








Non ho ancora avuto modo di sentire l’ultimo CD perciò non posso ancora esprimere un giudizio. Ho incontrato Grignagni qualche giorno fa al supermercato. Non è cambiato, è il solito “gasato” di sempre… ma, si sa, le ragazzine impazziscono per i duri impossibili e cafoni… Questione di gusti…
Scusate, “GRIGNANI” non “Grignagni”…
Faccio notare che da quando è iniziata la censura i commenti si sono ridotti del 90% su questo sito. Censurare o reprimere allontana le persone, non le avvicina.
Forse è proprio quello che vogliono, Velvet…
Non mi sembra abbiano usato metafore nell’ultima (e unica) missiva a noi destinata. Era abbastanza palese che alcuni di noi NON sono graditi alla redazione…
e a Signorini…
Per un attimo me l’ero scordato… si vede che non conta tanto, per me!
Mi piace la nuova canzone di Grignani!
a suo modo, è un pò più dolce.