Sanremo, un anestetico per i nostri problemi

di Alfonso Signorini

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Care lettrici, cari lettori, è finalmente arrivata la settimana del Festival di Sanremo. Un appuntamento imperdibile non solo per Tv Sorrisi e Canzoni, che da sempre ne è lo sponsor ufficiale, ma per tutti noi. Che si voglia o no, il Festival è entrato nel nostro Dna. Siamo cresciuti a pane e Sanremo: io stesso mi ricordo i tanti sabati sera trascorsi davanti al piccolo schermo a seguire la gara. E ogni volta era una lotta a non farsi vincere dal sonno per sapere il nome del vincitore. Ripenso con nostalgia alle giurie popolari, al pancione finto di Loredana Berté, alla commozione di Pippo Baudo nell’annunciare la morte di Claudio Villa, ad «Ancora», la meravigliosa canzone di Eduardo De Crescenzo… Per una settimana, come ogni anno, non si parlerà d’altro. E anche questo fa parte della magia del Festival: per qualche giorno, come per incanto, ci dimenticheremo i nostri problemi in una sorta di anestesia euforica di cui tutti abbiamo bisogno. Vi lascio con un augurio: quello di poter ascoltare delle buone canzoni. Canzoni che siano all’altezza del Festival e che lascino un segno nella storia della nostra musica. Perché è la musica che si deve celebrare. Al di là di Antonio Cassano, di Jennifer Lopez, della Regina di Giordania e di tanti altri ospiti illustri, Sanremo è e deve essere soprattutto buona musica. Non abbiamo bisogno di presenze. Abbiamo bisogno di emozioni che arrivino al cuore. Oggi più che mai. Alla prossima!
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