LE TRE ROSE DI EVA, Roberto Farnesi e Anna Safroncik protagonisti della nuova fiction di Canale 5


Roberto Farnesi e Anna Safroncik
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Roberto Farnesi e Anna Safroncik (clicca l'immagine per sfogliare la fotogallery)

Vista così, Anna Safroncik non sembra neppure una che si è appena fatta 8 anni di galera. Eppure è proprio da questo lato oscuro del suo personaggio, la rocciosa Aurora Taviani, che partono le intricate vicende di «Le tre rose di Eva», fiction di Canale 5 prodotta da Rti e Mediavivere in onda da mercoledì 4 aprile.

Un feuilleton fatto di drammi e passioni con una sceneggiatura disseminata di cadaveri e sette segrete. Il tutto ambientato a Villalba, paesino (di fantasia) della campagna Toscana. Ma le riprese si sono spinte anche in Umbria e Lazio. La Eva del titolo è Barbara De Rossi, madre di Aurora e di altre due volitive sorelle (la famiglia ha un’azienda agricola in difficoltà), che sparisce poco prima della misteriosa morte del suo amante. Fatto di sangue del quale viene ingiustamente incolpata la bella Safroncik. L’uomo, come se non bastasse, è il padre del fidanzato di lei, Alessandro Monforte, alla guida dell’altra dinastia di vignaioli del villaggio.

«In questo lavoro» spiega il regista Raffaele Mertes «si mescolano melodramma classico, sentimenti e dosi abbondanti di giallo. È pensato per un pubblico soprattutto femminile e l’ambientazione tra i vigneti della Toscana ne aumenta il fascino. L’ho girato in elettronica, cercando di far coincidere qualità e costi contenuti. La seconda unità di ripresa era affidata a Vincenzo Verdecchi: complessivamente abbiamo lavorato 26 settimane».

Difficile non paragonarlo a un «Falcon Crest» al sapore di ribollita, visto che anche nella mitica serie tv della Cbs (in onda in Italia dal 1982 al 1994) le torbide vicende dei protagonisti avevano come sfondo un’azienda vitivinicola. «C’è un po’ di questo» commenta Mertes «ma anche echi di “Dallas” e “Dynasty”, con le rivalità fra grandi famiglie. C’è la fattoria di Tara in “Via col vento” e, se vogliamo andare all’essenza, le lotte fra Capuleti e Montecchi. Fra l’altro, la presenza di classici cattivi di contorno come Luca Ward (Camerana), Paolo Maria Scalondro (Monsignor Krauss) e Alfredo Pea (l’avvocato Scilla) contribuisce a rendere ancora più torbide le acque. Far capire subito al pubblico che Aurora è innocente non toglie nulla alla suspense, perché si è deciso di puntare sull’immedesimazione, sulla volontà di compartecipare quest’ansia che ha di riprendersi la propria vita. E, naturalmente, sul giallo da risolvere».

Per una Safroncik che affronta da protagonista forse il primo personaggio positivo della propria carriera («Credo di essere riuscito a spostare il suo asse verso il bene» dice Mertes), si segnalano nel cast figure come Miss Italia 2005 Edelfa Chiara Masciotta, l’ex tronista Francesco Arca e Paola Pitagora, al primo ruolo da nonna. Coprotagonista è il pisano Roberto Farnesi. «Il mio personaggio» dice «mi piace perché attraversa mille vicissitudini e stati d’animo. La scrittura di questo lavoro era buona e appena ricevevo una nuova parte di copione non vedevo l’ora di leggere la successiva. Del resto ci hanno lavorato tre anni. Il fatto che sul set abbia sempre il physique du rôle del bello non mi preoccupa. Ma sogno di cimentarmi prima o poi in una commedia alla Monicelli, per far uscire la mia vena toscana goliardica. Il Monicelli di oggi è Paolo Virzì, che ha l’unico “difetto”, per un pisano come me, di essere livornese. Io intanto, circondato da vigne e grandi vini, passo dalla fiction alla realtà, e da tre mesi sono diventato socio a Pisa di un ristorante gemello del “Varrone” di Lucca. Siete tutti invitati».

Scritto da: franco bagnasco

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