Alessandra Amoroso, l’intervista: «Un album nel 2013, mi piace la nuova formula di Sanremo»


Alessandra Amoroso
  • Alessandra Amoroso

Appena tornata dall’America e buttata nell’Arena.
«Eh, eh, una cosa da niente… poche persone… un concertino».

Come sono andati i tuoi due mesi a New York?
«Belli, ho studiato, inglese e pure gospel, New York è molto grande, molto diversa, Times Square, la Statua della Libertà… Certo la mia Lecce vince su tutte le città del mondo!».

Dicevi di voler lavorare in un bar.
«Stando lì ho preferito studiare. La mia giornata era: sveglia, colazione, metro, college, metro, metro, metro».

Hai studiato la mappa della metro.
«Andavo tre ore al giorno al college per studiare inglese e due volte a settimana in un coro gospel sulla 2ª strada».

A parte l’inglese cosa hai imparato?
«Nel coro ho capito che non importa di che colore, pensiero o religione tu sia, o che voce tu abbia. Vai bene per quello che sei. L’obbiettivo è cantare appassionatamente e arrivare a lui».

A lui, Dio.
«Sì, ed è questa la cosa bella. Io sono nata cantando in chiesa, facevo il soprano, non c’è differenza fra cantare in Chiesa o in un coro gospel, è sempre mandare un messaggio a lui, a 26 anni mi sono ritrovata come quando ero bambina».

Adesso dopo le lezioni di gospel comincerai a cantare black?
«Lo spero, mi piacerebbe aprire gli orizzonti dei miei dischi, vediamo. Magari nel prossimo tour mi porto dietro il coro gospel americano, perché no?».

È stata la tua prima estate senza tour. Sei pronta a ripartire?
«Ahi voglia! Il tour è una figata fuori dal normale, è un insieme di emozioni… A Verona ho rincontrato i miei fan, mi sono mancati».

La prima volta all’Arena sei arrivata come ospite, adesso come padrona di casa.
«Sì, ma l’emozione è sempre uguale, questo non è stato solo un concerto live, c’erano tante telecamere, c’era da parlare, io sono una chiacchierona, ma la televisione mi crea imbarazzo».

Come? Hai fatto pure un programma con Gianni Morandi.
«Non ero io, era la mia controfigura, anzi era la mia sorella con i capelli corti! E comunque lì ho collassato, sono stata veramente male, ero appena uscita da “Amici” e mi hanno subito buttata in tv con Gianni Morandi».

Quando hai avuto più paura a esibirti?
«Ho sempre paura! Ma due volte soprattutto, la peggiore è stato al Palalottomatica di Roma, era il 2010 ed era il primo concerto in un posto così grande e con tanta gente che mi aspettava fuori, ecco lì non volevo proprio entrare».

Alla fine come sei riuscita a entrare?
«Il maestro Pino Perris mi ha preso da parte e mi ha detto: “Guarda, questo è il Palalotottomatica, qui c’è la gente seduta, lì ci sono le luci…”, mi ha fatto prendere confidenza con il luogo, poi ho visto la band, per me sono una famiglia, ed è arrivata pure mia mamma e le mie sorelle che non mancano mai nelle occasioni importanti».

Band, mamma, sorelle, per salire sul palco…
«La forza la trovo in loro, il primo passo è stato con la band, poi la famiglia e alla fine quando si è aperto il led non ho avuto paura, ho sentito affetto e calore e qualcosa di bello, tante braccia che mi rassicuravano, ero tranquilla e felice».

Mai stata fischiata?
«Io i fischi li sento ogni tanto, ma loro, il mio staff, il mio fidanzato, mi dicono che non è vero, dicono che me li sogno. Sarà la paura».

Sono passati quattro anni dal tuo debutto ad “Amici”: cambieresti qualcosa?
«No, perché tutte le cose che ho fatto mi hanno fatto arrivare fin qui. Forse in alcune occasioni avrei dovuto essere un po’ più cattiva».

Ci sarai nella nuova edizione di «Amici»?
«Boh! Maria De Filippi è come la mia mamma, le do sempre notizie, anche quando ero a New York e in Brasile».

Fabio Fazio ti ha già contattato per Sanremo?
«Nooo, ancora Sanremo!».

Non ci sei mai andata… Hai due brani pronti per il nuovo Festival?
«No. Però bella la formula, c’è più musica, è meglio».

Fatti un augurio per il 2013.
«Fare un bel disco, un bel tour, non deludere la gente, passare più tempo possibile con la mia famiglia. E poi, come si dice nello spettacolo: “Merda merda merda”. Con i bip, naturalmente!».

Scritto da: Barbara Mosconi

Lascia un Commento