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	<title>TV Sorrisi e Canzoni &#187; News</title>
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		<title>I Cesaroni 4, questa sera ritornano «quelli della Garbatella»</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 03:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione sorrisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53522" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-53522" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/09/i-cesaroni-4-questa-sera-ritornano-%c2%abquelli-della-garbatella%c2%bb/20100049608_f2/"><img class="size-medium wp-image-53522 " title="20100049608_F2" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/20100049608_F2-400x358.jpg" alt="" width="400" height="358" /></a><p class="wp-caption-text">Elena Sofia Ricci e Claudio Amendola (foto di Luisa Cosentino)</p></div>
<p>di <strong>CINZIA MARONGIU</strong></p>
<p>Una cosa è certa: nei prossimi mesi i Cesaroni-dipendenti non si annoieranno. Nella  quarta stagione (la prima puntata va in onda su Canale 5 il 9 settembre) le vicende della famiglia allargata che vive nel cuore della Garbatella si complicheranno all’inverosimile tra separazioni, matrimoni, cotte adolescenziali e crisi esistenziali.</p>
<p>Il tutto, come sempre, condito con quel buonumore e quel <strong>sottile senso di leggerezza nell’affrontare le difficoltà del quotidiano</strong> che hanno fatto di questa serie una delle più amate dal grande pubblico. Ed è proprio per andare incontro alle esigenze degli spettatori più giovani (in media ogni puntata è vista dal 38,3% dei bambini tra i 4 e i 7 anni e dal 55,8% dei ragazzi tra gli 8 e i 14) che Mediaset ha deciso di inaugurare  un nuovo formato di messa in onda: non più una serata con due episodi di 50 minuti l’uno ma un episodio di 70 minuti, in modo da far andare a nanna i piccoli per non rischiare ritardi o sbadigli a scuola.</p>
<p>«Una scelta che condivido in pieno» commenta <strong>Claudio Amendola, l’amatissimo Giulio Cesaroni</strong>. «Anche se nel calcolo degli ascolti bisognerà tenerne conto visto che i programmi sulle altre reti continueranno fino a tardi». A preoccupare il suo Giulio, però, sarà ben altro: la moglie <strong>Lucia (Elena Sofia Ricci) si farà ammaliare dalle sirene professionali </strong>e deciderà di accettare un incarico in un museo a Venezia. Con il risultato che il matrimonio, per un certo periodo part-time in su e giù per l’Italia, andrà in crisi. Ed è divertente notare che anche nel racconto dei due attori si scontrano visioni contrapposte della situazione, quella maschile e quella femminile, proprio come accade nella realtà. Ecco come la Ricci difende Lucia: «La sua è una ribellione, come succede alle donne di oggi in una società in cui tutto si è evoluto tranne che il sovraccarico di responsabilità sulle donne. Così <strong>Lucia, dopo essersi occupata di marito e figli (suoi e non suoi), decide di pensare a se stessa. Giulio però non la capisce</strong> e non accetta la situazione».</p>
<p>Ecco invece la versione di Amendola: «In pratica vengo mollato. Giulio non ha molte colpe, subisce una situazione che finisce per devastarlo. Cadrà pure vittima di crisi di panico. E in qualche modo cercherà di rimettersi in pista» aggiunge divertito. Tanto più che a dargli una mano ci sono <strong>due new entry, Barbara Tabita e Marta Zoffoli nei panni delle sorelle Di Stefano.</strong> La prima, estroversa e allegra, è un’organizzatrice di matrimoni, oltre che madre di due figli adolescenti. L’altra è una psicoterapeuta single dedita al lavoro e ai nipoti. Entrambe subiranno il fascino di Giulio, con complicazioni a non finire.</p>
<p>Ma la forza de «I Cesaroni» sta nei suoi tanti protagonisti. A cominciare da <strong>Marco ed Eva (Matteo Branciamore e Alessandra Mastronardi) alle prese con la piccola Marta</strong> e con le gioie (ma anche i sacrifici) che la costruzione di una famiglia comporta. Non saranno solo gioie neppure per lo zio Cesare (Antonello Fassari) che nella prima puntata convola a nozze con la sua Pamela. Vedremo poi le prime cotte di Rudi (Niccolò Centioni) e Alice (Micol Olivieri), finalmente complici, e le avventure imprenditoriali di Ezio-Max Tortora con il più insospettabile dei soci, il pignolo Barilon. E infine, <strong>una certezza per i fan: Lucia tornerà</strong>.</p>
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		<title>A Venezia, Montalbano con i baffi e Ben Affleck senza autografi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 20:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione sorrisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’era molta attesa qui a Venezia per il film di Mario Martone «Noi credevamo». Il tema del film è il Risorgimento, argomento colpevolmente poco amato dal nostro cinema, e di grande attualità alla vigilia dei 150 anni dell’unità d’Italia. Diviso in quattro episodi, il film segue gli ardori di tre giovani patrioti meridionali...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53536" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><a rel="attachment wp-att-53536" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/08/a-venezia-montalbano-con-i-baffi-e-ben-affleck-senza-autografi/luca-zingaretti-2/"><img class="size-full wp-image-53536" title="Luca Zingaretti" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/zingaretti.jpg" alt="" width="220" height="330" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Zingaretti (foto Kikapress)</p></div>
<p>di <strong>ALBERTO ANILE</strong></p>
<p>C’era molta attesa qui a Venezia per il film di Mario Martone <strong>«Noi credevamo</strong>». Il tema del film è il Risorgimento, argomento colpevolmente poco amato dal nostro cinema, e di grande attualità alla vigilia dei 150 anni dell’unità d’Italia. Diviso in quattro episodi, il film segue gli ardori di <strong>tre giovani patrioti meridionali</strong>, spinti all’amor d’Italia dalla crudeltà della polizia borbonica e destinati tutti a tre, pur in modi diversi, alla disfatta, passando dalle riunioni carbonare alla Giovine Italia, agli esili a Parigi, domandandosi se la nuova nazione possa essere unita meglio nella repubblica o sotto la monarchia, debba essere liberata dai «signori» o dal popolo, e rimanere fedele alle idee di Garibaldi o alle nuove divise sabaude.</p>
<p>L’operazione è ambiziosa, e dice cose importanti e non banali sulla nascita della nazione Italia: l’unità è nata fra dissidi e litigi, i patrioti hanno sparso il sangue proprio e altrui con modalità analoghe a quelle di coloro che oggi vengono chiamati «terroristi», agli ordini di ideologi che, come Mazzini, organizzavano attentati e promuovevano il regicidio. La morale è che l’Italia è stata fatta male e a discapito del Sud, molti ideali sono stati traditi, e i traditori hanno prosperato voltando gabbana.</p>
<p>Il problema del film è il suo stile. Visivamente «Noi credevamo» è il trionfo dell’immagine televisiva (primi e primissimi piani, montaggio semplice), <strong>un look da fiction</strong> che denuncia la destinazione ultima dell’opera (il film arriverà in sala a novembre, poi passerà a puntate sulla Rai). Dal punto di vista della recitazione, «Noi credevamo» ha soprattutto un sapore teatrale: lenti scambi di battute, movimenti e gestualità scarnificate, un po’ ieratiche. Il ritmo infine, in linea con la morale degli ideali delusi, è quello, lento, cupo e monotono della campana a morte, da funerale del Risorgimento; il che, dopo tre ore e mezza di proiezione, crea ovviamente qualche intorpidimento.</p>
<p>Esigenze di immediatezza televisiva si alleano con orgogliose scelte d’autore, moltiplicando i danni. Quando viene nominato un importante personaggio storico, capita che una comparsa si senta in dovere di precisare: «E’ un grand’uomo». Oppure succede che Crispi (un <strong>Luca Zingaretti</strong> che sembra Montalbano camuffato sotto un paio di baffoni) riassuma in due parole la sfortunata spedizione di Pisacane, mentre a Luigi Lo Cascio (sempre straordinario, anche qui) impieghi minuti preziosi per bere un po’ di latte appena munto.</p>
<p>La ricompensa alla pazienza dello spettatore arriva all’ultima mezz’ora, nella rievocazione di quel vergognoso scontro a fuoco sull’Aspromonte in cui i bersaglieri ferirono Garibaldi e fucilarono le camicie rosse considerate «disertori»: qui azione e indignazione si fanno palpabili e godibili, e il messaggio dell’opera diventa decifrabile senza inutili mediazioni e lentezze. Ma la rarissima occasione di un film sul Risorgimento meritava, a parere di chi scrive, ben altro risultato.</p>
