Musicultura 2010: Andrea Epifani e Francesca Romana in finale, la cronaca della seconda serata
di redazione sorrisidi LUCIA DI SPIRITO
Andrea Epifani e Francesca Romana sono gli ultimi due finalisti di «Musicultura 2010». Stasera la finalissima che assegnerà la palma al vincitore della XXIª edizione del concorso canoro
La magia si ripete nell’Arena Sferisterio di Macerata. La musica irradia e si riverbera al ritmo incalzante di sonorità che vanno dall’etnico, al folk, pop, rock, reggae e jazz. Sì, «Musicultura», il Festival della canzone popolare e d’autore, non delude il suo affezionato pubblico di estimatori.
«Anche io tifo per “Musicultura” perché propone musica di qualità. Sul palco si avvertono davvero emozioni straordinarie» conferma Fabrizio Frizzi, conduttore delle tre serate della kermesse.
Ieri sera, per il secondo appuntamento del concorso, l’emozione si è iniziata a provare già alla partenza della sigla «Per nome» di Lucio Battisti. Sul palco si sono esibiti i quattro nuovi finalisti della XXIª edizione del Festival. I romani Caraserena con il brano «La notte che inventarono il T9», il leccese Andrea Epifani con «Tzigano della badante», i modenesi Humus con «Cenere al vento» e la romagnola Francesca Romana con «Il tuo nome e il veleno» .
Appena iniziata la seconda serata del concorso, il pubblico si lascia trascinare dal fluire della musica. Il clima si surriscalda, il ritmo si fa incalzante ed è magia. Turbine di note e stili musicali, sonorità e voci graffianti. Serata rara di musica e poesia, tra mani e teste ondeggianti, piedi che tengono il ritmo al suon della musica. C’è davvero intenso pathos e partecipazione del pubblico. Ogni concorrente si è raccontato per farsi conoscere e apprezzare. Il pubblico ha applaudito tutti i giovani talenti, che superato il timore di esibirsi in tale straordinaria Arena, hanno coinvolto e incantato non meno dei superospiti della serata: il cantautore folk Elliott Murphy, Giusy Ferreri, Stadio e Mariangela Gualtieri, intervenuti per ribadire la loro stima e apprezzamento alla kermesse della canzone popolare e d’autore.
Elliott Murphy, uno degli ultimi poeti del rock, molto apprezzato anche del suo amico Bruce Springsteen, ha regalato sonorità molto coinvolgente facendo alzare in piedi e ballare tutto il pubblico.
La voce di Giusy Ferreri è stata in grado di affascinare i 3000 spettatori dell’arena. «Musicultura» l’ha voluta sul suo palcoscenico per la timbrica e l’originale interpretazione. Giusy Ferreri, accompagnata dalla band che la segue nel tour estivo in giro per l’Italia fino a settembre, ha proposto un miniconcerto con i suoi successi «In assenza», «Novembre», «Linguaggio immaginario», chiudendo con «Ciao amore ciao» di Luigi Tenco. La cantante, arrivata al successo nel 2008 dopo la partecipazione alla prima edizione del talent show «X Factor», ci ha raccontato il suo debutto. «Ho avuto un impatto improvviso col successo» svela. «Ho faticato per ritrovare un mio equilibrio interiore. Ora l’ho raggiunto e affronto la vita tappa dopo tappa. Ho iniziato il mio percorso artistico in veste di cantautrice, senza trovare un riscontro. Ho trovato, invece, il consenso del pubblico come interprete. Ora porterò avanti entrambi i ruoli».
Sul palcoscenico si sono poi esibiti, tra l’entusiasmo della gente, anche gli Stadio, la band che festeggia i trent’anni di carriera e ha contribuito a innalzare la cultura musicale italiana, incrociando il proprio cammino con quello di Vasco Rossi, Lucio Dalla, Luca Carboni, Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Ron, Roberto Roversi, Gianni Morandi, Jovanotti, esprimendosi, nel corso degli anni, con innovazione, idee e con l’anima. Le loro canzoni «Sorprendimi», «E mi alzo sui pedali», dedicata al ciclista Marco Pantani, «Grande figlio di puttana» e «Chiedi chi erano i Beatles» sono state accolte con calore e trasporto. Al termine della performance il leader del gruppo, Gaetano Curreri, ha incoraggiato i giovani rimasti fuori gara: «Bisogna trovare la forza interiore per costruirsi una bella carriera. Ogni volta che abbiamo partecipato al Festival di Sanremo ci siamo classificati ultimi. La carriera non può essere decisa da un televoto. Bisogna crederci e non mollare mai. L’emozione deve saper arrivare al cuore. Per questo ringraziamo il Festival “Musicultura”, che premia la qualità, la creatività e la voglia di fare qualcosa di nuovo. E questo non succede tanto spesso nel panorama musicale italiano!»
