ELENA SOFIA RICCI, l’intervista: «La mia suor Angela è più divertente di Don Matteo»


che dio ci aiuti
  • che dio ci aiuti

«Che Dio ci aiuti!»: così l’8 dicembre Terence Hill nei panni di Don Matteo ha chiuso l’ottava, trionfale edizione dell’inossidabile serie di Raiuno. E ha passato idealmente il testimone a Elena Sofia Ricci, che nel ruolo di suor Angela sarà la protagonista dal 15 dicembre di «Che Dio ci aiuti», otto puntate dirette da Francesco Vicario e prodotte dalla Lux Vide (come «Don Matteo») per la nuova fiction di Raiuno. Una commedia divertente, spruzzata di giallo, un po’ sentimentale e un po’ spirituale.

Elena Sofia Ricci, chi è suor Angela?
«È un “personaggione” che sono orgogliosa di aver interpretato. Ricordo la chiamata del regista Vicario che mi diceva: “Ho una proposta indecente per te: una suora ex galeotta, finita in carcere per un caso di omicidio”. Come potevo rifiutare?».

Ma come, una suora… omicida?
«Sì, è una donna dal passato burrascoso, che in carcere ha trovato la fede. E ora è una religiosa un po’ sopra le righe, nelle azioni e nei sentimenti. Confusionaria, ritardataria, spericolata alla guida, si ritrova, spesso suo malgrado, ad aiutare nelle indagini l’ispettore Marco Ferrari (Massimo Poggio), verso cui ha un debito morale gigantesco».

Insomma, è una specie di Don Matteo al femminile…
«Non solo. Don Matteo è più istituzionale, mentre suor Angela è anche scorretta, ma non per questo è meno spirituale o ha meno umanità. Se devo dare un riferimento però penso piuttosto a Don Camillo, al suo tono di commedia e alla sua vena ironica».

Quindi con suor Angela si riderà parecchio?
«Sì. Il tono è quello fresco e frizzante della commedia: si ride tanto ma ci si emoziona e ci si commuove. Si riflette su alcuni temi sociali trattati nei casi di puntata. E non finisce qui».

Cos’altro?
«La spiritualità. L’aspetto più difficile è stato trovare l’equilibrio tra la vena comica di suor Angela e la sua parte spirituale. Non volevo rischiare di farne una macchietta ma nemmeno di cadere nel bigotto e nel retorico. La spiritualità è qualcosa di cui oggi ci sarebbe tanto bisogno, a prescindere dal fatto che si creda o no in Dio».

Lei ci crede?
«All’inizio delle riprese ho conosciuto una suora. Una donna bellissima che a 30 anni, lanciata nella carriera di avvocato e in procinto di sposare il suo fidanzato dopo 12 anni di amore, all’improvviso ha sentito la chiamata e ha preso i voti. Una donna straordinaria. Da quando l’ho conosciuta mi si è aperto un mondo. Io non ho fatto un percorso cattolico: ho preso la prima comunione il giorno del matrimonio con Stefano. Ma interpretando suor Angela ho scoperto il bisogno di entrare in contatto con la mia parte spirituale».

È vero che suo marito era intimidito dal velo?
«Eccome: quando veniva sul set non c’era verso di strappargli una coccola. Diceva: “Non posso mica baciare una suora!”».

Sorrisi.com su Twitter

Scritto da: Stefania Zizzari

Lascia un Commento