Terence Hill tranquillizza i fan: «Nel portafoglio rubato non c’erano le foto di mio figlio Ross»

di franco bagnasco

Terence Hill sul red carper dei David di Donatello (foto Kikapress)

Nel portafogli rubato a Terence Hill in via Condotti a Roma, la mattina del 7 maggio (giorno della consegna dei David di Donatello), non c’erano foto né lettere del figlio Ross, morto in un incidente d’auto nel 1990 all’età di 16 anni. Né l’attore ha mai fatto appelli di sorta ai ladri per il recupero.

La notizia rivelatasi falsa, partita da un quotidiano romano, è stata ripresa da altre testate ed è rimbalzata su settimanali e tv. C’era cascato persino l’amico Bud Spencer, che interpellato a freddo (non aveva ancora parlato con Terence) si era istintivamente rammaricato per l’accaduto. Nessuno ha verificato la notizia ed è nata una catena di Sant’Antonio di errori e forzature.

Ora Terence Hill rivela a Sorrisi.com: «Vorrei tranquillizzare tutti quelli che si sono preoccupati per me dopo l’incidente del furto del portafogli denunciato sul palco dei David di Donatello. Voglio chiarire che non ho parlato con nessun giornalista né ho mai fatto appelli riguardo a presunte foto o lettere di mio figlio Ross contenute nel portafogli rubato. Ringrazio comunque tutti quelli che mi hanno mandato messaggi o telefonato, dimostrandomi il loro affetto».

Terence Hill, storico interprete di «Don Matteo» inizierà fra un mese le riprese di una nuova fiction per Raiuno: «L’uomo dei boschi».

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