RADIO, Tiziano Ferro primo da cinque settimane, sale la Winehouse, Mengoni ignorato dai grandi network

di Antonio Mustara

Tiziano Ferro

Prosegue il dominio di Tiziano Ferro in radio. Mentre cresce l’attesa per l’uscita dell’album «L’amore è una cosa semplice» (28 novembre), che domani sarà presentato ai soci del suo fan club (Latina, Teatro G. D’Annunzio), «La differenza tra me e te» resta al primo posto della classifica di EarOne.

Sulle 98 emittenti rilevate, negli ultimi sette giorni il brano è stato passato 1.772 volte. Si è però ridotto il distacco dalla seconda classificata, «Brucerò per te» dei Negrita (in salita dal 4°), che ha totalizzato 1.542 passaggi.

Stabili al terzo posto i Coldplay con «Paradise» mentre risale al 4° «Someone Like You» di Adele. La Top 10 prosegue con «La notte dei desideri» di Jovanotti (5°, era 3°) e la scozzese Emeli Sandè («Heaven», stabile al 6°).

In ascesa, David Guetta con «Without You» (feat. Usher, 7°) e Giorgia («È l’amore che conta», 8°, era 10°). Perde due posti «If I Had A Gun» (9°) dei Noel Gallagher’s Flying Birds, che si piazza davanti a «Our Day Will Come» di Amy Winehouse, che entra nella Top 10 dopo aver debuttato al 21° la scorsa settimana.

Fuori dalla Top 10, tra i brani in ascesa segnaliamo «Push» di Lenny Kravitz (dal 16° all’11°) e «Love On Top» di Beyoncè (dal 23° al 18°). La più alta nuova entrata della settimana è «Non ho mai smesso» di Laura Pausini, secondo singolo tratto dall’album «Inedito».

Scorrendo la classifica, il primo singolo di un cantante uscito dai talent è «Tra passione e lacrime» di Emma (38°, in salita dal 42°), che precede «E’ vero che vuoi restare» di Alessandra Amoroso (39°, era 44°). Per trovare Marco Mengoni, invece, bisogna scendere fino al 74°. La sua «Tanto il resto cambia», secondo singolo da «Solo 2.0», continua a essere ignorata da tutti i grandi network fatta eccezione per Radio Italia SMI.

7 Commenti a “RADIO, Tiziano Ferro primo da cinque settimane, sale la Winehouse, Mengoni ignorato dai grandi network”

  1. schroedervanbeethoven says:

    E’ vero, i grandi Network radiofonici non riescono proprio a inserire Mengoni. Il perchè non è dato saperlo. Anche perchè quelle rarissime volte che lo passano, trasmettono la hit del 2009 (Dove si Vola) o la sanremese Credimi Ancora.
    Noi fans ci proviamo. Lo richiediamo. Quello che otteniamo è un silenzio di tomba.
    Ho seguito e seguo da tantissimi anni grandissimi artisti che certo non passano mai in questi Network così attenti solo alla musica commerciale estera (basta contare il numero delle volte che si ascolta Kate Perry o Rihanna… mi hanno fatto stancare persino di Adele) ma che non hanno mai degnato di attenzione seria artisti del calibro di Paolo Conte (qaundo è stato che avete ascoltato un suo pezzo per radio?), senza parlare di Mia Martini che, da viva, è stata messa letteralmente al bando… Così nel tempo ho capito che i network hanno la stessa libertà di scelta che ho io: loro non passano gli artisti che mi piacciono? io non ascolto i network. Mengoni è molto bravo, e piace tantissimo (da mia nipote,16 anni, a mia madre, 66 anni, tanto per riportare un’esperienza diretta). I suoi concerti sono sempre super-strapieni quando non sold-out con dovuta replica. I grandi network prima o poi ne scopriranno il valore (inteso come valore/ascoltatori) e faranno a gara per intestarsene la scoperta. Come è sempre accaduto ai veri grandi artisti. E questo, per me fan, è già di per sè motivo di orgoglio.
    P.S. Non esistono solo i grandi network! Mengoni, come gli altri giovani cantanti italiani ma non solo, è molto trasmesso dalle radio locali, sempre più libere e sempre più piacevoli all’ascolto proprio per questa loro indipendenza e, soprattutto, per il coraggio che dimostrano nel mantenre inalterato il dialogo con gli ascoltatori.

  2. simonemjj says:

    Più la casa discografica paga e più il brano viene trasmesso in radio. E’ così almeno dagli anni ‘90 e tutto per un fattore di promozione. Negli anni ‘70/’80, il DJ aveva una maggiore scelta di brani in scaletta e non a caso, c’era più varietà di generi che potevi sentire. Gli anni ‘80 sono stati sicuramente l’apice di questa libertà. In radio c’era il Pop, il Rock, il Funk, l’Elettronica, il Metal, il R&B, e così via……accendendo la radio non solo potevi sentire i successi del momento, ma potevi anche ascoltare qualcosa di nuovo. Negli anni ‘90 le cose cambiarono, a causa del concetto di “major” (iniziato sul finire degli anni ‘80), che è stato il risultato dell’acquisto delle più grandi e importanti case discografiche del momento, da parte di 4 multinazionali (non serve dire quali fossero) e una volta che si istituirono queste 4 major, con a loro seguito un’enorme somma capace di controllare la programmazione radiofonica (e anche videografica successivamente), fu tutto più semplice per la promozione. E ovviamente, decidevano loro chi doveva essere promosso e come, con ogni etichetta che faceva i propri interessi. Le piccole case discografiche furono etichettate come “indie” e non avendo i fondi necessari per far entrare i loro artisti sul mainstream, dovettero accontentarsi di una piccola fetta di mercato.
    Oggi grazie a internet, il modo di promozione è cambiato e anche le indie possono promuovere meglio il loro materiale, ottenendo anche dei buoni successi e quindi, dei buoni guadagni. Anche se la radio, rimane sempre il mezzo #1 per promuovere.

