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Sanremo 2012, gli Artisti

Nina-Zilli

By redazione sorrisi | Published 11 febbraio 2012 | Full size is 500 × 477 pixels

Il vero nome di Nina Zilli (Piacenza, 2/2/1980, Acquario) è Maria Chiara Fraschetta. Partecipa per la seconda volta al Festival, la prima tra gli Artisti dopo il secondo posto del 2010 tra i giovani di Sanremo Nuova Generazione. Lo scorso anno è stata ospite di Mauro Giovanardi e dei La Crus nella serata della reinterpretazione dei brani in gara. «E ci ritorno» dice «con la stessa strizza e l’identica emozione. Nina interpreta un brano melodico, una storia d’amore, anzi «una canzone» precisa «sull’utopia dell’amore. Canto una donna che si lascia andare però col dubbio su quanto durerà». Nei giorni del Festival esce il suo secondo album, «L’amore è femmina». «Dodici brani inediti» dice Nina «miei e con qualche collaborazione. In particolare sono molto felice di aver scritto anche con Carmen Consoli, l’adoro. Avrò visto almeno una ventina dei suoi concerti e anch’io come lei ho una chitarra Fender Jaguar. L’album è nato dopo il lungo, massacrante ma emozionante tour che mi ha tenuto occupata gran parte dello scorso anno. In tutti i pezzi c’è una meticolosa ricerca delle sonorità con un giusto mix fra nuovo e rétro».

Francesco-Renga

Il vero nome di Nina Zilli (Piacenza, 2/2/1980, Acquario) è Maria Chiara Fraschetta. Partecipa per la seconda volta al Festival, la prima tra gli Artisti dopo il secondo posto del 2010 tra i giovani di Sanremo Nuova Generazione. Lo scorso anno è stata ospite di Mauro Giovanardi e dei La Crus nella serata della reinterpretazione dei brani in gara. «E ci ritorno» dice «con la stessa strizza e l’identica emozione. Nina interpreta un brano melodico, una storia d’amore, anzi «una canzone» precisa «sull’utopia dell’amore. Canto una donna che si lascia andare però col dubbio su quanto durerà». Nei giorni del Festival esce il suo secondo album, «L’amore è femmina». «Dodici brani inediti» dice Nina «miei e con qualche collaborazione. In particolare sono molto felice di aver scritto anche con Carmen Consoli, l’adoro. Avrò visto almeno una ventina dei suoi concerti e anch’io come lei ho una chitarra Fender Jaguar. L’album è nato dopo il lungo, massacrante ma emozionante tour che mi ha tenuto occupata gran parte dello scorso anno. In tutti i pezzi c’è una meticolosa ricerca delle sonorità con un giusto mix fra nuovo e rétro».

foto Frezza La Fata

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