TOTO CUTUGNO Sono emozionato come un debuttante

di redazione sorrisi
Toto Cutugno (foto Massimo Sestini)

Toto Cutugno (foto Massimo Sestini)

«È il mio 15° Festival ed è sempre emozionante». Così il veterano Toto Cutugno (Fosdinovo, MS, 7/7/1943, Cancro) alla vigilia della manifestazione (da lui vinta nel 1980 con «Solo noi») e che lo vede in gara con il brano «Aeroplani» che anticipa l’uscita dell’album «I miei Sanremo» (15 canzoni e 14 video originali con tutte le esibizioni di Toto sul palco dell’Ariston).

«E pensare che io non mi rivedo mai» dice il cantante. «Per timidezza. Che poi è quella che mi frega: sembro sempre arrabbiato, in realtà è il pudore che mi fa chiudere in me stesso; io ho un carattere tenero». E confessa: «Appena arrivo a Sanremo comincia a battermi forte il cuore, perché sento quelle emozioni che riconosco subito. E quando salgo sul palco, per dieci secondi chiudo gli occhi e vado in apnea, poi li apro e guardo la gente. Allora la paura si scioglie, parte la musica e vado. Sempre con le mie stonature, perché lo ribadisco: non sono un cantante, nasco come compositore, però interpreto con l’anima e il cuore». La canzone di Sanremo è melodica, intensa e struggente: «Parla di una coppia che si sta perdendo, ma lui non vuole rinunciare e fa di tutto per ritrovare l’amore».

LA CURIOSITA’
«Ho fatto concerti in Estonia, Lettonia, Ucraina, Moldavia, Armenia: ogni volta un’emozione fortissima» dice Toto Cutugno.
«Su Facebook mi scrivono ragazze di quei Paesi che imparano l’italiano con le mie canzoni».

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