  3. asiahewson says:

    Credo che le due analisi che mi hanno preceduto siano molto precise e puntuali e le condivido in pieno. Vorrei soltanto aggiungere: NONOSTANTE i grandi network nazionali lo ignorino, in buona sostana, è tuttora alla 74^ posizione. E soprattutto sta per iniziare unlungo ed importante tour che vedrà circa 60 date, le prime due in posti di tutto rispetto come il Forum di Assago o il Palalottomatica (mentre per l’imminente data zero pare stiano arrivando pulmann da varie regioni italiane). Altri nomi ben più trasmessi in radio non raggiungono che una minima parte di questi numeri (e nell’estate del 2010 è stato uno dei pochi artisti in controtendenza rispetto al generale calo di presenze ai concerti). Voglio davvero sperare che l’omologazione alla quale ci spingono le radio non abbia la meglio, voglio davvero sperare che Artisti del calibro di Mengoni siano compresi e valorizzati nel suo e nel nostro paese. C’èqualcosa di fresco, di nuovo e di importante; molti se ne sono accorti e forse ad altrettanti dà fastidio.

  4. alessandracim says:

    Mengoni non passa nelle Radio Nazionali importanti.Ormai è una lucida quanto triste constatazione. Fino a poco tempo fa, noi fans, ci dicevamo che era necessario avere pazienza, poteva essere un problema di palinsesti già programmati. Ma adesso, a distanza di quasi due mesi dall’uscita del Cd, dopo l’uscita di ben due singoli, entrambi di valore e di grande appeal, qualche domanda iniziamo a farcela. Marco Mengoni è uno dei pochi ARTISTI veri che ha guadagnato la popolarità immediata grazie ad un Talent, ma rimanendo un’ ARTISTA, senza scadere in malinconiche logiche di mercato che cercano di imporre il pezzo di facile digestione e commerciabilità. E forse questo è il prezzo da pagare. I menager di codeste Radio, evidentente, pensano che il target degli ascoltatori sia di basso profilo, e mandano in onda pezzi più facili e comprensibili? Da italiana mi sento offesa. Il CD di Mengoni, SOLO 2.0, è sicuramente molto originale e particolare, nuovo rispetto a tanta roba tanto ascoltata che è ormai più ‘noiosa dell’usato’. Forse si teme che i passaggi dei brani del nostro Artista possano far andare giù gli ascolti, con conseguente cali di vendite della pubblicità, sulla quale vivono, volenti o nolenti? Ma da questo punto di vista vorrei tranquillizzare, Mengoni è seguitissimo, basti ricordare il Re Matto Tour del 2010! E’ stato uno dei pochi Spettacoli che ha riempito i palazzetti, quando Artisti di ben più lunga carriera hanno lasciato moltissimi spazi vuoti.Pertanto non vedo motivi razionali per non passare i brani del Cd di questo Giovane Artista. E poi, purtroppo venendo a mancare l’importante promozione radiofonica, le vendite del Suo disco calano, è fisiologico. All’uscita del CD i fans hanno fatto balzare, con il loro subitaneo e tanto atteso acquisto, il disco al primo posto delle classifiche Fimi e ITunes. Ma in seguito, in mancanza di sostegno promozionale adeguato, la discesa è stata inevitabile. Peccato, un’occasione che tanti intenditori di Musica, non fans, stanno perdendo! Ma si è ancora in tempo, un disco non è come lo yogurth, con una durata limitata. Ma sicuramente ci saranno altri motivi che spiegano questo boicottaggio bello e buono, ma, una semplice fan tante cose non le comprende, mi rendo conto! Mi sembra comunque doveroso far notare l’atteggiamento totalmente diverso di un Network importante, a livello nazionale, Radio Italia Solo Musica Italiana, che fin dai tempi di Sanremo 2010,o addirittura di X-Factor, ha creduto in Marco Mengoni! E Radio Italia mi sento di ringraziare, anche a nome di Tanti! Grazie!

  5. mr_digithal9000 says:

    Come si fa a spiegare che il mondo non gira intorno a Marco Mengoni?

    +

  6. simonemjj says:

    Alessandra, l’ho già spiegato prima. Non è questione di DJ che pensano agli ascoltatori di basso profilo, è la casa discografica che se non investe su di lui, non fa ascoltare i suoi pezzi in radio e quindi, non promuove l’artista come dovrebbe. La promozione l’ha avuta soltanto la prima settimana, quando ha debutatto alla #1 della Superclassifica. Infatti già dalla seconda, quando ormai non se ne parlava più, si è visto il calo, scendendo alla #5 e facendo lo stesso ulteriormente la terza settimana alla #9, sempre più in caduta libera. Alla quarta ha tenuto un po’ alla #10 e infine, nella sua quinta settimana, #21. Visto il menefreghismo continuo e assoluto della sua casa discografica, credo che loro abbiano già appianato le spese di produzione e credo che lasceranno Marco ad una autopromozione estenuante.

    Io non sono un fan di Mengoni, seguo solamente le classifiche di vari paesi da un po’ di anni e archivio la Superclassifica (da Aprile 2011 credo) su vari forum. Quindi, per certi versi, so il xkè di certi risultati. Purtroppo la musica è diventata più bussiness che arte e quindi, ognuno cerca di fare i propri interessi, spesso, anche a discapito di grandi talenti che invece meriterebbero visibilità.

  7. perlina84 says:

    mengoni nun se pò sentì!

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