<p> Dopo le tre ore e mezza di Martone, le due ore e un quarto di <strong>«Venus noire»</strong> potevano sembrare uno scherzo. Il nuovo film del tunisimo Abdellatif Kechiche, che a Venezia aveva trionfato due anni fa con «Cous-cous», racconta la vera storia di Sarah Baartman, una donna sudafricana esposta ai primi dell’ottocento nelle fiere inglesi e francesi come fenomeno da baraccone, sfruttata fino alla prostituzione più depravata e infine venduta cadavere all’Accademia Reale di Medicina francese, per la delizia di scienziati intenti a provare analogie scimmiesche sulla base delle misure del cranio, dei glutei e degli organi sessuali. Il lento calvario della sventurata è raccontato con fredda lentezza e programmatici dettagli, lontani le mille miglia dal calore umano di «Cous cous», e ravvivati solo sui titoli di coda dalle vere riprese delle celebrazioni del 2002, quando i poveri resti di Sarah furono infine riacquisiti e seppelliti in terra sudafricana. Quasi mezzo secolo fa «La donna scimmia» di Ferreri interpretato da Ugo Tognazzi e Annie Girardot aveva detto le stesse cose con più partecipazione e perfino con più crudeltà.</p>
<div id="attachment_53541" class="wp-caption aligncenter" style="width: 346px"><a rel="attachment wp-att-53541" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/08/a-venezia-montalbano-con-i-baffi-e-ben-affleck-senza-autografi/ben-affleck/"><img class="size-full wp-image-53541" title="Ben Affleck" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/affleck2.jpg" alt="" width="336" height="248" /></a><p class="wp-caption-text">Ben Affleck (foto Kikapress)</p></div>
<p>In mezzo a tanta mestizia è arrivato per fortuna <strong>Ben Affleck</strong>, regista e interprete di «The Town», un buon poliziesco col classico rapinatore che accetta l’ultimo colpo da fare prima di ritirarsi (diventerà il penultimo), l’inseguimento contromano per le strade di Boston, la sfida con la polizia, e il miraggio di un amore impossibile che saprebbe riscattare tutto. Affleck è il criminale dal cuore d’oro, orfano di mamma e col papà in galera, rovinato da un carattere difficile che lo ha portato a far lega con tipacci violenti come Jem (Jeremy Renner, un giovane fuoriclasse che somiglia a James Cagney), e che si intenerisce davanti alla labbra carnose di Rebecca Hall (la bruna di «Vicky Cristina Barcelona»). Drammaticamente a corto di divi, la Mostra attendeva Affleck con una certa trepidazione; premiato quattro anni fa con la Coppa Volpi come interprete di «Hollywoodland», l’attore hollywoodiano aveva nei confronti del festival un debito di gratitudine. Ma il feeling non è scattato. Accolto da applausi cortesi in conferenza stampa, Affleck ha risposto educatamente a ogni domanda, sparando un secco no solo a chi ipotizzava un «The Town 2»; ma allo scadere del tempo canonico le sue due nerborute guardie del corpo gli si sono parate immediatamente davanti, bloccando chiunque volesse avvicinarglisi mentre lui abbandonava la sala. Bottino magro per i fotografi; ma i più abbacchiati erano i cacciatori di autografi; nessun divo veneziano &#8211; neanche il Clooney gettonatissimo dell’anno scorso &#8211; si era mai sognato di deluderli così.</p>
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		<title>Auditel di martedì 7 settembre: debutto record per «X Factor», oltre 2 milioni per il tg di Mentana, 34% di share per la Nazionale</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 08:44:46 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53509" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-53509" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/08/auditel-di-martedi-7-settembre-debutto-record-per-%c2%abx-factor%c2%bb-oltre-2-milioni-per-il-tg-di-mentana-34-di-share-per-la-nazionale/x-factor-cast/"><img class="size-medium wp-image-53509" title="x factor cast" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/x-factor-cast-400x266.jpg" alt="" width="400" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Da sinistra, Enrico Ruggeri, Anna Tatangelo, Elio, Mara Maionchi e Francesco Facchinetti</p></div>
<p>La prima puntata della quarta edizione di <strong>«X Factor»</strong>, in onda ieri sera su Raidue, ha ottenuto una media di <strong>3.263.000 spettatori, pari al 16.36%</strong> di share. Il risultato segna il miglior debutto nella storia del talent di Raidue. Come previsto, la serata è stata vinta dalla partita <strong>Italia &#8211; Isole Far Oer </strong>(Raiuno, 8.835.000 spettatori, 33.92%), secondo impegno della Nazionale di calcio nelle qualificazioni agli Europei. Su Canale 5, il film «Le verità negate» con Susan Sarandon è stato visto 3.386.000 spettatori (14.65%).</p>
<p>Tra gli altri programmi del primetime generalista, il più seguito è stato il film in prima tv <strong>«Come tu mi vuoi» </strong>(Italia 1, 2.876.000, 11.83%) con Nicola Vaporidis che ha fatto meglio del <strong>Circo </strong>su Raitre (1.853.000, 7.33%) e dei film<strong> «Poliziotto Superpiù»</strong> (Rete 4, 1.955.000, 8.23%) e «Bara con vista» (La7, 558.000, 2.30%).</p>
<p>Grazie all’intervista esclusiva al presidente della Camera Gianfranco Fini, <strong>Enrico Mentana e il suo TgLa7</strong> volano per la prima volta sopra quota 2 milioni (2.106.000, 9.29%).</p>
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		<title>Un anno senza Mike Bongiorno: su Sky Uno il ricordo di Fiorello</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 05:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione sorrisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53502" class="wp-caption aligncenter" style="width: 416px"><a rel="attachment wp-att-53502" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/08/un-anno-senza-mike-bongiorno-su-sky-uno-il-ricordo-di-fiorello/fiorello-mike-2/"><img class="size-full wp-image-53502" title="fiorello-mike" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/fiorello-mike.jpg" alt="" width="406" height="316" /></a><p class="wp-caption-text">Mike Bongiorno e Fiorello</p></div>
<p><strong>di MARIA GIULIA COMOLLI</strong></p>
<p><strong>«Allegria!»</strong> è il saluto con cui<strong> Mike Bongiorno</strong> entrava in scena. E «Allegria! Day» è il titolo della maratona con la quale il personaggio simbolo della tv italiana viene ricordato oggi, a un anno dalla scomparsa. Su Sky Uno vanno in onda dalle 10.30 alle 23, a rotazione, filmati inediti come <strong>il backstage di «RiSkytutto»,</strong> il quiz che Mike si accingeva a condurre sul satellite, più interviste esclusive a chi lo conosceva bene: i familiari e colleghi come Pippo Baudo, Fabio Fazio e soprettutto <strong>Fiorello</strong>, diventato suo grande amico sul set degli spot di un noto gestore di telefonia. «All’epoca ci intervistarono su Italia 1 e lui fece la famosa battuta “Ho preso il posto del cane”: quello fu l’inizio del nostro sodalizio» ricorda oggi lo showman siciliano riferendosi al fatto che in quegli spot prima di Mike c’era il border collie Sun Shonik.</p>
<p>Ancora Fiore, nel lungo contributo in onda nell’«Allegria Day!» di cui anticipiamo alcuni stralci: «Una sera dopo una registrazione insieme gli dissi “Vieni da me, cosa stai ad andare in albergo” e lui “Va bene”&#8230; Salì, vide tutta la casa, era ancora con lo smoking e io gli scattai un sacco di foto, Susanna (moglie di Fiorello, ndr) preparò una pasta al pomodoro, lui finì di mangiare e mi disse: “Bene, mi chiamate un taxi?”. Perché Mike era metodico, venne da me solo per non farmi un torto ma era stanco morto e voleva solo andarsene in albergo». Non senza prima avergli fatto, sul marciapiede, un mini-interrogatorio con quell’aria inquisitrice che solo lui sapeva sfoderare: «Sotto casa schiacciò escrementi di cane e mi disse: “Allora scommetto che sono dei tuoi cani” e io “No, non lo sono”». E probabilmente non fu mai creduto.</p>
<p>«Noi ci volevamo proprio bene» continua Fiorello. «A distanza di un anno per me lui è ancora con noi. Ogni tanto vado su YouTube e riguardo tutti gli spot». Compreso l’ultimo, quello in cui appariva anche il figlio Leolino e che, tra le polemiche, andò in onda anche dopo la morte di Mike. «Se fosse stato qui con noi lui avrebbe detto “Ma siete matti, volete non mandare in onda uno spot già fatto?”».</p>
<p>Oltre a Sky anche <strong>Mediaset </strong>dedica una parte della programmazione di oggi al ricordo di Bongiorno. Alle 15 Retequattro replica la puntata di <strong>«Vite straordinarie»</strong> con Mike in studio, alle 18<strong> Barbara D’Urso</strong> lo ricorda in «Pomeriggio Cinque» mentre dalla mezzanotte, su Rete 4, va in onda <strong>«Viva Mike»,</strong> una maratona di filmati tratti dalla storia di Mike a Mediaset che durerà fino al mattino. Su Raiuno, alle 17.50, è previsto uno speciale di <strong>«</strong>Da da da».</p>
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		<title>Auditel di lunedì 6 settembre: pareggio tra Distretto 10 e l&#8217;ennesima replica di Pretty Woman</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 08:28:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La seconda puntata di «Distretto di Polizia 10», in onda su Canale 5 ieri sera, è stata vista da 4.438.000 spettatori, pari al 20.33% di share. La fiction con Claudia Pandolfi e Lucilla Agosti ha confermato il risultato del debutto superando di pochissimo lo share del film  «Pretty Woman» (4.635.000 spettatori, 20.15%) riproposto per l’ennesima volta da Raiuno...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53450" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-53450" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/auditel-di-lunedi-6-settembre-pareggio-tra-distretto-10-e-lennesima-replica-di-petty-woman/pandolfi-agosti/"><img class="size-medium wp-image-53450" title="pandolfi agosti" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/pandolfi-agosti-400x320.jpg" alt="" width="400" height="320" /></a><p class="wp-caption-text">Da sinistra, Lucilla Agosti e Claudia Pandolfi</p></div>
