Alla Rai si sono dimenticati dei programmi

di Alfonso Signorini

Care lettrici e cari lettori, ogni mattina apro i quotidiani e quando leggo notizie relative alla Rai mi sembra di scorrere un bollettino di guerra. Massimo Liofredi, direttore di Raidue, se ne va. No, anzi resta. Stessa sorte per il direttore generale Mauro Masi: un giorno sta ben saldo in sella al cavallo di viale Mazzini, il giorno dopo lo danno per sbalzato. Per non parlare del tiramolla di Michele Santoro e del suo «Annozero». Tutti questi andirivieni, perdonatemi la licenza linguistica, trovano nell’estate la loro stagionalità migliore. E guarda caso coincidono con il periodo dell’anno in cui accendere la tv equivale a farsi venire un attacco di bile o di depressione (il programma più originale mandato in onda dalla Rai in questi giorni è la ventesima replica della «Signora in giallo»). Allora, mi chiedo: ma anziché pensare allo spostamento di poltrone che contano, non sarebbe meglio che i dirigenti concentrassero le loro energie nella stesura di un palinsesto fatto di programmi che informino e intrattengano in diretta il pubblico anche durante l’estate? Qualcuno potrebbe obiettare che le stesse critiche andrebbero rivolte a Mediaset. Sono d’accordo, ma a una tv pagata con i soldi dei contribuenti, quale è la Rai, azienda di Stato, è lecito chiedere qualcosa di più. Non credo che chi paga l’abbonamento alla Rai si accontenti di sapere se Santoro va o Santoro resta: magari vorrebbe vedere ben spesi i suoi soldi in qualche bel film, in uno show fresco e divertente, in un talk dove si discutono fatti di attualità e non argomenti triti e ritriti che puzzano di naftalina a distanza. O no? Alla prossima!

as@sorrisi.com

4 Commenti a “Alla Rai si sono dimenticati dei programmi”

  1. gessy1978 says:

    Sono d’accordo con lei per quanto riguarda lo squallore della tv estiva. Ma di TUTTA LA TV ESTIVA! Non solo RAI. E perchè ci si deve aspettare di più solo da loro?
    Per quanto mi riguarda MEDIASET non esiste, perchè nessuno dei programmi proposti “mi garba”.
    Preferisco 1000 repliche della “Signora in giallo” che dieci minuti di Barbara D’Urso.

  2. velvet72 says:

    E’ vero, Direttore, la stessa cosa vale anche per Mediaset…anche se le dò ragione sul fatto che una tv pubblica DEVE riempire i palinsesti seguendo altre logiche rispetto ad una tv commerciale.
    Io aspetto con orrore la fine dell’estate televisiva…si: perchè ci ritroveremo i vari reality, i vari programmi fotocopia e le solite polemiche pomeridiane e domenicali.
    Io risolvo il problema (parzialmente dato che il canone lo pago comunque) con il satellite, ho una scelta di programmi vastissima…anche se PURE SKY da qualche tempo ha iniziato a farci vedere i soliti programmi/film per troppe volte senza farci storcere il naso.
    Ma almeno non esiste la pubblicità industriale che c’è in Rai e (purtroppo in quantità ancora più grande) sulle reti Mediaset. Se una persona inizia a guardarsi un film dalle 21.30 su C5 questo finisce (forse) alle 23: più di mezzora di spot.
    Anche questo andrebbe un minimo ridotto, non crede?

  3. federico24 says:

    La cosa, diciamo la verità, vale soprattutto per Mediaset che una volta programmava d’estate show come La corrida, Beato tra le donne, Bellezze al bagno, Una rotonda sul mare etc. Oggi invece replicano addirittura i quiz (vedi Uno contro 100).
    La Rai, con Unomattina, Cominciamo bene estate, SuperQuark, Pronto Elisir, Amore criminale, Lost e Ghost Whisperer, propone almeno qualcosa in diretta, programmi d’approfondimento e prime tv di qualità. Canale 5, in particolare, ha ripescato dagli avanzi di magazzino Women’s Murder Club, che ha floppato alla grande, facendolo passare per una grande novità.

  4. naoto_date says:

    In effetti non è che dal canto suo Mediaset possa vantarsi di chissà cosa.
    Hanno sostituito Walker Texas Ranger con Renegade?
    ^___^

    Enzo