Come il primo giorno di scuola
di Alfonso SignoriniCare lettrici, cari lettori, devo confessarvi che tra tutti i numeri del nostro «Sorrisi», oltre a quello delle feste di Natale, questo è quello a cui sono più affezionato. Lo aspetto ogni anno con trepidazione, perché è il numero che mi fa capire che sta riprendendo la vita di tutti i giorni. La tv riparte con i suoi protagonisti (era ora! dirà certamente qualcuno di voi) e noi con loro. Le vacanze sono (finalmente?) terminate e tutto è pronto al via: Gerry Scotti e Carlo Conti, Barbara D’Urso e Antonella Clerici, ma anche Benedetta Parodi con il suo nuovo programma su La7 e Simona Ventura con la sua nuova avventura su Sky. È un po’ come il primo giorno di scuola, quando si sistemavano per bene nelle cartelle che sapevano di buono i quaderni dei compiti delle vacanze, pieni di cartoline illustrate e di fiori raccolti nei campi. Sono la vita, le nostre abitudini che si rinnovano. Lo so, qualcuno obietterà che forse un briciolo di originalità in più nei nostri palinsesti non sarebbe guastata. Ma pensate a quanto è rassicurante trovare sul video, e dunque nelle nostre case, i volti dei nostri beniamini, che a tutti gli effetti sono ormai di famiglia. Vivere in loro compagnia è un po’ come dividere il tempo con i nostri amici migliori. Vi auguro, dunque, di riaccendere la tv con questo spirito di «famiglia allargata», con il piacere di ritrovarci e di trascorrere insieme, con gli abituali alti e bassi, un altro anno della nostra vita. Alla prossima! as@sorrisi.com








In realtà il ritorno alla “normalità” non mi entusiasma per niente: torneremo alla schiavitù del periodo di garanzia, che ormai conta più dello spettatore, e torneremo vittime di reality e controprogrammazione, visto che nessuno ha più abbastanza attributi per osare.
Mi sto già attrezzando per farmi la mia personale alternativa.
Spero che almeno anche il direttore riesca a liberarsi dalla schiavitù che lo lega a certi programmi ed a certi personaggi, così che possa darsi da fare per tornare un po’ più credibile.
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salve Direttore,
mi chiamo Silvia e ho 37 anni e sono tornata alla normalità con la nuova pubblicità della Santal che mi ha letteralmente incollata alla tv.
Deve sapere che a 8 e a 12 anni io ho avuto due paresi facciali che mi hanno costretta a casa dei mesi con delle terapie abbastanza dolorose per una bambina. Le mie paresi per fortuna non hanno avuto conseguenze sul mio aspetto fisico ma è una cicatrice che mi porto dietro tutt’ora e quindi si immagini quando tornando dalle vacanze ho acceso la tv e ho visto delle persone con la bocca storta in una pubblicità di un succo di frutta!!! sono rimasta senza parole perchè purtroppo continuo a notare che in questo mondo non si pensa più e non si ragiona!!!
volevo sapere che cosa ne pensa grazie della sua attenzione Silvia
Non ci si può scandalizzare per uno spot, e non si può pensare che chi fa spot debba tener conto delle disgrazie personali di ognuno.
Con un minimo di ragionamento si può comprendere il senso dello spot e la sua ironia senza farne un inutile dramma.
Comunque Signorini non risponde.
Mai.
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Miracolo si può commentare l’editoriale di Signorini!!!
Ma sono d’accordo con te Digithal, non risponderà mai a questi nostri commenti; come non ha mai risposto ad una mail che gli inviai circa un anno fa al suo indirizzo di posta.
Ogni tanto mi prende la nostalgia e sogno che questo sito ritorni ad essere come una volta con una marea di mail da parte di noi teleutenti, che nella maggior parte si firmavano con almeno un nome e non come adesso con un geroglifico, e relative risposte del Direttore.
Gent. direttore ,un mio collega mi ha informato di aver trovato la copia dell’ultimo sorrisi(quello speciale con gerry scotti e tutti i programmi autunnali)nella cassetta della posta!così come tutti i suoi condomini(21 famiglie).ebbene,io lo compro da che esisto ,praticamente.Lui l’ha gettato nella spazzatura. Non aggiungo altro,se non che questo spreco morale e materiale è molto deludente da parte vostra. Marilu
Probabilmente era insieme all’ ultima copia di Panorama, con l’ ennesimo servizio fazioso a favore del padrone.
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