IRENE GRANDI Che bello, la vita inizia a 40 anni

di redazione sorrisi
Irene Grandi (foto Massimo Sestini)

Irene Grandi (foto Massimo Sestini)

Dieci anni dalla sua ultima partecipazione (arrivò seconda con «La tua ragazza sempre» di Vasco Rossi e Gaetano Curreri); cinque anni dall’ultimo disco di inediti; e soprattutto 40 anni appena compiuti. «Sì, un periodo rotondo» sorride Irene Grandi (Firenze, 6/12/1969, Sagittario) «ma non per il mio fisico, che è bello in forma…».

Per il suo ritorno ripropone l’accoppiata con l’autore Francesco Bianconi, il leader dei Baustelle con cui nel 2007 mise a segno il successo clamoroso di «Bruci la città», scartata a Sanremo ma trionfatrice in classifiche e radio.

Il pezzo si intitola «La cometa di Halley» e «si inserisce alla perfezione nel mio ultimo disco, molto omogeneo e più maturo. Alla base c’è la consapevolezza che la vita e quindi la musica è fatta di sogni e di una relazione più stretta, quasi intima, con la natura e l’universo che ci circonda. Per me il mondo non vive solo di esseri umani, di quotidianità, ma anche di suggestioni legate all’ambiente. Chissà, forse è perché sono andata a vivere in campagna, mi sono messa a coltivare le piante, ma da un po’ dentro di me è nata quest’esigenza più spirituale. Quanto alla canzone, c’è una corrispondenza tra un uomo di cui ti innamori e la cometa che ti attrae, spezza il velo dell’oscurità ma poi sparisce. È un amore che brucia di fiamma doppia, ma proprio per questo muore più velocemente».

LA CURIOSITA’
«Con Gaetano Curreri collaboro ancora» racconta Irene a Sorrisi. E con Vasco? «Ho perso il numero… spero che mi chiami lui… A volte ci si allontana, ma poi magari rinasce tutto un’altra volta».

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