Lo svantaggio di essere uno showman perbene
di Alfonso Signorini
Care lettrici, cari lettori, ogni anno, quando la tv va in vacanza e, non sapendo che altro fare, i giornali si divertono a costruire sulla base delle indiscrezioni i futuri palinsesti, spunta il nome di Carlo Conti legato al Festival di Sanremo. Ormai non è più una novità. Succede da almeno cinque anni a questa parte. Quando non si sa che nome fare, ecco venir fuori quello di Conti. Poi, in autunno, ci si dimentica di questi giochini e si lavora puntualmente in altre direzioni. Mi chiedo perché. Carlo Conti è un vero e proprio Stakanov nel suo lavoro. Una di quelle persone serie, che vivono con grande impegno la loro attività, che non alimentano con polemiche mediatiche o con scandaletti le pagine dei giornali. E per giunta, pur non brillando sempre in estro o ironia (credo che questo gli riesca difficile per carattere), i suoi programmi vanno (quasi) sempre bene. E allora? Che c’è che non va? Io non l’ho ancora capito. Forse non basta essere seri professionisti, brave persone, conduttori senza macchia e senza spocchia per guadagnarsi di diritto il palcoscenico più ambito della televisione italiana? Per giunta dopo anni e anni di onorata carriera? Forse si teme che Conti non sappia essere sufficientemente creativo per assicurare ascolti importanti? O forse costa all’azienda Rai troppo poco per essere davvero considerato un numero uno? Francamente non so rispondere a queste domande. Resta il fatto che Carlo, che conosco molto bene, è davvero persona troppo educata per mettersi a combattere e a tramare per avere quel che gli spetterebbe. Non è un esperto di sotterfugi. E credo che, se anche quest’anno gli dovesse andar buca, incasserà tutto con un sorriso. In fondo nella vita conta ben altro. Non è vero? Alla prossima!
as@sorrisi.com








Son sicuro che Carlo Conti riuscirà a non perdere il sonno a causa di queste voci.
Voci che, tra l’ altro, avete anche voi alimentato attraverso uno dei sondaggi che proponete qui a lato.
Non capisco se il succo dell’ editoriale è che Carlo Conti dovrebbe presentare il Festival, che ne sarebbe capace o che queste voci sono in qualche modo infamanti (perché poi?…).
Certo, dopo una settimana come quella passata, tra tutti i presentatori e le trasmissioni che meriterebbero menzione a causa dei mancati rinnovi di contratto e del trattamento ricevuto dalla RAI, parliamo di Carlo Conti.
Chi se ne frega di Santoro, Floris, Fazio, ecc. ecc.
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Carlo Conti ha meno appeal del tizio paciarotto che conduce “A sua immagine” senza una spalla solida verrebbe fuori un Sanremo supermoscio.
Credo che sia più facile che lo diano a due super raccomandati come Facchinetti jr e Insegno che a lui…
Poi caro direttore capisco che quando Santoro, Floris, Fazio e la Gabbanelli vincono le serate lei e i suoi magnifici 6 rosicate, ma mica è colpa nostra se Minzo e co. sono meno credibili dei Simpson…
be SIGNORINI TU SEI IL PRIMO a usare la TV per fare gossip sei tu il re dei gossip falsi o veri che siano….questo é il motivo per cui mi stai nei maroni…..ora cerchi anche di fare il conduttor…tutto gasato nell’essere convinto di essere amato dal publico…a me tutto cio´non risulta.
Buongiorno Sig. Signorini.
la stimo molto sia come presentatore che come opinionista per la sua delicatezza in certi temi. Le mando inoltre le mie più sentite condoglianze per il lutto che lei ha avuto.
Devo fare però una precisazione su quanto ha scritto nel suo editoriale, bello e delicato come sempre.
A pag. 41 (ora vado a memoria) dello stesso numero, voi indicate come rumors che probabilmente a sanremo 2012 ci sarà carlo conti come presentatore…
Non è anche lei e la sua rivista (che da una vita leggo puntualmente ogni settimana e ho quasi 40 anni) predicate bene e razzolate male cadendo come gli altri nel solito giro vizioso che diceva lei?
Forse bisogna un pò stare più attenti a quello che si scrive…
Sta di fatto che l’editoriale su carlo conti resta sempre per me veritiero e delicato nei suoi confronti..
Buon lavoro.