Steven Spielberg e Tom Hanks presentano The Pacific, da domenica su Sky Cinema

di redazione sorrisi

James Badge Dale

di ANTONIO CONTE

In principio fu «Salvate il soldato Ryan», film capolavoro del 1998 premiato con cinque Oscar. Poi è stata la volta di «Band of Brothers», miniserie televisiva che vinse sei Emmy nel 2001. Adesso la collaborazione tra Steven Spielberg e Tom Hanks si arricchisce di un nuovo capitolo, «The Pacific», dieci puntate in onda da domenica 9 maggio su Sky Cinema 1 e Sky Cinema 1 HD.

Dopo aver raccontato, in «Band of Brothers», il fronte europeo della Seconda Guerra Mondiale all’indomani dello sbarco in Normandia, l’attenzione di Hanks e Spielberg si sposta ora sul versante orientale, teatro dell’offensiva americana nel sud del Pacifico, seguita all’attacco giapponese di Pearl Harbor, nelle Hawaii, il 7 dicembre 1941.

La miniserie, prodotta per la rete HBO, attinge a piene mani dai libri di memorie di due reduci: «Helmet for my pillow» di Robert Leckie (interpretato nella miniserie da James Badge Dale) e «With the old breed» di Eugene Sledge (Joe Mazzello). Con loro, l’italoamericano John Basilone (Jon Seda), considerato il più famoso marine della storia. Il suo eroismo nelle battaglie di Iwo Jima e Guadalcanal è descritto nel libro «I’m Staying with my Boys» di Jim Proser e Jerry Cutter.  «Dai tre libri è nata la sceneggiatura» rivela Tom Hanks. «Ci sono storie nella storia, non solo il racconto di quello che accadeva al fronte ma anche la sofferenza delle famiglie dei soldati».

Avendo a disposizione un budget di oltre 150 milioni di dollari, Hanks e Spielberg  non hanno badato a spese per ricreare in ogni minimo dettaglio le fasi del conflitto (Guadalcanal, Peleliu, Iwo Jima, Okinawa). «Non solo volevamo riprodurre nel più fedele dei modi la crudeltà che ha caratterizzato quelle grandi battaglie» spiega Spielberg. «ma anche trasmettere allo spettatore  le sensazioni provate da quei ragazzi davanti a un nemico sconosciuto e senza paura». Aggiunge Hanks: «Partendo dal presupposto che la guerra fa parte della condizione umana, “The Pacific” cerca di rispondere alla domanda “Come si sopravvive a un’esperienza così devastante?”». Per raggiungere lo scopo, la produzione ha potuto contare sulle testimonianze di chi c’era (ogni episodio si apre con una breve intervista ai veterani) e sulla dedizione degli attori, sottoposti a un duro periodo di addestramento militare. «Sono stati straordinari» dice Spielberg. «Grazie al loro talento sono riusciti a trasmettere sia l’entusiasmo di quei ragazzi che partivano per il fronte senza sapere a che cosa andavano incontro, sia il loro sgomento quando la guerra li cambiava e il silenzio prendeva il posto dell’ardore giovanile».

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