FOTO ESCLUSIVE Modà in tour: «A noi piace la vita semplice»
di redazione sorrisi«Mi avete portato via le parole!». Francesco Kekko Silvestre urla al suo pubblico tutta l’emozione che sta provando sul palco. Siamo a Bergamo, prima tappa del «Viva i romantici Tour 2011», che porterà i Modà nelle più importanti città italiane. Per la band milanese, esplosa a Sanremo con «Arriverà», questa è la tournée della consacrazione. Migliaia di fan li hanno aspettati per ore davanti a un palco da vere star. «Ma quali star» dice Kekko, che incontriamo nel backstage due ore prima del concerto. «Siamo al primo album di grande successo, come potremmo definirci tali? Siamo felici ma consapevoli che tutto questo potrebbe finire».
Quanto è grande l’emozione prima del debutto?
«Il primo concerto di un tour terrorizza tutti. È come risalire sulla bicicletta dopo tanto tempo, le pedalate in partenza sono sempre le più incerte».
Un palco enorme, tutto questo pubblico pagante solo per voi. Un anno fa era tutto diverso.
«Non solo diverso, era impensabile. Certe cose te le auguri, le speri ma non pensi che si possano realizzare. L’emozione però è identica, qui su questo palco come negli oratori di provincia. L’unico timore è per il giudizio degli addetti ai lavori che ci ascolteranno. Dopo tutti questi anni ci riteniamo ancora dei profani della musica, adesso un po’ più fortunati di altri».
Fortunati in che senso?
«Il lavoro paga, ma ci sono band che dopo tanto tempo non arrivano da nessuna parte. La fortuna conta. Certo, la differenza sta anche nella musica che offri. Se scrivi canzoni brutte in radio non ci vai, non basta avere una casa discografica alle spalle».
Dai vostri colleghi quali riscontri avete avuto?
«Tanti complimenti, ma chissà quali erano sinceri. Chi ci è stato più vicino è Al Bano, uno dei pochi di cui mi fido. Ci sentiamo spesso e ci dà un sacco di consigli. Prima o poi andremo a trovarlo a Cellino San Marco. Ci dice sempre di non frequentare certi posti. Ma noi siamo gente di campagna che ai club preferisce le taverne».
Dopo tanti traguardi come si fa a non rovinare tutto?
«Continuando la vita di sempre. Frequentiamo gli stessi amici, stiamo vicini alle nostre famiglie. Un viaggio ce lo concediamo ogni tanto, ma non ci vedrete mai all’Hollywood».
I vostri fan quanto dovranno aspettare per il prossimo album?«Almeno fino al 2013. La data la sceglie la casa discografica, ma deve darci la possibilità di uscire con un album all’altezza. Sarebbe comodo sfruttare questo momento facendo uscire il nuovo disco tra pochi mesi, ma per scrivere canzoni migliori di quelle che ho già scritto ci vuole tempo, e io intendo prendermelo».
Se ve lo chiedessero, lei e i Modà tornereste a Sanremo?
«Tutta la vita. “Viva i romantici”, lanciato al Festival, ha venduto finora 250 mila copie ed è ancora ai primi posti della classifica. Come potremmo dire di no?».
Kekko, leggendo i suoi testi, appassionati e intensi, sembra che lei sia l’ultimo romantico rimasto. E qualcuno la critica per questo.
«E non capisco perché. Tutti, compreso lei che mi fa questa domanda, desiderano avere un rapporto stabile, costruire una famiglia e avere una casa da condividere. Io non faccio altro che raccontare le sfaccettature dei sentimenti, mettendomi a nudo. Ma sono fatti che riguardano chiunque, perché la vita ruota attorno all’amore e tutti noi, in fondo, siamo inguaribili romantici».
Però non si è ancora sposato.
«Guardi, è da 12 anni che sto con la stessa ragazza, ho anche l’anello di fidanzamento. Più sposato di così…».








E’ scomparsa una star di livello internazionale.
Sì, forse se l’ è cercata, ma certo mettere subito in evidenza il nuovo promo ai Modà non mi pare molto di buongusto…
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Diciamo che questo è il servizio che c’è su Sorrisi della settimana in corso… come hai potuto vedere poi hanno dato risalto alla morte di Amy. Un po’ di pazienza!
In realtà questo “articolo” è andato in evidenza sulla homepage appena il giorno dopo.
Neanche 24h dall’ annuncio del ritrovamento del corpo.
Secondo me non c’ è paragone né a livello di importanza né di capacità musicale, quindi vedere eclissato un evento di rilevanza internazionale a favore dell’ ennesimo “articolo” promozionale del gruppetto favorito da qualcuno mi pare di cattivo gusto.
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