Con Sorrisi dietro le quinte di «Ciao Darwin», stasera su Canale 5 l’ultima puntata

di redazione sorrisi

Luca Laurenti e Paolo Bonolis

di CINZIA MARONGIU

«A volte anche noi in regia facciamo fatica a trattenere le risate. Qualche settimana fa mi è capitato di non riuscire nemmeno a chiamare le telecamere. C’era una signora di 70 anni che durante il talk è esplosa in una serie di improperi. Sembrava una caratterista dei film di Totò. Fantastica. Mentre il pubblico applaudiva, ho mandato in sottofondo le campane a festa e poi mi sono campionato la voce sul cellulare». Il regista Roberto Cenci, come tanti qui dentro allo studio 15 di Cinecittà, si è fatto contagiare dall’allegria.

D’altra parte la sesta edizione di «Ciao Darwin», a dispetto del sottotitolo che parla di regressione, sta andando alla grande: oltre 6.600.000 spettatori di media, più del 29% di share. Numeri ancora più preziosi quando si ha a che fare con una macchina così imponente, capace di lavorare a pieno ritmo nei due mesi e mezzo di messa in onda tra set da costruire, smontare e riallestire, visto che in ogni puntata se ne contano almeno quattro: «Oltre allo studio, ci sono quelli di “A spasso nel tempo”, del “Genodrome” e delle varie prove coraggio» spiega la produttrice esecutiva Antonella Carbone. «Tra produzione, redazione, tecnici, attrezzisti e tutti gli altri siamo circa 170».

I concorrenti, 100 per ogni puntata, sono un capitolo a parte, fatto di bizzarrie, ingenuità e smaniosa voglia di esserci. A scovarli e coordinarli ci pensano i ragazzi della Sdl, la società di Sonia Bruganelli. Ad accoglierli invece c’è Federico Moccia, quello dei bestseller e dei film per cuori giovani, qui in veste di autore: «Con Marco Luci faccio questo programma dalla prima edizione. E continuo a esserci perché qui posso scoprire nuove realtà e conoscere il Paese attraverso storie di gente comune».

Poco prima dell’inizio della puntata, mentre i concorrenti delle due squadre si preparano (rigorosamente divisi in due stanzoni vicino al bar di Cinecittà) e il pubblico si mette in fila, Paolo Bonolis e Luca Laurenti ripassano le gag a base di avatar, madri natura e previsioni da fine del mondo. A pochi metri ecco Sergio Rubino e Marco Salvati, due autori che quelle gag le hanno confezionate e che spiegano: «Far ridere è una cosa serissima. Le situazioni comiche nascono dall’osservazione della realtà e da un palleggio di intuizioni con Paolo, che resta il miglior autore di se stesso. Noi le sviluppiamo tecnicamente, anche perché ormai li conosciamo così bene che sappiamo imitarne voci ed espressioni e confezionare loro un vestito su misura».

Prima che la luce rossa delle 26 telecamere si accenda c’è ancora il tempo per un caffè  e per qualche momento di silenzio: «È quello che mi serve prima di affrontare tante ore di trasmissione», dice Bonolis, che il giorno dopo si ritrova quasi completamente afono. «Il successo? Qui lavorano tanti seri professionisti». Gli stessi che La 5, il nuovo canale digitale Mediaset, mostrerà il 25 maggio in «Ciao Darwin 6 – Istruzioni per l’uso», 90 minuti di backstage girati nel tentativo di mostrare al telespettatore i meccanismi di un giocattolo così complesso. «Funziona perché è un programma che ne contiene tanti altri», spiega Stefano Magnaghi, che con Bonolis è ideatore del format. «Dai vari segmenti come “A spasso nel tempo”, il défilé o il quiz dei cilindroni potrebbero nascere altrettanti programmi».

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