<p>La seconda puntata di <strong>«Distretto di Polizia 10»,</strong> in onda su Canale 5 ieri sera, è stata vista da 4.438.000 spettatori, pari al 20.33% di share. La fiction con Claudia Pandolfi e Lucilla Agosti ha confermato il risultato del debutto superando di pochissimo lo share del film <strong> «Pretty Woman»</strong> (4.635.000 spettatori, 20.15%) riproposto per l’ennesima volta da Raiuno.</p>
<p>Su Raidue, lo speciale <strong>«La scelta finale»,</strong> che ha presentato i 12 finalisti della quarta edizione di <strong>«X Factor»,</strong> ha ottenuto una media di 2.678.000 spettatori (11.52%), un buon risultato in vista della prima puntata che andrà in onda questa sera. Il talent di Raidue ha fatto meglio dei film <strong>«L’allenatore nel pallone 2»</strong> (Italia 1, 2.485.000, 10.64% ), <strong>«Ronin»</strong> (Raitre, 1.806.000, 7.60%), <strong>«Il volo della fenice»</strong> (Rete 4, 1.625.000, 7.26%) e <strong>«La patata bollente»</strong> (La7, 555.000, 2.36%).</p>
<p>Nel preserale, il ritorno di <strong>«Chi vuol essere milionario»</strong> su Canale 5 ha catturato l’attenzione di 2.130.000 spettatori (14.08%), risultato nettamente inferiore a quello di<strong> «Reazione a catena»</strong> (Raiuno, 3.603.000, 27.42%). Tra gli altri ritorni della giornata, segnaliamo quelli di <strong>«Forum»</strong> (Canale 5, 1.648.000, 20.09%) e <strong>«Pomeriggio Cinque»</strong> (17.53% nella prima parte, 20.39% nella seconda, 19.01% nella terza).</p>
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		<title>Al via la quarta edizione di «X Factor»: le schede dei 12 finalisti</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 00:27:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione sorrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tv]]></category>
		<category><![CDATA[x factor 4]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa sera alle 21 su Raidue inizia la quarta edizione di «X Factor». Alla fine dello speciale trasmesso ieri sera sono stati annunciati ufficialmente i nomi dei dodici finalisti che, divisi in quattro categorie, si contenderanno il titolo di campione. Ecco le loro schede...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53408" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-53408" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/al-via-la-quarta-edizione-di-%c2%abx-factor%c2%bb-le-schede-dei-12-finalisti/gruppo-finalisti/"><img class="size-full wp-image-53408" title="gruppo finalisti" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/gruppo-finalisti.jpg" alt="" width="400" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">I finalisti della quarta edizione di X Factor</p></div>
<p style="text-align: left;">Questa sera alle 21 su Raidue inizia la quarta edizione di X Factor. Alla fine dello speciale trasmesso ieri sera sono stati annunciati ufficialmente i nomi dei dodici finalisti che, divisi in quattro categorie, si contenderanno il titolo di campione. Ecco le loro schede.</p>
<p><strong>RAGAZZE UNDER 24</strong> &#8211; Giudice mentore: <strong>Anna Tatangelo</strong> &#8211; Vocal Coach: Adriano Pennino</p>
<div id="attachment_53348" class="wp-caption aligncenter" style="width: 269px"><a rel="attachment wp-att-53348" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/al-via-la-quarta-edizione-di-%c2%abx-factor%c2%bb-le-schede-dei-12-finalisti/alessandra-4/"><img class="size-full wp-image-53348 " title="alessandra" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/alessandra.jpg" alt="" width="259" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">ALESSANDRA FALCONIERI: 24 anni, è nata a Roma. Per lei l&#39;X Factor è quando si ha la consapevolezza del proprio potenziale, unico e irripetibile, e si sa come usarlo.</p></div>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_53350" class="wp-caption aligncenter" style="width: 268px"><a rel="attachment wp-att-53350" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/al-via-la-quarta-edizione-di-%c2%abx-factor%c2%bb-le-schede-dei-12-finalisti/dorina/"><img class="size-full wp-image-53350 " title="dorina" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/dorina.jpg" alt="" width="258" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">DORINA LEKA: 24 anni, nata a Tirana (Albania), residente a Trieste. Per lei l&#39;X Factor è la capacità di comunicare attraverso la musica</p></div>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_53351" class="wp-caption aligncenter" style="width: 270px"><a rel="attachment wp-att-53351" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/al-via-la-quarta-edizione-di-%c2%abx-factor%c2%bb-le-schede-dei-12-finalisti/sofia/"><img class="size-full wp-image-53351 " title="sofia" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/sofia.jpg" alt="" width="260" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">SOFIA BUCONI: 20 anni, è nata a Marzabotto (BO). Per lei l’X Factor è quella marcia in più che ti permette un canale di comunicazione efficace con la gente, tramite la propria naturale vocalità e modo di esprimersi attraverso la musica</p></div>
<p><strong>RAGAZZI UNDER 24</strong> &#8211; Giudice mentore: <strong>Mara Maionchi</strong> &#8211; Vocal Coach: Rossana Casale</p>
<div id="attachment_53374" class="wp-caption aligncenter" style="width: 275px"><a rel="attachment wp-att-53374" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/al-via-la-quarta-edizione-di-%c2%abx-factor%c2%bb-le-schede-dei-12-finalisti/davide/"><img class="size-full wp-image-53374" title="davide" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/davide.jpg" alt="" width="265" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">DAVIDE MOGAVERO: 17 anni, è nato a Salice Salentino (LE). Per lui l&#39;X Factor è la capacità di trasmettere emozioni.</p></div>
<div id="attachment_53377" class="wp-caption aligncenter" style="width: 273px"><a rel="attachment wp-att-53377" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/al-via-la-quarta-edizione-di-%c2%abx-factor%c2%bb-le-schede-dei-12-finalisti/stefano/"><img class="size-full wp-image-53377" title="stefano" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/stefano.jpg" alt="" width="263" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">STEFANO FILIPPONI: 22 anni, è nato a Macerata. Per lui l&#39;X Factor è toccare il cuore della gente.</p></div>
<div id="attachment_53380" class="wp-caption aligncenter" style="width: 282px"><a rel="attachment wp-att-53380" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/al-via-la-quarta-edizione-di-%c2%abx-factor%c2%bb-le-schede-dei-12-finalisti/ruggero/"><img class="size-full wp-image-53380" title="ruggero" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/ruggero.jpg" alt="" width="272" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">RUGGERO PASQUARELLI: 16 anni, è natoa Pescara. Per lui l&#39;X Factor è un dono di Dio, è avere talento, emozionare con la voce e con il corpo. Se ce l’hai, devi avere la capacità di tirarlo fuori.</p></div>
<p style="text-align: center;"><strong>OVER 25</strong> &#8211; Giudice mentore:<strong> Elio</strong> &#8211; Vocal Coach: Alberto Tafuri</p>
<div id="attachment_53352" class="wp-caption aligncenter" style="width: 268px"><a rel="attachment wp-att-53352" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/al-via-la-quarta-edizione-di-%c2%abx-factor%c2%bb-le-schede-dei-12-finalisti/manuela/"><img class="size-full wp-image-53352 " title="manuela" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/manuela.jpg" alt="" width="258" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">MANUELA ZANIER: 34 anni, nata a Latina. Per lei l&#39;X Factor è destare curiosità e mantenere alto l&#39;interesse esprimendo la propria arte.</p></div>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_53353" class="wp-caption aligncenter" style="width: 268px"><a rel="attachment wp-att-53353" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/al-via-la-quarta-edizione-di-%c2%abx-factor%c2%bb-le-schede-dei-12-finalisti/nathalie/"><img class="size-full wp-image-53353 " title="nathalie" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/nathalie.jpg" alt="" width="258" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">NATHALIE GIANNITRAPANNI: 30 anni, è nata a Roma. Per lei l&#39;X Factor è qualcosa di indefinibile che rende unico, fuori dal comune ed emozionante un artista. È un qualcosa che la tecnica non può dare, ma solo affinare.</p></div>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_53354" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><a rel="attachment wp-att-53354" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/al-via-la-quarta-edizione-di-%c2%abx-factor%c2%bb-le-schede-dei-12-finalisti/nevruz/"><img class="size-full wp-image-53354 " title="nevruz" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/nevruz.jpg" alt="" width="269" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">NEVRUZ JOKU: 26 anni, è nato a Caserta. Per lui l&#39;X Factor è un amore grande per quello che può essere un possibile mestiere. Avere qualcosa da dire in questo periodo in cui la mia generazione ne ha bisogno. Qualcosa che colpisce le persone.</p></div>
