Mino Damato, l’addio dello spettacolo e della politica

di redazione sorrisi

Mino Damato nel 1990

La passione per il giornalismo, il carisma, il senso della sfida, la generosità, l’impegno nel sociale e nel volontariato con la fondazione della onlus Bambini in emergenza: i tratti essenziali della personalità di Mino Damato, scomparso due giorni fa all’età di 73 anni, emergono nel ricordo di colleghi del mondo della tv e di esponenti della politica.

«Mino era un bravo giornalista: ricordo “Italia Sera” ma anche “Domenica in”, che fu per la mia “Buona domenica” un competitor intelligente», dice Maurizio Costanzo, al quale oggi piace ricordare «la sua battaglia sociale per i piccoli ammalati di Aids più che l’episodio della camminata sui carboni ardenti, che ha finito per essere una sorta di discriminante nella sua carriera». Partner di Damato a «Domenica in» fu Elisabetta Gardini: «Ricordo che l’idea di un programma così innovativo – racconta l’europarlamentare del Pdl – aveva suscitato qualche timore anche in alcuni funzionari Rai, ma per fortuna ce ne furono altri che credettero in quel progetto ed ebbero il coraggio di rischiare le loro carriere puntando su personaggi nuovi e formule dirompenti. Vincemmo tutti insieme quella sfida, anche sul fronte dell’Auditel».

Per due edizioni accanto a Damato a «Italia sera» ci fu invece Enrica Bonaccorti, che oggi racconta commossa: «Mino mi ha insegnato a osare, a tentare sempre il massimo, a puntare  alto. Peccato che a volte, per il suo carattere un po’ “contro”, abbia lasciato alle spalle cose meravigliose. Ma Mino era un uomo di grande capacità, grande cuore e grande carisma». Qualità sempre accompagnate da «un velo di tristezza sullo sguardo», nota Pippo Baudo, che definisce Damato «un ottimo giornalista, che ha vissuto il suo tempo sempre in maniera problematica».

La «professionalita» e la «generosita» spese da Damato alla Rai e nelle tv private vengono sottolineato dal ministro degli Esteri Franco Frattini, che cita anche l’«impegno umano e sociale» del giornalista, in particolare per i più piccoli. Anche l’Idv, attraverso il portavoce Leoluca Orlando, ricorda come Damato abbia «messo il suo mestiere al servizio dei bambini ammalati, dei più indifesi e dei più bisognosi»: per questo «prima che un bravo cronista, viene a mancare un grande uomo, il cui esempio è sempre più raro nell’odierno panorama dell’informazione». Cordoglio anche dal Pd: «La sua grande esperienza di vita e di lavoro lo aveva portato vicino ai più indifesi cercando di aiutarli concretamente, anche per questo si tratta di una grave perdita professionale ed umana», sottolinea il responsabile Informazione Matteo Orfini.

Per Francesco Rutelli, Damato è stato un «uomo generoso, anticipatore, spesso controcorrente che ha dedicato una parte decisiva della sua vita all’infanzia che soffre». Si associa Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, ricordando «il giornalista attento e puntuale, il conduttore garbato e, infine, l’uomo sensibile al sociale sia come consigliere della Regione Lazio sia come attivo promotore di solidarieta».

Un Commento a “Mino Damato, l’addio dello spettacolo e della politica”

  1. nino2000 says:

    sara´stato ache una persona importante e con qualitá,ma a me era ANTIPATICISSIMO,cmq sia…riposa in pace.

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