L’editoriale del direttore ALDO VITALI: «Vi ho spiato al cinema (ma parlavate sottovoce …)»


VitaliFilodiretto
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Qualche sera fa sono andato in uno dei cinema dove abbiamo invitato i lettori ad assistere in anteprima e gratuitamente alla proiezione del film «Marigold Hotel». Mi sono intrufolato nella sala in incognito (non che sia stato difficile mantenere l’anonimato) e, visto che avevamo distribuito delle copie del giornale, mi sono trasformato in una spia per capire se vi piaceva. Lo ammetto, origliavo alle vostre spalle (però la prossima volta parlate più forte, perché facevo fatica a sentirvi). Non mi dilungo sulle cose che vi sono piaciute (fa sempre piacere, non lo nego, un bel complimento), ma in questo momento mi sono più utili le critiche. Faccio la stessa cosa leggendo le vostre lettere, che presto torneranno sul giornale, e i vostri post sul nostro sito e su Facebook. Risultato: la richiesta più urgente che fate è quella di «partecipare». Certo, immaginare che ci mettiamo in milioni a preparare Sorrisi fa un po’ sorridere, visto che già siamo considerati dai nostri vicini di open space una redazione rumorosa, che ascolta la musica a volume alto, che guarda la tele in ufficio, che comunica… in vivavoce anziché coi più discreti telefoni interni. Ma che Sorrisi abbia bisogno del vostro contributo lo ritengo giustissimo. E mi fa anche piacere. Di solito il lettore di un giornale che fa? Legge il giornale. Invece a voi non basta. Accontentarvi tutti sarà difficile, ma quello è un problema nostro. Voi continuate a spronarci, mi raccomando (in fondo alla pagina trovate tutti gli indirizzi): un contatto franco e diretto coi lettori è sempre stato quello che ho sognato quando sognavo di lavorare a Sorrisi.
Buona lettura

av@sorrisi.com

Scritto da: aldo vitali

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    • caro direttore, so molto bene che il fatto che -originariamente- la campagna per la durata del prime time la lanciò il direttore DONELLI.
      Infatti quando venne promosso alla direzione di Canale 5, prima che andasse via da Sorrisi, scrissi una email affinchè …fosse coerente.
      Ma come fa Lei notare, immagino che dietro la durata estenuante, si nascondono esigenze economico/logistiche.

    • Anche a me piacevano le canzoni più trasmesse in radio, poi abbiamo capito che non era una chart attendibilissima. Troveremo comunque una selezione, l’iPod delle star non è incompatibile con un ritorno delle canzoni più popolari della settimana

    • Caro direttore,
      Mi piacerebbe (ma non è la prima volta che lo dico) che ogni presentazione dei vari personaggi legati in qualche modo ai vari programmi (varietà, fiction, informazione, musica, ecc.) recassero, oltre ai dati biografici ed anagrafici, anche lo stato civile (cioè coniungato/a, vedovo/a, separato/a, divorziato/a, con o senza figli, ecc.) non perché tutti noi (me compreso) si sia inclini al gossip, ma per evitare sorprese ed equivoci sovente sgraditi (non è raro, infatti, che, malgrado risultino più nulle che scarse, le conoscenze relative ai detti personaggi si fermino ad un certo periodo o a talune circostanze; a me è capitato con Nino Frassica – che ho saputo essere divorziato solo molto tempo dopo che lo avevo lasciato sposato con Daniela Conti – ed Edoardo Bennato, di cui – come già scritto a suo tempo – ho saputa la presenza di una figlia ma senza che si facesse riferimento ad una compagna; non parliamo poi dell’appena scomparso Giorgio Chinaglia, in merito al quale si fa riferimento ad uno dei figli ma senza mai citare la moglie)!

    • Vabè secondo me in linea di massima sono fatti loro, capitano. Se c’è necessita o motivo se ne parla, ma inseguire la vita privata di frassica o bennato non è il nostro lavoro principale.

    • beh sinceramente anche io -personalmente!- eviterei la deriva gossipara.
      interessante semmai solo la data di nascita (per dire “toh il tizio o la tizia è nato/a il mio stesso giorno”).
      ma l’annesso stato di famiglia, no…. beh lasciamo il gossip ai settimanali preposti!

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