<p style="text-align: center;"><strong>GRUPPI VOCALI</strong> &#8211; Giudice mentore: <strong>Enrico Ruggeri</strong> &#8211; Vocal Coach: Fabrizio Palermo</p>
<div id="attachment_53355" class="wp-caption aligncenter" style="width: 269px"><a rel="attachment wp-att-53355" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/al-via-la-quarta-edizione-di-%c2%abx-factor%c2%bb-le-schede-dei-12-finalisti/effettodoppler/"><img class="size-full wp-image-53355 " title="effettodoppler" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/effettodoppler.jpg" alt="" width="259" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">EFFETTO DOPPLER: Gabriele Papadia 26 anni, Enrico Bergamo 26 e Alessandro Spedicati. Vengono da Lecce. Per loro l&#39;X Factor è la sensazione di riuscire a volare mentre si canta e la forza di far volare insieme a te chi ti ascolta, senza che se ne renda conto.</p></div>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_53356" class="wp-caption aligncenter" style="width: 263px"><a rel="attachment wp-att-53356" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/al-via-la-quarta-edizione-di-%c2%abx-factor%c2%bb-le-schede-dei-12-finalisti/borghibros/"><img class="size-full wp-image-53356 " title="borghibros" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/borghibros.jpg" alt="" width="253" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">BORGHI BROS: Alessio Borghi, 28 anni e Carlo Alberto Borghi, 31. Vengono da Castellarano (RE). Per loro l&#39;XFactor è è riuscire a creare un contatto tra te e chi ti guarda trasmettendo emozioni in modo unico e personale.</p></div>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_53357" class="wp-caption aligncenter" style="width: 271px"><a rel="attachment wp-att-53357" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/al-via-la-quarta-edizione-di-%c2%abx-factor%c2%bb-le-schede-dei-12-finalisti/kymera/"><img class="size-full wp-image-53357 " title="kymera" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/kymera.jpg" alt="" width="261" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">KYMERA: Davide Drugos, 31 anni e Simone Giglio, 27. Vengono da Gignod (AO). Per loro l&#39;X Factor è è quella scintilla che ti rende unico e inimitabile rispetto agli altri e che ti fa brillare in mezzo a tanti”.</p></div>
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		<title>Boom dei Modà, primi in classifica con «Sono già solo»: a tu per tu con Francesco «Kekko» Silvestre</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 22:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio mustara</dc:creator>
				<category><![CDATA[HP Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[modà]]></category>
		<category><![CDATA[sono già solo]]></category>

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		<description><![CDATA[«Sono già solo» dei Modà, pezzo pop-rock di forte impatto uscito nei primi giorni di primavera, è la canzone italiana del momento. «Volevamo portarla a Sanremo 2010 ma non siamo stati selezionati» rivela a Sorrisi il cantante Kekko Silvestre. «Arrivare qui non è stato facile. Quante volte abbiamo pensato di non farcela»...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div id="attachment_53402" class="wp-caption aligncenter" style="width: 568px"><a rel="attachment wp-att-53402" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/boom-dei-moda-primi-in-classifica-con-%c2%absono-gia-solo%c2%bb-a-tu-per-tu-con-francesco-%c2%abkekko%c2%bb-silvestre/moda-2/"><img class="size-full wp-image-53402" title="modà" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/modà1.jpg" alt="" width="558" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">I Modà: da sinistra, Stefano Forcella (basso elettrico), Claudio Dirani (batteria), Francesco Kekko Silvestre (voce), Enrico Zapparoli (chitarre) e Diego Arrigoni (chitarra elettrica)</p></div>
<p>Ci sono canzoni (negli Stati Uniti le chiamano «sleeper hit») che all’inizio vengono ignorate dalla tv, dalla stampa e da quasi tutti i grandi network radiofonici. La loro forza, però, è talmente grande che, giorno dopo giorno, il passaparola (soprattutto quello online) le spinge sempre più in alto, fino alla vetta delle classifiche. <strong>«Sono già solo» dei Modà, </strong>canzone pop-rock di forte impatto, uscita nei primi giorni di primavera, è la <strong>«sleeper hit» </strong>di questa fine d&#8217;estate. Da alcune settimane <strong>è il brano italiano più scaricato</strong>, mentre il video ha totalizzato quasi <strong>4 milioni di visualizzazioni su YouTube.</strong> «Volevamo portare “Sono già solo” a Sanremo 2010 ma a dicembre abbiamo saputo di non essere stati selezionati» racconta il cantante <strong>Kekko (alias Francesco Silvestre),</strong> leader della band nata a <strong>Cassina De’ Pecchi</strong>, nell’hinterland milanese. «Abbiamo passato un Natale e un Capodanno abbastanza deprimenti . A gennaio, quando siamo andati a Londra per girare il video, avevamo perso quasi tutto l’entusiasmo per il pezzo. Eravamo delusi per il fatto che non avremmo potuto presentarla sul palco dell’Ariston con l’orchestra. E abbiamo messo in dubbio la sua forza. Poi, quando è uscita e abbiamo visto i primi riscontri, tutto è passato».</p>
<p><strong>Kekko, come nasce «Sono già solo»? </strong><br />
«Una notte stavo lavorando a un altro brano, cercando un riff di pianoforte che non arrivava mai. A un certo punto mi sono messo a giocare con due note, e in quei minuti è nata “Sono già solo”. La forza del brano e la sua sensualità derivano probabilmente dalla stanchezza e dall’angoscia di quella notte al pianoforte. Il testo l’ho scritto di getto in un paio d’ore».<br />
<strong>Perché questa canzone piace così tanto?</strong><br />
«Parla di qualcosa che ci tocca tutti. Chi non ha nel suo cuore una persona che non riuscirà mai a dimenticare? Quando canto “Ci graffiamo per non far guarire i segni” esprimo con una metafora un sentimento che molti provano prima o poi nella loro vita. Il successo è anche merito del grande lavoro di Brando e dell&#8217;etichetta Ultrasuoni».<br />
<strong>Quando vi siete resi conto che «Sono già solo» era il pezzo della svolta?</strong><br />
«A Verona, alla fine di maggio, quando siamo stato ospiti dei Wind Music Awards e migliaia di persone l’hanno cantata con noi. E pensare che non avevamo mai suonato all’Arena perché il Festivalbar ci ha sempre ignorati».<br />
<strong>Quel giorno è cominciata un’estate da ricordare…</strong><br />
«Già, è stata l’estate più dura fisicamente ma anche la più bella. Siamo in giro da maggio, su e giù per la Penisola. Gli spostamenti in auto sono duri ma poi tutta la fatica svanisce quando saliamo sul palco e iniziamo a suonare».<br />
<strong>Quando uscirà il nuovo album?</strong><br />
«È tutto scritto, i pezzi sono pronti ma dobbiamo finire di inciderlo. In questo senso, il successo di “Sono già solo” è stato un ostacolo perché ci ha tenuto occupati per tutta l’estate. Comunque, entro questo mese uscirà un nuovo singolo, siamo indecisi tra “La notte” e “Vittima”. Sarà sicuramente all&#8217;altezza di &#8220;Sono già solo&#8221;, abbiamo fatto del nostro meglio. Perché in questo ambiente non basta una canzone di successo per avere il premio alla carriera. Poi, in inverno, uscirà l’album “Viva i romantici”».<br />
<strong>Perché questo titolo?</strong><br />
«È lo stesso di una delle poche canzoni dei Modà che non parlano d’amore. Parla della vita, delle persone, come la mia famiglia e i miei amici più cari, che prendono sempre la vita con il sorriso anche se la vita non gli ha mai regalato niente. Dai miei genitori ho imparato a vivere così».<br />
<strong>Da quanto tempo tu e i Modà fate musica a tempo pieno?</strong><br />
«Dal 2003. Prima era un hobby che affiancavamo al nostro lavoro. All’inizio è stato difficile emergere perché non abbiamo mai voluto fare cover, solo pezzi originali, e questo ti chiude le porte dei locali che preferiscono ingaggiare le cover band. Allora ci siamo dedicati agli oratori, alle feste piazza, a volte pagando di tasca nostra i service e il palco. Poi le cose sono migliorate».<br />
<strong>Avete mai pensato di non farcela?</strong><br />
