Il concerto del Primo Maggio si colora di parole
di anna nolliLo sfruttamento nel lavoro per Vinicio Capossela e il valore delle parole e del sogno per Carmen Consoli saranno tra i fili conduttori delle loro performance all’edizione 2010 del concerto romano del Primo Maggio dal titolo «Il colore delle parole», ispirato alla poesia di Eduardo de Filippo «E ‘pparole» scritta nel 1971. I due cantautori saranno tra gli ospiti dell’evento promosso da Cgil, Cisl e Uil e trasmesso in diretta tv su Raitre, mentre per la prima volta nella storia del concertone, lunga 21 anni, sarà una donna, nello specifico l’attrice Sabrina Impacciatore, a condurre la maratona. A esibirsi sul palco di piazza San Giovanni ci saranno anche i Baustelle, Samuele Bersani, Nina Zilli, lo scozzese Paolo Nutini, Simone Cristicchi, Massimo Ranieri, Roy Paci & Aretuska e per la prima volta la grande orchestra sinfonica Roma Sinfonietta che con la musica di Bellini, Bizet e Beethoven aprirà il concertone e darà il via alle 20.00 alla diretta su Raitre, Radio2 e Rai.tv (e ampie finestre su RaiNews).
Vinicio Capossela, alla conferenza stampa di presentazione del concerto, ha spiegato: «farò un pezzo per chi sta di sotto, un altro per chi sta di sopra, ma sempre dalla parte di chi sta sotto, poi avrò sul palco con me un grande cantore, Enzo Del Re, che qualche anno fa ha scritto un grande testo sempre d’attualità “Lavorare con lentezza”, e insieme a Ginevra Di Marco renderò omaggio al più grande cantore dello sfruttamento della civiltà contadina, Matteo Salvatore. Avrò anche un pezzo sulla gioia, un ballo degli imperatori e un brano dedicato a Renzo Fantini (manager e produttore di tanti cantautori), scomparso di recente, con cui ho fatto il primo disco 20 anni fa», spiega. Per Capossela ormai «non viviamo in una Repubblica fondata sul lavoro, come poi anche il resto del mondo, sul denaro e sul commercio del denaro. E’ da lì che nascono i problemi».
Carmen Consoli invece sperimenterà: «ho sempre necessità di cambiare, nella mia musica ci deve essere sempre una innovazione, mi prendo la responsabilità di rischiare.
Imbraccerò il basso, un altro strumento che amo molto e affronterò un’altra sfida, mettere insieme la musica elettronica di un bravissimo pianista Andrea Pesce alle nostre chitarre elettriche. Non so se riuscirà o no, potrebbe essere una cosa interessante, ma anche una bella minch…». La cantantessa vuole sottolineare dal palco il valore delle parole, «che possono sollevare lo stato vitale, ma anche creare dei danni, come abbiamo visto recentemente, con bugie che sono diventate verità». E ha aggiunto: «Mi accodo al tentativo del concerto quest’anno, di riportare un po’ di colore in questo grigiore generale. Dopo 20 anni di impoverimento culturale, in cui ci siamo abituati al brutto, vorrei rilanciare un sogno bellissimo e futuribile per il nostro Paese, tornare a credere in valori come la felicità, la bellezza, l’arte, che puo’ creare ricchezza. Questa è una generazione che non sogna, siamo un popolo che non reagisce, abbiamo le menti atrofizzate». Nella sua scaletta potrebbe esserci anche il brano «Mio zio», in cui parla di molestie sui minori, con cui ha vinto il premio Amnesty: «da noi su questi temi si è abituati a tacere, perchè le vittime hanno paura di venire giudicate – dice -. In altri Stati invece sono temi presi molto più sul serio. E’ il momento di denunciare».
Per uno degli autori dell’evento, Paolo Biamonte: «Vinicio e Carmen, i due artisti italiani più amati dal New York Times, rappresentano in modo perfetto ciò che cerchiamo di fare da qualche anno, uno spettacolo con grandi contenuti musicali ma che dica qualche cosa». Infine Marco Godano, organizzatore del concerto ha parlato dei problemi di risorse, dovute anche all’abbandono di uno sponsor, poi sostituito: «Guardiamo con grande ottimismo al futuro e riteniamo che le difficoltà che stiamo affrontando possano essere ammortizzate negli anni a venire».