A conclusione della serata Fabrizio Frizzi ha rivelato i nomi dei due nuovi artisti che accederanno alla finalissima di questa sera: Andrea Epifani e Francesca Romana. Inoltre, ha assegnato alcuni riconoscimenti, con una borsa di studio, in palio, del valore di 2.500 euro ciascuno: il Premio Unimarche «per il miglior testo» è andato ad Andrea Epifani, il Premio Afi «al miglior progetto discografico» è stato conferito a Serena Ganci e il Premio Siae «per la migliore musica» è stato vinto da Alessandra Falconieri e dal suo autore Toni Bungaro.
Macerata ha proposto nei suoi palazzi storici e nelle piazze principali anche eventi collaterali, denominati «La Controra» di Musicultura. Tra questi, il concerto del gruppo palermitano «Cordepazze», con canzoni comiche e irriverenti, la performance poetica-narrativa tra parola, suono e silenzio «Misterioso Concerto» della poetessa Mariangela Gualtieri, in scena con il maestro d’orchestra Cesare Ronconi e l’attrice Muna Mussie.
Questo pomeriggio domenicale, invece, sarà allietato dagli attori Gianni Bonagura e Paola Minacciali che proporranno la poesia romana di Giuseppe Gioachino Belli, Cesare Pascarella, Trilussa e Mauro Marè, oltre a un omaggio alla regista Lina Wertmuller.
Tutti pazzi per Musicultura! Ma chi è il papà del Festival della canzone popolare e d’autore?
Il patron e direttore artistico di «Musicultura» è Piero Cesanelli: cultore della parola, da buon professore di Lettere, e grande appassionato di sonorità, trasmessegli dal nonno, maestro di musica. La kermesse Piero Cesanelli la vive come una missione e, in sintonia con Giacomo Leopardi, sostiene: «Le figure del musico e del poeta sono inseparabili! L’importanza dei suoni è fondamentale nel suscitare emozioni. Abbiamo creato un laboratorio di artigianato che contribuisce al rinnovo della canzone. E’ troppo facile investire su un nuovo disco di Zucchero! Noi generiamo rinnovamento e, senza falsa modestia, posso affermare che tra le canzoni che si ascoltano, sintonizzandosi a caso su un qualsiasi canale radiofonico, e le nostre c’è un abisso! Il livello del concorso è altissimo. Pur mantenendo la linea melodica, i nostri ragazzi propongono creatività, immagini, parole e sonorità per niente scontate. La selezione è naturale; chi ha una canzone di consumo non s’iscrive neppure a “Musicultura”».
Ma quali sono i requisiti che deve possedere un brano per vincere la kermesse? «La semplificazione è il valore assoluto» dichiara il direttore artistico. «Il testo deve riuscire a creare immagini non consuete, emozionare e colpire il cuore e la mente, contemporaneamente. In Italia ci sono tanti giovani talenti che non sanno a chi rivolgersi. Noi siamo diventati un punto di riferimento. I ragazzi ci ringraziano di essere stati ascoltati e presi in considerazione, anche se non arrivano in finale».
«Musicultura» è nato casualmente: «Era il 1989» ricorda Piero Cesanelli «tra tantissimi concorsi canori esistenti, non ve n’era uno che prendesse in considerazione l’aspetto creativo. E’ venuta alla luce per questo la nostra manifestazione e si è rivelata una scommessa vinta».
Quest’anno l’evento approda su Raiuno, con uno special di 70 minuti, il 14 agosto. «La radio regala la possibilità di un ascolto più attento» sostiene il patron. «Ma ci auguriamo che lo speciale di Raiuno riesca a dare l’idea di quanto avviene realmente sul nostro palcoscenico».
Il concorso ha compiuto 21 anni. Com’è cambiata la musica in questi anni? «Il cantautore, una volta, era vissuto come colui che si presentava con uno strumento musicale e faceva sentire il suo pensiero musicato. Oggi si lavora in equipe e intorno al cantautore c’è un gruppo che lo sostiene» conclude il patron.
Appuntamento a domani con la cronaca della finalissima del concorso e la proclamazione del vincitore della XXIª edizione di «Musicultura» che si aggiudicherà l’ambito premio UBI – Banca Popolare di Ancona di 20.000 euro.








