Per favore, non ballate con Alì Agca

di Alfonso Signorini

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Care lettrici, cari lettori, quando l’ho letto non ci volevo credere. Alì Agca, l’attentatore di Papa Wojtyla, è appena uscito dal carcere e si è già trasformato in una star. Il suo agente ha già venduto in tutto il mondo interviste esclusive e servizi fotografici per qualche milione di dollari. Ma soprattutto Alì parteciperà alla prossima edizione della versione turca di «Ballando con le Stelle». Ecco, ci mancava solo questo. Uno sconta anni e anni di carcere, perché si è reso colpevole di un gesto orrendo, e ad attenderlo c’è perfino il pacco dono: quello della notorietà. La sua presenza in un programma tanto popolare non aggiungerebbe proprio nulla al vuoto televisivo di oggi. Al contrario, creerebbe, penso, un senso di fastidio e di repulsione negli spettatori. Per la stessa ragione non avrei guardato volentieri il bandito Mesina all’«Isola dei famosi». E non si tratta di essere bacchettoni, si tratta di avere un minimo di buon gusto. C’è, infatti, notorietà e notorietà. La notorietà che uno si conquista dopo anni e anni di gavetta, con un rapporto di fiducia e di lealtà con il pubblico. E la notorietà che non coincide affatto con il gradimento. Quella di Agca appartiene proprio al secondo tipo. Speriamo che in Italia a nessuno venga in mente di seguire queste orme, magari perché ormai tutti i cosiddetti vip hanno già dato nei vari reality. Meglio un cast che faccia meno notizia che un cast politicamente scorretto. Che ne dite? Alla prossima!        as@sorrisi.com