I Pooh presentano il primo cd senza Stefano D’Orazio e annunciano: «La musica pop è finita»
di redazione sorrisi«La musica pop è finita» affermano i Pooh presentando il loro nuovo album «Dove comincia il sole», il primo senza il batterista Stefano D’Orazio. «Abbiamo avuto la fortuna» ha spiegato Roby Facchinetti «di aver vissuto un certo periodo e di averne potuto trarre certe esperienze. Oggi la musica pop è finita, quell’originalità dei Rolling Stone, ma anche dei Pooh, quel mondo musicale di riferimento non c’è piu’ e resta una situazione irripetibile. Inoltre, non c’è nulla che faccia presagire qualcosa di nuovo. Andremo sempre di piu’ verso grandi voci su grandi pezzi, la differenza la farà l’interpretazione». In questo scenario, secondo il tastierista dei Pooh «non possono nascere nuovi miti».
Dello stesso parere Red Canzian che tende, tuttavia, ad ammorbidire la previsione con un filo di speranza: «Credo la musica sia malata» ha detto. «Certi capolavori, in effetti, non ci sono più, tutto viene bruciato in fretta ed è poco prezioso. E’ triste vedere che il futuro della musica sia affidato ai talent show. E’ come se fossimo in un piccolo medioevo della musica: è un momento di buio. Però ogni tanto arrivano i Coldplay, una Norah Jones e c’è tanta gente, che vorrebbe fare questo mestiere, quello dei musicisti. Per questo credo sia soltanto malata e non morta».
Il posto di Stefano D’Orazio è stato preso dall’americano Steve Ferrone, ma il musicista è legato al gruppo solo «da un contratto a progetto», come spiegano scherzosamente Dodi Battaglia, Red Canzian e Facchinetti. In tour i Pooh saranno in sei: si aggiungono, infatti, il chitarrista Ludovico Vagnone e il tastierista Danilo Ballo.








Per qualcuno la musica è finita dopo Gazebo.
Per fortuna si sbaglia.
Dipende quali sono gli orizzonti musicali che si pone chi guarda.
C’ è tanta roba nuova validissima, basta avere gli strumenti per comprenderne il valore.
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