POVIA Questa canzone è nata in tre giorni

di redazione sorrisi
Povia (foto Massimo Sestini)

Povia (foto Massimo Sestini)

È il suo quarto Festival, il terzo in gara. Dopo una vittoria (2006), un secondo posto (2009) e le polemiche che puntualmente accompagnano i suoi brani, Giuseppe Povia (Milano, 19/11/1972, Scorpione) ci riprova con «La verità», una canzone ispirata alla vicenda di Eluana Englaro, e solleva un polverone di critiche. «Quello che mi dà fastidio» spiega Povia «è che in un periodo in cui non si parla di nulla, chi affronta un tema serio viene subito definito furbo. Io non sono certo più furbo degli altri, scrivo solo quello che sento, se poi qualcuno vede il male negli altri è perché il male regna nella sua anima». E affonda: «Non è il tema che affronto a dare fastidio. Quello che disturba è che sia io ad affrontarlo. Se lo faceva De André o lo fa Jovanotti allora va bene. Lo fa Povia ed è subito scandalo. Non sopporto la disonestà intellettuale: io sono in buona fede. Che poi ci sia un po’ di furbizia nella costruzione della canzone, nel ritornello che deve essere orecchiabile ed entrare subito in testa, è chiaro, il mestiere ce l’ho».

La vicenda di Eluana lo ha colpito: «Come padre di due bambine mi sono sentito coinvolto. E ho avuto voglia di scrivere su questo tema, anche se mi sembrava impossibile spiegarmi nei tre minuti di una canzone. E invece credo di esserci riuscito. Impiego sempre molto tempo a scrivere i miei pezzi. “I bambini fanno ooh…” l’ho fatta in un anno e mezzo. Per “Luca era gay” ci ho messo addirittura tre anni. “La verità” è nata in tre giorni ed è stranissimo. Non sono religioso né praticante, ma sono credente e mi viene da dire che qualcuno mi avrà aiutato a scriverla…».

Il nome di Eluana è sparito dal sottotitolo e dal testo della canzone: «Se ne è parlato talmente tanto che mi dava quasi fastidio cantarlo». Il 19 febbraio esce il nuovo album «Scacco matto» e sarà venduto anche in edicola
con Sorrisi.

LA CURIOSITA’
«Per prima cosa sono andato da Beppino Englaro, padre di Eluana, a chiedergli il permesso» dice Povia. «Ha risposto: “Io sono per la libertà, ho sempre combattuto per le cause che mi sembravano giuste e non vedo perché debba limitare la libertà di un artista”. Non ha neanche voluto sentire la canzone».

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