Non solo impegno. Abbiamo scoperto il punto debole di Povia

di redazione sorrisi
Povia (foto Massimo Sestini)

Povia (foto Massimo Sestini)

di STEFANIA ZIZZARI

Ogni volta che si presenta al Festival solleva polemiche. Le sue canzoni affrontano temi controversi, da «Luca era gay» a «La verità». Eppure, dietro la scorza del cantautore duro e puro, Povia nasconde un «dolce» tallone d’Achille. E pure un’anima fashion. «Sono malato di cioccolata al latte. Meglio se con le nocciole, che è il massimo della golosità», confessa Povia. «I bottoni di cioccolato li mangio a manciate, sono capace di mangiarmene mezzo chilo tutti in una volta. E ancora barrette e merendine. Poi arrivano i sensi di colpa e allora mi metto a saltare a corda per un quarto d’ora di fila per smaltire».

Il giorno dell’esibizione però si sta a regime: «Mangio solo pasta in bianco: è leggera e mi dà energia». Sul palco quest’anno Povia ha scelto un look aggressivo e nelle sei valigie che ha portato a Sanremo ha messo jeans, giacche, camicie, cinte borchiate e tante collane con la croce: «Per me la croce non ha un significato religioso», spiega, «è un simbolo positivo perché rappresenta un “più”. Io sono credente nel senso che secondo me Dio è ovunque e in ogni momento tu voglia far del bene a te stesso e agli altri».

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