Addio Pingping, l’uomo più piccolo del mondo

di anna nolli

He Pingping

He Pingping, l’uomo più piccolo del mondo, è morto il 13 marzo a Roma. Durante la registrazione delle nuove puntate de «Lo Show dei record», il giovane cinese ha accusato un dolore al petto. Trasportato immediatamente in ospedale è morto poco dopo per complicanze cardiache.

Alto appena 74,10 cm a causa dell’osteogenesi imperfetta, He Pingping aveva conquistato lo scettro del Guinness dei Primati nel 2008.

Di seguito l’intervista che Pingping aveva rilasciato a Sorrisi nel maggio del 2009 in occasione della sua partecipazione alla trasmissione «Lo Show dei record» condotta da Barbara D’Urso

Il mondo secondo Pingping, protagonista dello Show dei Record

di Alex Adami

Fa un certo effetto essere accolti da una persona alta quanto un bambino di un anno, se tiene tra le dita una sigaretta accesa. Ma quando s’incontra He Pingping, uomo più basso del mondo e (mini) ospite fisso di Barbara D’Urso ne «Lo show dei record» su Canale 5, è meglio abbandonare le proprie certezze. Anzi, va ribaltata ogni prospettiva. He Pingping, prima d’essere un uomo incredibilmente piccolo, è un uomo che vive in un mondo incredibilmente grande, di fronte al quale è del tutto indifeso. Da solo non arriva a fare quasi nulla, a parte accendere (di continuo) maleodoranti sigarette cinesi. Se ha fame, non può aprire il frigo: per lui la maniglia è a quattro metri d’altezza. Non può sedersi a tavola: la sedia è alta due metri, e se anche riuscisse ad arrampicarsi, sedendosi non arriverebbe neppure a vedere che cosa c’è nel piatto.
Un’altra buona norma da seguire per incontrare He Pingping è presentarsi alla sua porta di pomeriggio. La mattina, come molte star, è di pessimo umore. Solo dopo aver pranzato inizia a sorridere.
Dove comincia la sua storia?
«In un piccolo villaggio della contea di Huade, in Mongolia. I miei genitori vivono ancora lì. Sono contadini».
Quando ha capito di essere diverso dagli altri bambini?
«Fino a cinque anni ho fatto una vita quasi normale, anche se ero alto come una bottiglia d’acqua minerale. Uscivo di casa per giocare con gli altri bambini e non mi facevo domande».
Poi che cosa è successo?
«Un giorno, mentre correvo per la strada con gli altri bambini, ho incrociato la vecchia matta del villaggio. Mi ha scalciato via come se fossi stato un topo. È per questo che il mio naso è così storto. Da allora i miei genitori hanno deciso che era meglio tenermi in casa».
Come passava il tempo?
«Le mie due sorelle mi hanno sempre tenuto compagnia. Ora gestiscono un ristorante e io, quando sono a casa, trascorro la maggior parte del tempo con loro nel locale. Mi piace stare in mezzo alla gente».
Com’è diventato famoso?
«Una cronista locale che aveva sentito parlare di me si presentò alla porta per vedermi e intervistarmi. Mio padre e mio cognato, che ora mi fa da manager, acconsentirono chiedendole in cambio un aiuto per entrare nel Guinness. Dopo un anno iniziai a fare i primi spettacoli. Il resto è venuto da sé».
Vede spesso sua mamma?
«Due o tre volte l’anno, purtroppo. Lei neppure mi ha mai visto in tv. Non avrei mai pensato di vivere girando il mondo».
E se le offrissero, in cambio di tutto questo, di tornare indietro e di crescere a un ritmo normale?
«Non vorrei. Mi piacciono la gente e i posti strani. Se fossi stato un ragazzo normale, sarei rimasto tutta la vita nel mio villaggio in Mongolia. Lì non avevo nulla».
Qual è la cosa più bella della vita?
«Corteggiare le ragazze».
È un’attività alla quale si dedica spesso?
«Sono fidanzato, ora. Lei si chiama Xiao Xi, è di Pechino. Non ci vediamo spesso».
Come vi siete conosciuti?
«È venuta a salutarmi in camerino dopo uno spettacolo».
La parte peggiore della vita, invece?
«Gli sguardi della gente. Non mi danno fastidio la curiosità o l’incredulità, anzi, le capisco. Mi feriscono il disprezzo e il sarcasmo».
Cosa sogna per il futuro?
«In questo momento proprio non saprei. Viaggiare viaggio, di soldi ne ho».
Che cosa si è comprato con i primi guadagni?
«Amo le auto. Ne ho comprata una elettrica, da bambini, per me. E una vera per mio cognato, per farmi portare in giro».
Niente per i suoi genitori?
«Loro fanno una vita semplice, non hanno grandi desideri. Da ogni luogo che visito, però, porto un regalo».
Di Barbara D’Urso che cosa pensa?
«Oh, lei è brava. E molto, molto bella».

9 Commenti a “Addio Pingping, l’uomo più piccolo del mondo”

  1. velvet72 says:

    però che cosce la D’Urso nel fermoimmagine del video…Povero PingPing, nella sua breve esistenza almeno ha avuto la possibilità di viaggiare il mondo e di fare qualche soldino…

  2. digithalgirl85 says:

    aò velvet!!!!!!!!!!!!!!!!! mica sò della durso le cosce del fermoimagine ASVEGLIATIIIIIIII. Eppoi ti sembra normale dire che pingping a viaggiato per il mondo e a fatto soldi????????????????????? come se fare soldi è una cosa importante ASVEGLIATIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

  3. velvet72 says:

    sei una povera/un povero IGNORANTE E ANALFABETA…impara l’italiano e poi interagisci con chi ti pare. Finisci la scuola, studiati la grammatica ma sopratutto…cercati un cervello.

  4. velvet72 says:

    p.s.: non sono della D’Urso, è vero! Non avevo visto il video…eheheh

  5. digithalgirl85 says:

    e allora prima di parlare guarda il video senò qll ignorante 6 te

  6. velvet72 says:

    se hai 24-25 anni come il nick potrebbe far capire direi che sei parecchio indietro con l’istruzione, con le buone maniere, con l’intelligenza.
    Per me non superi i 15 anni, gente più piccola di te scrive e ragiona molto meglio di te.

  7. kekko95 says:

    Oddio NOOOOOOOOOOOOOOOOO davvero è morto???????? ç_ç ç_ç ç_ç POverino però… mi dispiace!! =(((

    Come state voi altri?

  8. danzatriceorientale says:

    Se la D’Urso avesse il dead tape, ossia il filmato dove viene filmata la morte, sia lei sia la produzione Mediaset non si farebbero scrupoli a mostrarlo, pur di fare audience: menomale che è morto in ospedale e non in studio.

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