Ma Totti è simpaticone solo per spot?
di Alfonso SignoriniCare lettrici e cari lettori, faccio una premessa: non sono un tifoso. Sì, insomma, non appartengo a quei dodici milioni di italiani che mercoledì scorso hanno seguito Inter-Roma, finalissima di Coppa Italia. La domenica, per giunta, non vado mai neppure allo stadio. Però l’altra sera ho visto qualcosa che, da sportivo, non avrei mai, dico mai, voluto vedere: il bruttissimo fallo che Francesco Totti ha fatto nei confronti di Mario Balotelli. Il capitano della Roma non solo ha mollato in modo subdolo un calcio al suo avversario, ma, una volta a terra, gli si è avvicinato e gli ha tirato un calcio in testa. Come a dire: «Beccati anche questo». Non sono un tifoso, lo ripeto. Lo stesso sdegno l’avrei avuto se a fare quegli orribili gesti fosse stato Balotelli o il calciatore di qualsiasi altra squadra. Lo sport insegna la competizione, quella sana, e la tolleranza. Quel gesto inconsulto è stato visto da milioni di persone, da tantissimi giovani e non può non essere condannato o stigmatizzato. Né mi interessa sapere che Balotelli abbia provocato: la legge del taglione (occhio per occhio, dente per dente) appartiene a una civiltà arcaica, che non può certo essere assunta a modello. Tantomeno da un capitano di squadra, che dovrebbe dare ai suoi e agli altri il buon esempio. Vedere in video Francesco Totti fare il simpaticone con la moglie Ilary Blasi, lautamente pagato, negli spot pubblicitari non ci basta più. Vogliamo vedere sul campo un calciatore corretto, che si tiene alla larga dai calci e dagli sputi in faccia agli avversari. Alla prossima!
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