«Spesso, perché vivere di musica non è facile. Quante volte mi sono chiesto in questi anni se non fosse meglio un lavoro fisso. Di certo mi avrebbe aiutato a gestire meglio la vita e ad arrivare con più serenità alla fine del mese. Per questo i risultati di oggi ci rendono così orgogliosi, è una cosa bellissima. E siamo sicuri, proprio perché abbiamo sofferto tanto per arrivare qui, che non rovineremo tutto facendo le “stupidate” tipiche delle rockstar. Gestiremo il successo con una consapevolezza tutta nostra».<br />
<strong>La formazione dei Modà di oggi non è quella del 2004.</strong><br />
«Un paio di elementi hanno abbandonato la barca in uno dei momenti di grande difficoltà di cui ho parlato prima, tra il 2006 e il 2008. Tino e Manuel avevano delle difficoltà economiche che li hanno spinti a lasciare il gruppo. Tino si è laureato e ha lasciato la musica, mentre Manuel è ancora un musicista e lavora come turnista. Con entrambi sono in ottimi rapporti».<br />
<strong>E Paolo, che presenti nei concerti come il sesto Modà?</strong><br />
«Lui decise di lasciare dopo lo sfortunato Sanremo del 2004, quando fummo eliminati dopo la prima esibizione. Ma poi, una volta superate le difficoltà, è rientrato come fonico. Oggi cura tutta la parte audio delle serate e fa anche la doppia voce».<br />
<strong>Quali sono state le tue influenze musicali?</strong><br />
«I miei genitori mi hanno cresciuto facendomi ascoltare le canzoni di Battisti-Mogol e i successi italiani degli Anni 60. Ho poi amato gli album di Vasco e degli U2 ma in realtà quando scrivo non mi ispiro a qualcuno in particolare. Scrivo canzoni d’amore semplici, melodiche, senza scimmiottare nessuno. L’amore lo conosco bene, sto da 11 anni con la stessa persona».<br />
<strong>In concerto e online è evidente la forza del rapporto tra i Modà e i fan.</strong><br />
«È un rapporto che abbiamo curato personalmente fin dall’inizio. Certo, prima era più facile tenere i contatti con tutti, ma adesso che gli amici di Facebook sono quasi 60.000 è un po’ più complicato. Ma appena possiamo lo facciamo sempre con piacere. Non dobbiamo mai dimenticare, e io lo ricordo in ogni concerto, che se siamo arrivati fin qui è tutto merito di chi viene ai concerti e di chi compra i dischi. Loro sono orgogliosi di noi e noi lo siamo di loro».</p>
<p><strong>GUARDA IL VIDEO DI «SONO GIÀ SOLO»</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="550" height="370" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PdTEBPGNpKM?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="550" height="370" src="http://www.youtube.com/v/PdTEBPGNpKM?fs=1&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>Quando i programmi giocano a nascondino</title>
		<link>http://www.sorrisi.com/2010/09/07/quando-i-programmi-giocano-a-nascondino/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 22:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonso signorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filodiretto]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[
Care lettrici e cari lettori, sapete da che cosa si capisce che è iniziata la nuova stagione tv? Dalle tantissime lettere e telefonate di protesta che arrivano alla redazione di Sorrisi. Siete molto arrabbiati. Come me, del resto. Perché siamo tutti vittime di questa pazza gara tra Rai e Mediaset a rimandare e anticipare trasmissioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-53298" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/07/quando-i-programmi-giocano-a-nascondino/signorinifilodiretto-34/"><img class="aligncenter size-full wp-image-53298" title="SignoriniFilodiretto" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/SignoriniFilodiretto.jpg" alt="" width="310" height="400" /></a></p>
<p>Care lettrici e cari lettori, sapete da che cosa si capisce che è iniziata la nuova stagione tv? Dalle tantissime lettere e telefonate di protesta che arrivano alla redazione di Sorrisi. Siete molto arrabbiati. Come me, del resto. Perché siamo tutti vittime di questa pazza gara tra Rai e Mediaset a rimandare e anticipare trasmissioni, col risultato di farci perdere la trebisonda. E anche di rendere imprecisi Sorrisi e tutti gli altri giornali (persino le guide elettroniche che compaiono sui nostri televisori). Guardate la tabella qui sotto: se considerate che quello che abbiamo pubblicato nelle settimane scorse è ricavato dai comunicati ufficiali delle reti, c’è davvero da ridere. Più di 20 variazioni! Peccato che a farne le spese siano gli spettatori come voi e la storica autorevolezza dei giornali come il nostro. È un metodo pericoloso, che rischia secondo me di allontanare sempre di più la gente dai due grandi network, ora che tra digitale e satellite l’offerta si è moltiplicata (e lì la programmazione non varia mai). Il bello della tv con cui siamo cresciuti è anche la sicurezza che dava: al lunedì quel certo programma, al martedì la tale fiction, eccetera eccetera. Ma, ahimè, questo succedeva una volta. Oggi si naviga a vista, scoprendo all’ultimo minuto, o addirittura quando ormai è troppo tardi, la messa in onda della nostra trasmissione del cuore. E se continua questo andazzo, finirà che un giorno, nella frenesia delle variazioni, i dirigenti di qualche network manderanno in onda la seconda puntata di una fiction prima della prima puntata&#8230; Quindi se da una parte vi chiedo scusa per le numerose imprecisioni, dall’altra devo dire che almeno questa volta la colpa non è nostra. Posso solo farvi una promessa: farò di tutto per mettere fine a questo assurdo sistema. Alla prossima!</p>
<p>as@sorrisi.com</p>
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		<title>Il film di Michele Placido su Vallanzasca scuote Venezia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 17:52:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione sorrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[«In Parlamento c’è gente peggiore di Vallanzasca». Con queste parole, Michele Placido ha buttato altra benzina sulle polemiche al  suo «Vallanzasca - Gli angeli del male»: ascesa e la caduta del famoso bandito interpretato da un Kim Rossi Stuart sempre più bello e dannato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53369" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-53369" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/06/il-film-di-michele-placido-su-vallanzasca-scuote-venezia/paz-vega-michele-placido/"><img class="size-medium wp-image-53369" title="Paz Vega , Michele Placido" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/kika2103291-400x266.jpg" alt="" width="400" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Michele Placido e Paz Vega (foto Kikapress)</p></div>
<p>di <strong>ALBERTO ANILE</strong></p>
<p>«In Parlamento c’è gente peggiore di Vallanzasca». Con queste parole, <strong>Michele Placido</strong> ha buttato altra benzina sulle polemiche al  suo <strong>«Vallanzasca &#8211; Gli angeli del male»:</strong> ascesa e la caduta del famoso bandito interpretato da un <strong>Kim Rossi Stuart</strong> sempre più bello e dannato. A capo della Comasina, efferata banda di rapinatori responsabile di numerosi assassinii, Renato Vallanzasca era anche famoso per la sua avvenenza fisica (le ammiratrici gli mandavano in prigione sacchi di lettere) e per le sue rocambolesche evasioni (l’ultima, ricostruita in dettaglio anche nel film, dall’oblò di un traghetto durante un trasferimento).</p>
<p>Stamattina il «Corriere della Sera» ha pubblicato una lettera del<strong> presidente delle Vittime del Dovere</strong>, l’associazione dei familiari dei servitori dello stato morti per mano criminale, che si rammarica dell’arrivo del film e prende le distanze dalla pubblicazione di un libro (anche questo presentato qui al Lido). Ma la polemica era partita già da tempo non avendo né Rai né Mediaset, ha spiegato oggi Placido, voluto finanziare la pellicola, che è stata infine prodotta dalla 20th Century Fox.</p>
<p>Con «Vallanzasca» Placido torna alle atmosfere adrenaliniche di «Romanzo Criminale», con due differenze: «Romanzo Criminale» era un film corale e di profonda romanità, «Vallanzasca» è il ritratto di una singola personalità, e stavolta milanese.</p>
<p>Una buona parte della riuscita del film si deve a Kim Rossi Stuart, pure co-autore della sceneggiatura, che indossa camaleonticamente la gestualità e la parlata meneghina e aderisce col proprio carisma personale a un personaggio discutibile che finisce per diventare inevitabilmente affascinante (destino comune a tutti i grandi cattivi del cinema, dal Piccolo Cesare al Padrino). Se la polemica era iniziata ancora prima che si vedesse un solo fotogramma, figuriamoci dopo la proiezione. Fiutata l’aria, in conferenza stampa Michele Placido si è difeso lanciando furbescamente la sua battuta sul Parlamento.</p>
<p>Al di là delle polemiche, il film vale, e un grande applauso degli addetti ai lavori lo ha salutato dalle prime proiezioni. Per arrivare in sala bisognerà aspettare qualche mese: sulle pagine di Sorrisi avremo modo di tornarci.</p>
