Nina Senicar ed Enzo Iacchetti: «Vi raccontiamo perchè le Velone sono meglio delle Veline»
di Alex AdamiAntonio Ricci, ancora una volta, aveva visto giusto quando, nel 2003, s’inventò «Velone», improbabile competizione per aspiranti showgirl un po’ su d’età (per partecipare bisognava aver compiuto 65 anni). Aveva visto giusto, se è vero che quest’anno anche Maria De Filippi ha «trapiantato» l’idea in «Uomini e donne» ottenendo ascolti record. Insomma, la terza età in tv funziona eccome. Tant’è vero che «Velone», a sette anni di distanza, sta per tornare. Al posto di Teo Mammucari ci sarà Enzo Iacchetti, affiancato da Nina Senicar, reduce da «L’isola dei famosi». In attesa del debutto, i due si studiano, si provocano e, soprattutto, ridono. Ed è difficile, quando parlano, capire se scherzano o fanno sul serio. «Saremo una coppia straordinaria» esordisce Enzo Iacchetti. «La ragazza ha talento, è evidente. Mi sento di dire che con me esploderà. La farò diventare solare».
È serio, Iacchetti? Come fa a diventare più solare di così?
E.: «Nina è troppo bella, intelligente, simpatica per essere vera. Deve fare delle cose buffe, altrimenti sembra la solita fotomodella bella e impossibile. Invece lei è brava in tutto: balla, recita e, soprattutto, canta. Oh, vedrete come canta. Presto andrà a Sanremo».
Nina Senicar: «Certo, ma ci vado se lo presenti tu, Enzo».
E.: «Beh, questo è sottinteso.
Ora state scherzando.
E. «Lei dice? Vedremo».
Intanto, però, dovete pensare a «Velone».
E.: «È la mia prima conduzione lontano da Ezio Greggio. Mi fa un po’ effetto. Perché io ed Ezio siamo la coppia migliore del mondo. E sia chiaro, a settembre torneremo. “Striscia” è cosa nostra, gli altri conduttori sono solo ospiti» (ride).
Per l’ultima edizione di «Veline», nell’estate 2008, Ricci aveva scelto Greggio. Perché per Velone ha scelto lei, Iacchetti?
E.: «Ricci mi ha detto che sono uno che suda poco».
Sta di nuovo scherzando.
E.: «No. Sono cose che contano, quando si conduce un programma d’estate. E poi sono quasi un coscritto delle partecipanti, avrà avuto il suo peso».
Nina, lei invece nell’ultima edizione di «Veline» c’era: una conferma.
N.: «C’ero, ma ora sono molto cambiata. Anche grazie all’Isola ho imparato a essere più spontanea davanti alle telecamere. E poi in “Veline” ero troppo simile alle concorrenti. In “Velone” sarò più libera d’improvvisare».
E.: «Perché diciamolo, le Velone sono molto meglio delle Veline».
Va bene Iacchetti, continuiamo così.
E.: «E invece anche in questo caso sono serio. Le aspiranti Veline sono tese, tutte concentrate nel raggiungere il proprio obiettivo. Con le Velone invece si può giocare, improvvisare».
N.: «Vero, io le ho viste da vicino. Le Velone partecipano solo per divertirsi e far qualcosa di diverso».
E.: «Le Velone migliori sono quelle che non hanno più il marito. Glielo leggi in faccia che si sentono leggere. Sono più simpatiche, più propense a innamorarsi del conduttore».
È un rischio che ha calcolato?
E.: «No. Ma nel dubbio ho chiesto alla produzione di prenotare il mio albergo lontano dalle città dove faremo tappa» (ride).
Il rischio che s’innamori di lei Nina, invece, l’ha calcolato?
«Se succedesse, dimostrerebbe d’essere un’intenditrice. Troverebbe un uomo anche abbastanza ricco, ma comunque modesto. Temo sia più facile che s’innamori di me Greggio, però».
Non sarebbe la stessa cosa.
E.: «Anche perché ora finalmente ho al fianco un’interista, una come me».
N.: «Confermo tutto. Ero pure a Madrid per la finale di Champions».
Lei dov’era, Iacchetti?
E.: «In vacanza alle Canarie. Ho guardato la partita in albergo e poi sono andato a far festa in strada tenendo sulle spalle il mio nipotino di 8 mesi con la maglia di Milito che gli avevo regalato per il battesimo. In giro c’erano solo tedeschi, ma non mi hanno fatto male. Meno male che c’era il bambino».
La coppia Iacchetti-Senicar funziona: la prossima conduzione sarà?
E.: «L’ho già detto: Sanremo».
N.: «Devo solo decidere se condurlo con Enzo o cantare in gara».
E.: «E sia chiaro: non accetteremo altre proposte. O Sanremo o niente».
Sta sempre scherzando, vero?
E.: «Ora sì, scherzo».
Sorridete, italiani: il Festival è salvo.







