Gerry Scotti presenta le nuove regole di «Chi vuol essere milionario»
di redazione sorrisiDomande da subito più severe a «Chi vuol essere Milionario», che torna a settembre su Canale 5 con due novità ideate per accrescere la tensione. Lo rivela Gerry Scotti, che, in un’intervista a Sorrisi, in edicola da oggi, propone anche di far rivivere «Passaparola».
«Alla fine di questa edizione ho chiesto che si partisse per Londra per incontrare la società detentrice dei diritti del format e far sì che anche le prime domande della sequenza che porta al milione potessero avere una loro dignità» racconta il conduttore. La proposta è stata accettata «e questa sarà la linea che il Milionario seguirà un po’ in tutto il mondo, dove il format è trasmesso», precisa Scotti.
La seconda novità riguarda i cosiddetti «safe» della scalata verso il milione, ovvero quei traguardi che, una volta raggiunti, impediscono che il concorrente torni a casa a mani vuote. «Il traguardo raggiungibile diventerà uno solo e sarà posizionabile dal concorrente dove vuole lui» spiega. «Nel caso in cui il concorrente non raggiunga il traguardo, l’aspirante milionario tornerà a casa a mani vuote».
Nonostante le modifiche, però, la creatura di Scotti è tuttora alla ricerca di un erede col quale condividere la scena del preserale su Canale 5. L’ultimo quiz testato è «Livello 22», format tutto italiano sul quale Scotti, però, nutre un dubbio: «Ha un unico grosso handicap. È troppo simile a Passaparola». E di fronte alla ruota finale, che ha segnato la storia recente del nostro quiz, Gerry rilancia: «Passaparola piace a Pier Silvio Berlusconi, piace al direttore generale dei contenuti Alessandro Salem, piace a me, piace al pubblico, piace a tutti. E allora, a Natale, facciamoci un bel torneo di Passaparola».








Mi pare una buona iniziativa: le prime domande erano davvero troppo semplici.
Credo che almeno l’ 80% degli spettatori fosse capace ad arrivare ad almeno il primo traguardo.
Mi sembra un modo di mostrare più serietà nei confronti del pubblico per il presentatore e la produzione, ed anche una maniera per il concorrente di dimostrare di meritare di partecipare al quiz televisivo.
Enzo
ecco enzo…, questa è un’osservazione che non approvo per
nulla, non sei convinto? ne ricordo una su
willy il coyote, era difficile… non ha risposto nessuno
per dire…, preferisco le domande popolari che possano
racchiudere una cerchia di pubblico in larga scala…
quelle difficili dopo ti scervelli per rispondere… a me va bene così…
poi oh, è solo il mio parere…