<p>Un altro film italiano,<strong> «Venti sigarette»</strong> di Aureliano Amadei, ha nel frattempo acceso altre micce, raccontando in modo antiretorico la <strong>strage di Nassiriya</strong>. Il racconto è tutto di prima mano: il regista è un autentico sopravvissuto dell’attacco iracheno del 2003, da cui è uscito zoppo e semi-sordo, e con un carico di riflessioni e angosce che la pellicola, nel suo andamento scanzonato e spesso umoristico, riesce a condividere anche con il pubblico meno disponibile al tema. Il sopravvissuto/regista ha parlato di un presunto boicottaggio del suo film (smentito dai produttori) e sottolineato le ipocrisie istituzionali arrivate dopo la strage. Il coraggio di una messa in scena che non sta né con lo Stato né con i suoi antagonisti ma che sceglie di schierarsi solo con se stesso, gli ha meritato applausi e consensi trasversali.</p>
<p>D’altra parte, meno male che qua e là «Venti sigarette» regala sincere risate, perché il programma festivaliero non è per nulla all’insegna del sorriso. Hanno fatto sensazione gli obitori di<strong> «Post mortem»,</strong> pellicola macabro-politica sul golpe militare cileno, ed è risultata avvincente la sfida del maestro Skolimowski, vecchio compagno di strada di Polanski, nel raccontare (in «Essential Killing») la fuga disperata di un ex galeotto afghano fra le nevi della Norvegia. Cupissimo «Beyond» di Pernilla August, già stimata attrice bergmaniana, che per il suo debutto registico ha assoldato Noomi Rapace, la Lisbeth della cinetrilogia da Stieg Larsson, gettandole sulle spalle una disperata storia familiare di alcolismo.</p>
<p>Più leggero il settore documentari: <strong>Gabriele Salvatores</strong> ha presentato <strong>«1960»,</strong> un montaggio di materiali di repertorio cucito intorno a una storia di finzione (le tre proiezioni hanno sempre registrato il tutto esaurito). Piergiorgio Gay ha preso spunto dalle canzoni di <strong>Ligabue</strong> per fare il punto sugli ultimi trent’anni di storia italiana, dalla strage di Bologna al caso Englaro (titolo: «Niente paura»; ma le ballate di Ligabue, in verità, c’entrano un po’ poco con tutto il resto, e il rocker di Correggio, presente al Lido, ha messo la mani avanti per dire di non avere avuto voce in capitolo nella confezione del tutto).</p>
<p><strong>Joaquin Phoenix</strong>, infine, ha svelato il documentario in cui si è tuffato due anni fa, dopo aver annunciato il suo abbandono del set e l’inizio di una nuova carriera musicale. In <strong>«I’m Still Here»,</strong> diretto dal cognato Casey Affleck, Phoenix si mette in scena con barbona e pancia oversize, producendosi in sniffate di coca, hip hop scadente e nefandezze varie che lasciano programmaticamente il dubbio: è una nuova truffa del rock’n’roll o l’interprete del «Gladiatore» e di «Two Lovers» è andato davvero fuori di testa?</p>
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		<title>X Factor 4: «Niente è più come prima» dice Francesco Facchinetti</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 14:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione sorrisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53343" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-53343" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/06/x-factor-4-%c2%abniente-e-piu-come-prima%c2%bb-dice-francesco-facchinetti/facchinetti-3/"><img class="size-medium wp-image-53343" title="facchinetti" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/facchinetti-400x322.jpg" alt="" width="400" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">Francesco Facchinetti</p></div>
<p>«La vera novità è questa: niente è più come prima». Lo ha detto <strong>Francesco Facchinetti</strong> presentando la quarta edizione di «X Factor», <strong>al via ufficialmente domani </strong>(ospiti Katy Perry e Marco Mengoni) mentre questa sera andrà in onda «La scelta finale», lo speciale che mostra l’ultima fase delle selezioni.</p>
<p>Dodici i finalisti (divisi per la prima volta in quattro categorie), 13 le puntate, con gli occhi puntati addosso dal direttore artistico del festival di Sanremo a cui tutti aspirano, anche se non è più automatica la partecipazione del vincitore alla rassegna canora. «Ma c&#8217;è anche un&#8217;altra possibilità quest&#8217;anno» ha detto in conferenza stampa il direttore di Raidue Massimo Liofredi. «<strong>Il vincitore potrebbe partecipare all’Eurofestival</strong> rappresentando l’Italia».</p>
<p>A <strong>Mara Maionchi,</strong> presenza storica del talent, si aggiungono tre nuovi personaggi: <strong>Elio, Enrico Ruggeri e Anna Tatangelo</strong>. L’introduzione del quarto giurato porta nel programma <strong>un nuovo meccanismo per la scelta dell’eliminato</strong>: «Si chiama “Tilt”» ha rivelato Facchinetti «ma ne parleremo a programma iniziato». Il vincitore firmerà un contratto discografico del valore di 300 mila euro.</p>
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		<title>Box Office: l&#8217;orco Shrek resiste agli attacchi dei Mercenari di Stallone</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 11:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione sorrisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ «Shrek e vissero felici e contenti» guida il box office italiano per la seconda settimana consecutiva e vola oltre quota 11 milioni di euro di incasso totale. Al secondo posto «The Expendables» di e con Sylvester Stallone, che ha raccolto al botteghino 1.267.000 euro nei primi cinque giorni di programmazione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53312" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-53312" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/06/box-office-lorco-shrek-resiste-agli-attacchi-dei-mercenari-di-stallone/shrek4-2/"><img class="size-medium wp-image-53312" title="shrek4" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/shrek4-400x303.jpg" alt="" width="400" height="303" /></a><p class="wp-caption-text">I personaggi protagonisti di «Shrek»: da sinistra, Ciuchino, Shrek e il Gatto con gli stivali</p></div>
<p>L’orco verde Shrek resiste all’assalto dei mercenari di Stallone e guida il box office italiano per la seconda settimana consecutiva.<strong> «Shrek e vissero felici e contenti»,</strong> l’ultimo film della saga d’animazione, ha incassato nel fine settimana <strong>2.819.000 euro per un totale di oltre 11 milioni di euro</strong>. Al secondo posto <strong>«The Expendables»</strong> di e con Sylvester Stallone, che ha raccolto al botteghino 1.267.000 euro nei primi cinque giorni di programmazione.</p>
<p>Al quarto posto, dopo «Giustizia privata», troviamo il remake di <strong>«The Karate Kid»</strong> con 725.000 euro. Tra le altre new entry del weekend, spicca il sesto posto di <strong>«Somewhere»,</strong> il nuovo film di Sofia Coppola (in concorso a Venezia) che ha incassato poco meno di mezzo milione di euro.</p>
<p><strong>TOP TEN INCASSI CINEMATOGRAFICI dal 3 al 5 settembre</strong> (dati in euro &#8211; Cinetel)</p>
<p>1. <strong>Shrek e vissero felici e contenti </strong>2.819.604 (tot. 11.283.190)</p>
<p>2. <strong>I mercenari &#8211; The Expendables </strong>908.348 (tot. 1.267.497)</p>
<p>3. <strong>Giustizia privata</strong> 755.558 (tot. 2.884.186)</p>
<p>4. <strong>The Karate Kid</strong> 724.993 (tot. 773.086)</p>
<p>5.<strong> L&#8217;apprendista stregone</strong> 601.445 (tot. 5.982.059)</p>
<p>6. <strong>Somewhere </strong>474.560</p>
<p>7. <strong>Nightmare </strong>298.659 (tot. 1.496.442)</p>
<p>8. <strong>Amore a&#8230;mille miglia</strong> 152.475</p>
<p>9. <strong>Letters to Juliet </strong>89.355 (557.302)</p>
<p>10. <strong>Miral</strong> 66.844</p>
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		<title>Tornano i Negramaro con la colonna sonora di «Vallanzasca &#8211; Gli angeli del male»</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 10:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione sorrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Negramaro]]></category>
		<category><![CDATA[vallanzasca]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa del nuovo album di inediti, atteso nei prossimi mesi, i Negramaro si ripropongono sulla scena musicale con la colonna sonora di «Vallanzasca - Gli angeli del male», il film di Michele Placido che debutta oggi, fuori concorso, alla Mostra del Cinema di Venezia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53306" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-53306" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/06/tornano-i-negramaro-con-la-colonna-sonora-di-%c2%abvallanzasca-gli-angeli-del-male%c2%bb/negramaro/"><img class="size-medium wp-image-53306" title="Negramaro" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/negramaro-400x322.jpg" alt="" width="400" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">I Negramaro (foto Kikapress)</p></div>
<p>In attesa del nuovo album di inediti, atteso nei prossimi mesi, i <strong>Negramaro</strong> si ripropongono sulla scena musicale con la colonna sonora di <strong>«Vallanzasca &#8211; Gli angeli del male»</strong>, il film di Michele Placido che debutta oggi, fuori concorso, alla Mostra del Cinema di Venezia. La rock band italiana ha composto le musiche originali del discusso lungometraggio che racconta la vita del bandito <strong>Renato Vallanzasca</strong>, dall&#8217;infanzia alle prime gang giovanili, fino all&#8217;ascesa nella mala milanese e alle vicende in carcere, dove è detenuto dall&#8217;età di 28 anni.</p>
