X-Men: Squadra (mutante) che vince… non si cambia
di Alberto Anile«Ogni somiglianza con persone o eventi reali è puramente casuale». Così si scrive in genere alla fine dei film e così recitano anche i titoli di coda di «X-Men. L’inizio». In realtà nella pellicola di Matthew Vaughn compaiono il presidente americano John Fitzgerald Kennedy e il leader sovietico Nikita Kruscev. Lo spunto storico risale all’ottobre del ’62, quando la flotta statunitense al largo di Cuba e i missili sovietici rischiarono di trasformare la guerra fredda nella Terza Guerra Mondiale. Con un’arditezza di cui solo Hollywood è capace, il film immagina che lo scontro sia stato sventato da Charles Xavier (James McAvoy), giovane telepatico non ancora sulla sedia a rotelle, insieme a Erik detto «Magneto» (Michael Fassbender), mutante ancora non troppo cattivo, e ai loro strabilianti amici.
Quinto film della serie (dopo «X-Men» del 2000, «X-Men 2» del 2003, «X-Men. Conflitto finale», del 2006, e lo spin-off «X-Men. Wolverine» del 2009), «X-Men. L’inizio» viene cronologicamente per primo. Nata da un’idea originale di Bryan Singer (anche produttore), la pellicola parte dal campo di Auschwitz per mostrarci il nuovo cattivo, il nazistoide Sebastian Shaw (Kevin Bacon). Uno dopo l’altro, si presenteranno adolescenti anche i mutanti della saga, dalla bluastra Mystica (Jennifer Lawrence) all’orrido ma intelligente Bestia (Nicholas Hoult), svelando la nascita di alcuni superpoteri e dando risposta a domande antiche (come sarà mai finito Xavier sulla sedia a rotelle?).
Incontrandosi, i giovani mutanti dovranno accettare la loro natura e decidere a servizio di chi mettere i propri incredibili poteri: la questione di base è se essere diversi significhi essere migliori o peggiori. La promessa decisiva del film riguarda comunque lo spettacolo: i botti, le palle di fuoco, le trasformazioni a vista e i sommergibili volanti. Occhio alle brevissime apparizioni di Hugh Jackman (Wolverine) e di Rebecca Romijn (Mystica adulta), e ai titoli di coda, un’elegante danza di «led» colorati in perfetto stile Anni 60, accompagnati dalla nuova «Love Love» dei Take That.
A proposito… nel ’62, a evitare la guerra nucleare fu un accordo in extremis tra Kennedy e Kruscev: cominciò il disarmo mondiale e l’umanità tirò un sospiro di sollievo.









IL 12 E IL 13 GIUGNO RICORDATEVI DI ANDARE A VOTARE I REFERENDUM!
Non starò qui a dirvi cosa votare, quello lo sceglierete voi dopo esservi fatti un’ opinione da soli consultando le varie campane (non solo quelle del vostro partito di riferimento).
Però il 12 e 13 giugno siamo chiamati ad esprimere la nostra preferenza riguardo 4 quesiti.
Per sapere cosa si va a votare fate un ricerca su Google scrivendo “referendum 2011 wikipedia” e cliccando sul primo risultato.
Si tratta di referendum abrogativi quindi, se si vota “Sì” si sceglie di abolire (cancellare) la norma in questione, se si vota “No” si sceglie di lasciare le cose invariate.
E’ importante che si vada tutti a votare perché ormai sono poche le occasioni in cui possiamo esprimere chiaramente il nostro volere di elettori senza che esso venga stravolto a favore dell’ interesse partitico e personale, è importante perché è nostro dovere civico farlo, ed è importante perché se non si raggiunge il quorum, cioè la cifra minima di votanti necessari, il referendum viene ritenuto non valido e si gettano alle ortiche anche gli sforzi di quelli che hanno voluto esprimere la loro opinione votando.
Perciò, visto che ci sono due giorni per farlo (domenica e lunedì) informatevi e votate, ed anche se volete andare al mare o a fare una scampagnata, partite 15 minuti prima e vi fermate a lasciare 4 croci nei 4 fogli che vi consegneranno.
Forza.
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