PUPO, EMANUELE FILIBERTO e LUCA CANONICI Il nostro inno d’amore all’Italia
di redazione sorrisi
Da sinistra, Emanuele Filiberto, Pupo e Luca Canonici (foto Massimo Sestini)
«Il Festival deve farci un monumento, con il polverone che abbiamo sollevato!». Enzo Ghinazzi, in arte Pupo (Ponticino, Arezzo, 11/9/1955, Vergine) scherza sulle critiche che l’hanno sommerso per l’idea di far esibire il principe Emanuele Filiberto di Savoia (Ginevra, Svizzera, 22/6/1972, Cancro). «Sarò onesto: l’idea di essere massacrato e deriso mi esalta, è una sorta di masochismo. Non me la prendo mai, sono sicuro di me stesso e le critiche non mi sfiorano. La nostra è una canzone d’amore per l’Italia. Il tenore Luca Canonici (Montevarchi, AR, 22/9/1960, Vergine) incarna il bel canto italiano. Emanuele ha scritto la poesia che ho adattato per il testo. Spero che riusciremo a trasmettere la genuinità e l’entusiasmo che hanno acceso la scintilla di questa operazione».
LA CURIOSITA’
«Non sono un cantante» dice il principe Emanuele.«Salirò su quel palco con rispetto per i grandi che l’hanno calcato. E con un corno rosso portafortuna in tasca…».