<p>Per la band di<strong> Giuliano Sangiorgi</strong> non è il primo contatto con la settima arte. Nel 2005 la collaborazione con Alessandro D&#8217;Alatri per «La febbre», valse al  gruppo un doppio Nastro d&#8217;Argento per la migliore colonna sonora e la migliore canzone. Da ricordare anche la canzone «Solo per te»  da «Manuale d&#8217;Amore 2» e il contributo alla colonna sonora di «Una notte blu cobalto», opera prima di Daniele Gangemi. Ma è con «Vallanzasca &#8211; Gli angeli del male» che i Negramaro firmano per la prima volta interamente una colonna sonora originale per un film</p>
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		<title>Auditel di domenica 5 settembre: debutto vincente per Distretto 10, boom delle news di La7</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 08:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione sorrisi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[auditel]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo appuntamento con «Distretto di Polizia 10», ieri sera su Canale 5, ha ottenuto una media di 4.048.000 spettatori (share 18.67%) nel primo episodio, 4.117.000 (23.51%) nel secondo. La fiction più longeva della tv italiana ha vinto la sfida contro il film tv in replica «Tocco d'artista» della serie «Il commissario Montalbano» proposto da Raiuno, visto da 3.931.000 spettatori (19.59%). Boom di ascolti per la MotoGp su Canale 5 e le news di La7...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53292" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-53292" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/06/auditel-di-domenica-5-settembre-debutto-vincente-per-distretto-10-boom-delle-news-di-la7/20100050080_f2-2/"><img class="size-medium wp-image-53292" title="20100050080_F2" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/20100050080_F2-400x330.jpg" alt="" width="400" height="330" /></a><p class="wp-caption-text">Claudia Pandolfi</p></div>
<p>Il primo appuntamento con <strong>«Distretto di Polizia 10»</strong>, ieri sera su Canale 5, ha ottenuto una media di <strong>4.048.000 spettatori (share 18.67%) nel primo episodio, 4.117.000 (23.51%) nel secondo</strong>. La fiction più longeva della tv italiana, che ha visto il ritorno di Claudia Pandolfi nel ruolo del vicequestore Giulia Corsi, ha vinto la sfida contro il film tv in replica <strong>«</strong>Tocco d&#8217;artista<strong>»</strong> della serie <strong>«Il commissario Montalbano»</strong> proposto da Raiuno, visto da 3.931.000 spettatori (19.59%). Buon risultato per il blocco telefilmico in prima tv di Raidue:<strong> «NCIS»</strong> ha ottenuto una media di 2.453.000 spettatori mentre  <strong>«Castle»</strong> è stato visto da 2.134.000 spettatori (9.97%).</p>
<p>Tra i due programmi giornalistici della serata si è distinto <strong>«Presadiretta»</strong> (Raitre, 2.170.000, 10.26%) di Riccardo Iacona che ha superato <strong>«Quarto Grado» </strong>(Rete 4, 1.204.000, 5.96%) di Salvo Sottile. Il resto del pubblico generalista si è diviso tra il film <strong>«Star Wars III – La vendetta dei Sith»</strong> (Italia 1, 1.912.000, 10.28%) e <strong>«Missione Natura» </strong>(La7, 488.000, 2.67%).</p>
<p>Nel pomeriggio il <strong>Gran Premio di Moto Gp di San Marino</strong> trasmesso in diretta da Canale 5 è stato visto da <strong>6.028.000 spettatori (38.91%).</strong> Giornata da ricordare per La7: l&#8217;edizione delle 20 del <strong>tg di Mentana</strong> ha toccato il proprio record, 1.883.000 spettatori (10.21%) mentre lo speciale sul <strong>discorso di Gianfranco Fini</strong> da Mirabello ha ottenuto una media di 1.163.000 spettatori (10.15%).</p>
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		<title>A Venezia il film migliore è un western da fantascienza. Ma i divi sono pochi (e non ci sono ospedali)</title>
		<link>http://www.sorrisi.com/2010/09/04/al-festival-di-venezia-il-film-migliore-e-un-western-da-fantascienza-ma-i-divi-sono-pochi-e-non-ci-sono-ospedali/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 20:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione sorrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[HP Articolo]]></category>
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		<category><![CDATA[mostra del cinema di venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanto cinema ma finora nessuna pellicola straordinaria. E poi lavori in corso, contestazioni, crisi, mancanza di divi. I primi quattro giorni della 67a Mostra del Cinema di Venezia, l’edizione con Quentin Tarantino presidente di giuria, sono trascorsi senza registrare particolari entusiasmi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53278" class="wp-caption aligncenter" style="width: 439px"><a rel="attachment wp-att-53278" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/04/al-festival-di-venezia-il-film-migliore-e-un-western-da-fantascienza-ma-i-divi-sono-pochi-e-non-ci-sono-ospedali/cristiana-capotondi/"><img class="size-full wp-image-53278" title="Cristiana Capotondi" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/capotondi.jpg" alt="" width="429" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Cristiana Capotondi (foto Kikapress)</p></div>
<p>di <strong>ALBERTO ANILE</strong></p>
<p>Tanto cinema ma finora nessuna pellicola straordinaria. E poi lavori in corso, contestazioni, crisi, mancanza di divi. I primi quattro giorni della <strong>67a Mostra del Cinema di Venezia</strong>, l’edizione con Quentin Tarantino presidente di giuria, sono trascorsi senza registrare particolari entusiasmi.</p>
<p>L’apertura, affidata a <strong>«Black Swan</strong>» con Natalie Portman e a <strong>«Machete»</strong> con Jessica Alba ha portato un poco di glamour e di brividi ma è sembrata a molti una falsa partenza. D’altra parte, con 41 titoli in lizza, la presenza italiana era sulla carta quella più interessante. La prima pellicola tricolore in concorso,<strong> «La pecora nera»</strong> di Ascanio Celestini, è arrivata al Lido gravata da speranze e angustie (pare sia stata la sua inclusione a eliminare dalla competizione il nuovo film di Avati, il quale se n’è molto adontato): si tratta di un volo pindarico sulla vita interiore dei matti, con uno sdoppiamento di personalità alla «Fight Club», bei tocchi di umorismo e un andamento che incrocia cinema, teatro e letteratura. Ha ricevuto molti applausi ma anche qualche perplessità (una signora, mi scuso per il veneto maccheronico, è uscita dicendo che <strong>«</strong>non son riuscita a tener nanca gli oci averti»). Comunque Giorgio Tirabassi, nel ruolo dello svalvolato immaginario, è di una bravura travolgente.</p>
<p>Diverte ma delude <strong>«La passione»</strong> di Mazzacurati, con<strong> Silvio Orlando</strong> regista in disarmo costretto ad allestire una Sacra Rappresentazione in uno scorbutico paesino della Toscana: bella idea, irresistibile <strong>Corrado Guzzanti</strong> meteorologo con velleità d’attore, e <strong>Cristiana Capotondi</strong> autoironica divetta da fiction Tv; ma i tempi comici sono un po’ laschi e il finale troppo vago. Neanche <strong>«</strong>I baci mai dati» di Roberta Torre riesce a colpire nel segno: la storia di un presunto miracolo nella periferia catanese caracolla tra uno stile neo-neo-neorealistico e il solito pop alla Almodovar, riporta in scena una bravissima attrice come Donatella Finocchiaro (suo marito, un po’ sprecato, è Giuseppe Fiorello) e conclude ancora una volta che in fondo, come cantavano i Beatles, «all you need is love».</p>
<p>Alcuni film escono subito in sala, addirittura in contemporanea. Come <strong>«</strong><strong>Miral»,</strong> autobiografia cinematografica della giornalista palestinese <strong>Rula Jebreal</strong>. Accusato di superficialità, il film ha almeno un pregio: riesce a spiegare alla massa perché da sessant’anni palestinesi e israeliani si fanno la guerra, e scusate se è poco. E’ già in sala anche <strong>«</strong><strong>Somewhere»</strong> di Sofia Coppola, ritratto minimalista di divo hollywoodiano in crisi con annessa trasferta a Milano a prendere il Telegatto (una sequenza molto meno trash di come in genere si è scritto, in linea con l’esistenza vuota e surreale di un attore che passa la vita a Los Angeles girando in tondo con la Ferrari e contemplando insonnolito le ridicole evoluzioni di due lap dancer).</p>
