Laura vuole l’oblio, rispettiamola

di Alfonso Signorini

Care lettrici e cari lettori, la vicenda è nota: Lino Banfi, in una lettera pubblica al Corriere della Sera, ha chiesto al governo di intervenire per aiutare Laura Antonelli, indimenticabile attrice del cinema italiano, che oggi versa in condizioni economiche critiche (vedi anche a pag. 21). Laura è una donna sola, vive con poco più di 500 euro al mese di pensione anche grazie al sostegno degli assistenti sociali: un intervento di chirurgia plastica malriuscito e il coinvolgimento in un’inchiesta per spaccio di sostanze stupefacenti l’hanno sprofondata in una depressione dalla quale non è ancora uscita . Il ministro Bondi si è subito attivato per fare in modo di garantirle un vitalizio previsto dalla legge Bacchelli. In passato altri artisti di chiara fama, del rango di Alda Merini o di Alida Valli hanno potuto godere di questo sostegno. Ma la cosa, nel caso di Laura Antonelli, ha sollevato un vespaio di polemiche. C’è chi fa appello alla solidarietà umana; chi, e sono i più, sostiene che in Italia ci sono moltissime persone che vivono lo stesso disagio senza ricevere alcun appannaggio dallo Stato. Su tutti, c’è un appello, però, che non va ignorato. Quello della stessa Laura Antonelli, che, tramite i suoi legali, fa sapere: «Grazie a tutti, ma, vi prego, dimenticatevi di me». Ecco, mi sembra sia giusto assecondare questo bisogno così privato di non voler riconquistare l’attenzione pubblica, soprattutto da parte di chi, come la Antonelli, ha fatto di tutto per ritornare nell’ombra, dopo una vita passata tra scandali e clamori. Alla prossima!

as@sorrisi.com

2 Commenti a “Laura vuole l’oblio, rispettiamola”

  1. desfec says:

    i cittadini hanno pagato il biglietto a suo tempo
    comprato riviste con relative copertine
    ecc… e hanno fatto la loro parte… ricambiando l’artista
    dunque non si capisce perchè voler attingere come al solito alle
    loro tasche…, previa ogni possibile
    polemica, sarebbe auspicabile da parte dei colleghi
    sostituire le varie forme di appello con qualche
    versamento di tasca loro…, e non ridurre l’Italia a una
    Italietta…, forse è questo quel che
    s’aspetta la gente… ricordate come fece per es. Robin
    Williams? Quando dovette sostenere economicamente Reeves rimasto in
    carrozzina…, per certa gente il danaro non dovrebbe essere un
    problema, saluti.

  2. naoto_date says:

    Beh, di solito si dice “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”.
    Credo che ogni personaggio pubblico sia responsabile dell’ amministrazione dei propri beni e se qualcuno rimane, come si suol dire, “in brache di tela” è solo colpa sua che non ha saputo amministrarsi bene.
    Posso capire la preoccupazione degli amici, ma perché dovremmo sostenerne noi le spese?
    Ora c’ è solo una cosa che mi lascia perplesso: non c’ è una pagina del 3 giugno, tra le news, che sembra andare in direzione opposta rispetto a questo editoriale?

    Enzo