Intervista a Cesare Cremonini, il re del «Mondo»

di redazione sorrisi

Cesare Cremonini

di BARBARA MOSCONI

È italiano il brano più suonato in radio nelle ultime settimane, si chiama «Mondo».  L’autore è il trentenne Cesare Cremonini, bolognese doc che da 11 anni viaggia sulla cresta della classifica con quattro album da solista e un cd da un milione di copie con i Lùnapop. Questa estate,  Cremonini ha tirato fuori un pezzo tormentone e una doppia raccolta, «1999-2010 The Greatest Hits», che include i 22 singoli della sua carriera, «Mondo» e un altro inedito, «Hello».

Come ci si sente ad aver azzeccato il tormentone dell’estate?

«Tormentone non è più il termine giusto. Perché anche in estate, ormai, funzionano le canzoni che hanno una certa sostanza».

Che cosa intende con «sostanza»?

«È un significato, un contenuto. Persino “Waka Waka” di Shakira ha una sostanza e un’emozione da raccontare. Canzoni come “Vamos a la playa” dei Righeira sono un bel ricordo del passato».

Quando ha scritto «Mondo» a quale sostanza pensava?

«Volevo raccogliere tutte le esperienze degli ultimi 10 anni in un brano che avesse lo spessore per raccontarmi a 30 anni».

E a 30 anni Cremonini com’è?

 «Realista e romantico. “Mondo” è lo specchio preciso del mio carattere, che non vive di favole ma se le cerca e se le crea».

«Ho visto un posto che mi piace,  si chiama mondo». Attacca bene.

«È un attacco innamorato. Non credo che sia una canzone ottimista, ma quando si ama si è disposti a far entrare in questo amore anche le cose negative. La perfezione è un’utopia».

Perché invece di un disco di inediti ha pubblicato una raccolta?

«Perché sono tanti dieci anni di carriera. Questo disco è una bandierina sulla luna, un’autobiografia in musica. Non è una raccolta per fare cassa».

La musica l’ha resa ricco? E non dica «ricco dentro».

«Rispetto alle 50 mila lire settimanali dei miei 17 anni, con cui mi pagavo le birre del sabato sera, la musica mi ha reso autonomo. Guadagnare a 18 anni è una fortuna rara».

Nell’altro inedito del disco, «Hello», duetta con la sua fidanzata Malika Ayane.

«È una ballata d’amore. Per la prima volta, anziché parlare di un amore che se n’è andato, parlo di come riuscire a tenerselo, di come non sciuparlo».

Quanti amori ha sciupato nella sua vita?

«Il difficile per me è trovare un equilibrio fra il grande amore verso la musica e il grande amore verso le donne. Mi piacerebbe avere due cuori».

Adesso scrive per Malika, duettate insieme…

«Siamo due ragazzi normali, viviamo un’esperienza come la vivono le persone della nostra età. L’amore è uguale per tutti».

La musica vi lega ancora di più?

«È una passione comune, ma per me scrivere canzoni è una cosa intima e personale. E per farlo cerco solitudine. Però con una cantante come Malika è una tale gioia confrontarsi, ha una voce particolare e intensa…».

La vostra storia non rischia di diventare un «tormentone» estivo?

«Vivo a Bologna, una città dove gli unici che girano con le macchine fotografiche sono i turisti che cercano la Torre degli Asinelli».

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