Mimun racconta a Sorrisi: «Ricordo che al Tg1…»
di redazione sorrisi
Clemente J.Mimun (foto Studio Petrosino)
di CINZIA MARONGIU
E ora c’è pure il titolo: «Fritto», oppure «vedRai», dove la R maiuscola non è un refuso ma un gioco di parole con il nome della tv di Stato. Ad anticiparlo a Sorrisi è proprio Clemente J. Mimun, attuale direttore del Tg5 e autore di quello che si preannuncia come un libro ad alto tasso di rivelazioni, scritto «pane al pane e vino al vino», con tanti episodi inediti e l’inevitabile corredo di polemiche. D’altra parte, l’argomento in questione è il Tg1, il maggior telegiornale nazionale, il più visto e tradizionalmente il più autorevole. Mimun quel Tg lo conosce bene, avendoci lavorato prima da redattore ordinario, poi da giornalista parlamentare, e ancora da caposervizio interni fino a capo degli speciali e infine direttore. E ora promette di darne un’inedita immagine «da un punto di vista alternativo».
Un assaggio di quello che potrebbe scatenarsi in autunno, quando il libro dovrebbe essere pubblicato, lo si è già avuto dopo un’intervista rilasciata dallo stesso Mimun al «Corriere della Sera». Tra i giornalisti chiamati in causa ci sono Lilli Gruber, Francesco Giorgino e Giulio Borrelli. La prima è descritta come «indubbiamente brava. Simpatica perché è una belva e non fa niente per nasconderlo». Fu lui a portarla al Tg1. «Quando tornò da Baghdad finì in diretta a “Domenica In” con standing ovation» ha ricordato Mimun. «Le chiesero: qual è stata la prima cosa che ha fatto? Rispose: riabbracciare mio marito. Però aveva trascorso con lui, che è un collega, tutto il periodo. Lilli ha l’istinto del giornalismo e insieme della scena».
Giorgino, invece, è dipinto come una persona incapace «di fare un gesto privo di calcolo. Uno che ha scritto un manuale di giornalismo e non ha messo in copertina una foto di McLuhan ma di se stesso». Entrambi, contattati da Sorrisi, non hanno voluto replicare. Al contrario di Giulio Borrelli, volto di punta del Tg1 oltre che autore di un libro che ha fatto molto discutere in questi mesi, «Le mani sul Tg1. Da Vespa a Minzolini, l’ammiraglia Rai in guerra». Borrelli, descritto da Mimun come uno «messo alla direzione da D’Alema», ha replicato così: «Mimun sputa veleni ed emette giudizi, proprio lui che proviene dalla scuderia di Arcore».
Ora non resta che attendere la pubblicazione di «Fritto». L’olio è già caldo a sufficienza.