<p>Grandi risate sono arrivate stamattina per la commedia di Francois Ozon<strong>«</strong><strong>Potiche»</strong>(da noi uscirà col titolo <strong>«</strong>Quel genio di mia moglie»), che rimette insieme la coppia <strong>Catherine Deneuve &amp; Gerard Depardieu</strong>. Trama: stufa di fare la bella statuina, moglie altoborghese si mette a dirigere l’azienda del marito, riallaccia i rapporti con un antico amante comunista e alla fine si fa eleggere deputato con lo slogan qualunquista di donna <strong>«</strong>senza etichette». Molto meglio allora<strong>«</strong><strong>Meek’s Cutoff»,</strong> western rarefatto con Michelle Williams, una delle cose migliori passate finora: l’odissea di tre carovane sembra un film di fantascienza (le spianate dell’Oregon sono un pianeta arido e ostile, e l’indiano disarmato è un alieno con cui non si riesce a comunicare) ma è soprattutto una metafora dell’esistenza con tutte le sue eterne domande: da dove veniamo, dove andiamo, come andrà a finire, e ci sarà davvero un senso?</p>
<p>Lamentarsi sarebbe ingeneroso: i film sono tanti, i percorsi disparati (vedi anche la <strong>«</strong>Situazione comica» di Marco Giusti, retrospettiva del cinema da ridere italiano dalle comiche del muto a Verdone). Chi ha la voglia, il coraggio o il privilegio di trascorrere due settimane scarse qui al Lido può fare il pieno di pellicole, di sollecitazioni, di sperimentazioni, di chiacchiere, di polemiche. Però, vorrà dire qualcosa che per trovare pezzi di grande cinema bisogna andarsi a cercare il documentario di Martin Scorsese “Letter to Elia» sul suo collega Kazan, l’autore di<strong>«</strong>La valle dell’Eden”,<strong>«</strong>Fronte del porto» e<strong>«</strong>Splendore nell’erba»?</p>
<p>Quella di quest’anno, tra l’altro, sembra la Venezia delle defezioni. Bloccata all’ultimo momento da una <strong>«</strong>influenza”, Freida Pinto, la protagonista di <strong>«</strong>Miral» è arrivata al Lido solo in effigie, sui manifesti di una lacca per capelli; Dustin Hoffman (lo vedremo nella <strong>«</strong>Versione di Barney») pare bloccato dalla lavorazione di una fiction, Depardieu da un non meglio specificato<strong>«</strong>incidente domestico». La gran parte degli attori di nome &#8211; o dei <strong>«</strong>talents», orrenda denominazione di moda presso gli uffici stampa &#8211; si concede solo in conferenza stampa per poche dichiarazioni di prammatica, o sostituendo le già ridicole interviste di gruppo intorno a un tavolo con un secondo incontro stampa, più ristretto e quindi ribattezzato <strong>«</strong>mini press conference». Perciò, quando sul red carpet arriva a sorpresa Naomi Campbell o sale rotonda e sorridente Valeria Marini, I flash scattano grati a ripetizione; e l’entree semi clandestina del presidente Napolitano in Sala Grande ha aggiunto un lustro provvidenziale. Mettiamoci dentro anche il violento nubifragio di venerdì, furiose frustate d’acqua che in mezz’ora hanno allagato l’ingresso del Casinò e interrotto una ventina di computer in sala stampa. E i cantieri dei lavori in corso che relegano gran parte dei giornalisti e del pubblico ad ingressi secondari e alle solite tensostrutture con i sedili pericolanti.</p>
<p>In giro c’è aria di crisi, si vede e si sente: i party pubblicitari sono ridotti di numero e di eleganza, mentre si è fatta notare una festa cafona e fracassona che ieri notte ha tenuto sveglio mezzo Lido fino alle quattro. Il popolo cinefilo invade con le sue biciclette tutta la zona intorno al Palazzo del Cinema. La voragine transennata in cui dovrebbe venire costruito quello nuovo è rimasta esattamente com’era lo scorso settembre. Intanto gli abitanti dell’isola sono sfilati compatti per protestare contro lo spostamento dell’attuale Centro di Primo Intervento sanitario ancora più lontano di quanto non sia. Dopo anni e anni di Festival, veniamo così a sapere che il Lido non ha più né un ospedale né un vero Pronto Soccorso, e che se si vuole essere curati, come la vecchina che ieri abbiamo visto stramazzare al suolo durante la manifestazione, occorre essere portati a Venezia da una lancia che prima di arrivare a destinazione ti concia ben bene sbattendo sul dorso delle onde. Per fortuna la vecchina non era vittima di un infarto ma di uno scivolone che le ha lasciato la spalla rotta o lussata; un incidente del genere qui al Lido mette comunque più brividi di tutti i film di Tarantino messi insieme.</p>
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		<title>Marco Mengoni, alla vigilia del nuovo «X Factor», racconta a Sorrisi il suo anno da vincitore</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 06:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione sorrisi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[marco mengoni]]></category>
		<category><![CDATA[X Factor]]></category>

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		<description><![CDATA[Che fare per assicurarsi la vittoria a «X Factor»? «Essere sempre se stessi, sinceri, liberi da qualsiasi condizionamento». I preziosi consigli li dispensa Marco Mengoni, uno che il talent di Raidue (la quarta edizione parte il 7 settembre) l’ha vinto lo scorso anno. E qui dice la sua sui vecchi e nuovi giudici del talent...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53252" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a rel="attachment wp-att-53252" href="http://www.sorrisi.com/2010/09/04/marco-mengoni-alla-vigilia-del-nuovo-%c2%abx-factor%c2%bb-racconta-a-sorrisi-il-suo-anno-da-vincitore/mengoni-3/"><img class="size-full wp-image-53252" title="mengoni" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/09/mengoni1.jpg" alt="" width="500" height="493" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Mengoni (foto Kikapress)</p></div>
<p>di <strong>NICOLETTA BRAMBILLA</strong></p>
<p>Che fare per assicurarsi la vittoria a «X Factor»? «Essere sempre se stessi, sinceri, liberi da qualsiasi condizionamento». I preziosi consigli li dispensa Marco Mengoni, uno che il talent di Raidue (la quarta edizione parte il 7 settembre) l’ha vinto lo scorso anno.</p>
<p><strong>E la tecnica musicale?</strong><br />
«Per quanto mi riguarda, non esiste. Io sono anti-accademico, un musicista anarchico. Ascolto tutto, la mia ricerca musicale è costante e continua. Ho studiato un po’ di chitarra e pianoforte, ma ho lasciato perdere. Le regole mi stavano strette, mi sentivo soffocare. Forse riprenderò, ma prima devo trovare il metodo giusto per me. Nel mio gruppo manca giusto un pianista. Per ora però si accontentano di uno che strimpella».</p>
<p><strong>E che cosa pensa della nuova giuria di «X Factor»?</strong><br />
«Elio è un genio. Enrico Ruggeri è un grande autore di testi, era con me dietro le quinte dell’ultimo Festival di Sanremo. La Maionchi è un’esperta mentre Facchinetti è un genio pazzo, lo adoro. L’unica che non conosco è la Tatangelo, ma ha dalla sua la giovane età e questo per lei potrebbe essere la marcia in più».</p>
<p><strong>Nella passata edizione in giuria c’era Morgan, il suo padrino. Poi lui l’ha accusata di plagio. </strong><br />
«Tra noi ci sono state incomprensioni. Le nostre strade hanno preso direzioni diverse. Per ciò che mi riguarda non ho mai detto niente di male contro di lui. Non dimentico che mi ha aiutato molto».</p>
<p><strong>Potreste risentirvi.</strong><br />
«Grazie all’educazione che ho ricevuto dai miei genitori penso che prima o poi lo chiamerò, magari alla fine del tour, anche se sarò stremato. L’ultima delle date previste è l’11 settembre al Palasharp di Milano. Io comunque non serbo rancore, del resto non l’ho mai attaccato».</p>
<p><strong>Fabri Fibra ha scritto un pezzo polemico contro di lei a proposito della sua sessualità.</strong><br />
«E io non ho mai speso una parola nei suoi confronti. Una polemica, per essere tale, deve avere due protagonisti. Io non gli ho mai risposto. Non ho nulla da replicare. Musicalmente parlando io mi sono fermato a Woodstock, nel senso che per me ognuno deve essere libero di scrivere quello che vuole, che sente. Tutta la musica è arte, anche quella dei colleghi».</p>
<p><strong>Come sarà il nuovo cd?</strong><br />
«Esce il 19 ottobre, è un cd+dvd live. Nei concerti propongo 22 brani. Il cd ne contiene solo 14, tra queste alcune cover degli Who e dei Rolling Stones, ma anche “Nessuno” di Mina che abbiamo completamente rifatto. Spero che lei non se la prenda a male. Il dvd invece è il meglio del concerto. Le riprese sono state fatte a Genova, in una serata da paura. È successo di tutto: il palco stava andando a fuoco, è saltata la corrente. Ma noi siamo andati avanti lo stesso».</p>
<p><strong>Parteciperà a Sanremo 2011?</strong><br />
«Non credo proprio. Ho voglia di chiudermi in un casale e finire il prossimo disco. Voglio esserne soddisfatto dal primo all’ultimo accordo. Esco da un anno incredibile ma le scadenze che lo hanno caratterizzato mi hanno frenato nella creatività. E l’arte e la musica non possono avere freni».</p>
<p><strong>Quale musica la ispira?</strong><br />
«Mi piacciono Jovanotti, Battisti, Mia Martini, Gabriella Ferri. Ma da loro non ho preso nulla. Se avessi solo un’unghia della loro bravura non sarei qui».</p>
<p><strong>Rifarebbe «X Factor»?</strong><br />
«Certamente, anche se per me è stato duro stare lontano da casa e avere poca libertà artistica. Se però non mi avessero preso, non me ne sarebbe fregato nulla».</p>
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