BENNY BENASSI, un italiano alla corte di MADONNA, la regina del pop


Benny Benassi

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Benny Benassi

Tre canzoni di «MDNA», il nuovo album di Madonna in uscita il 26 marzo, sono nate in Italia. Le ha scritte e prodotte l’emiliano Benny Benassi (uno dei deejay più famosi al mondo) insieme con suo cugino Alessandro e l’ingegnere del suono americano Demo Castellon. Lo abbiamo intervistato per scoprire in anteprima curiosità e segreti di uno degli album più attesi del 2012.

Benny, com’è nata la collaborazione con Madonna?
«Prima di tutto voglio precisare che la collaborazione è nata non solo con me ma con l’intero team Benassi. Con Madonna ci conosciamo dal 2008, dal concerto dello Sticky & Sweet Tour” all’Olimpico di Roma. Ero stato scelto per dj set d’apertura, e in quell’occasione le abbiamo fatto sentire alcune cose fatte da noi. Così ha conosciuto il nostro sound».

Poi cosa è successo?
«Abbiamo realizzato per lei il remix di “Celebration” nel 2009, che poi è diventata anche la versione ufficiale utilizzata nel videoclip. Quest’anno un giovane talento di Vancouver con cui stavamo collaborando che si chiama Janson Vaughan, ci ha inviato una demo perfetta per Madonna. Abbiamo girato questo provino a Guy perché secondo noi conteneva un’idea melodica perfetta per lei. Sapevamo che stava lavorando a quello che sarebbe diventato poi “MDNA”. Dopo qualche settimana ci hanno chiamato chiedendoci di vederci in studio a Londra».

Come è andato l’incontro?
«Molto bene, davvero. Ha preso il brano, ha cambiato alcune parti sia nel testo che nella linea melodica ed è nato “Girl Gone Wild”. L’ha aggiustato e poi ha registrato la voce. Non sapevamo ancora se sarebbe entrato dentro l’album. Dopo un mese ci hanno richiamati per andare a New York. Lei nel frattempo aveva cominciato a lavorare con Demo Castellon. Era il momento della chiusura del disco. Questa volta siamo stati con lei per ben una settimana, dove ha scelto un nostro altro beat, quello che è poi ha dato vita a “I’m Addicted”. E un terzo, quello di “Best Friend”, presente solo nella versione deluxe».

Quando avete saputo che “Girl Gone Wild” sarebbe diventato singolo?
«È una notizia che non potevamo prevedere. Sentivamo che il brano era forte in studio, ma un conto è quando ci lavori sopra e ti ci affezioni come se fosse un figlio. Molto diverso è quando lo fai ascoltare ad altre orecchie e scopri che la ricezione potrebbe essere diversa da come te la aspettavi».

Che cosa significa per un deejay italiano produrre Madonna?
«È un punto di arrivo e contemporaneamente un momento di lavoro interessante, una sfida con se stessi. La fiducia che in qualche modo ci aveva accordato nel 2009 con “Celebration” ci ha fatto capire che avremmo avuto qualche possibilità di lavorare con lei in questa nuova produzione».

Nel pop si parla tanto dei gossip, forse anche in modo eccessivo. Chi è davvero Madonna?
«È un’artista che arriva in studio e non esce prima di mezzanotte se il lavoro non è finito come lo vuole lei. Imbraccia la chitarra ed è totalmente dentro il processo di produzione delle sue canzoni. A fine giornata mette tutto dentro l’iPod e se lo ascolta fino al giorno dopo per perfezionarlo. Ci sono molti altri esempi di personaggi che arrivano davanti al mixer, chiedono a che punto sono i lavori e poi se ne vanno. Qui c’è spessore. Lavorare con lei è stato quasi surreale. È Madonna, ma ci ha messo sempre a nostro agio, scherzando con noi e sul nostro inglese».

In che modo porta avanti il lavoro in studio?
«Madonna sperimenta molto e rischia. L’esempio più eclatante è “I’m addicted”, è un pezzo club con suoni elettronici “cattivi”, un brano aggressivo. Dobbiamo essere consapevoli che quando si fanno scelte del genere e sei Madonna, stai facendo qualcosa di particolare, innovativo. Madonna è ricerca, novità. Al Super Bowl ha dimostrato di essere un’artista che non si percepisce come arrivata, ma che ha voglia di superare se stessa e stupire ancora mettendosi in gioco totalmente».

Ha già ascoltato MDNA?
«Devo essere onesto, ho sentito solo alcune tracce. Eravamo in studio con lei e a un certo punto ha detto: “Ok, adesso datemi tutti i cellulari!”. Li ha messi tutti sul tavolo e ci ha fatto ascoltare alcune tracce già chiuse. È un disco forte, William Orbit e Martin Solveig hanno fatto con lei un ottimo lavoro. La mano di Demo è fondamentale, ha dato grande uniformità all’album».

E dopo Madonna?
«Continuiamo il nostro lavoro, come sempre. Stiamo lavorando con Gary Go su molti brani, il primo realizzato con lui “Cinema”, è una hit da club che sta funzionando anche un radio. Stiamo lavorando gli Stargate, due hitmaker norvegesi che collaborano con le più grandi popstar americane tra cui Rihanna».

Dopo la collaborazione con Madonna, nessuna ansia?

«Non ci prendiamo troppo sul serio. Facciamo il nostro lavoro al meglio, suoniamo da dieci anni. Ci pensiamo come artigiani, viaggiamo in giro per il mondo ma viviamo ancora a Reggio Emilia. Ogni mattina prendo la bici, vado in studio e mi ritrovo anche i caprioli in strada. Non posso chiedere di meglio».

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Scritto da: Alessandro Alicandri

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