26 Agosto 2011 | 16:24

Angelina Jolie ci racconta la sua magnifica ossessione: «Altro che tigre, sono una supermamma»

Ormai è chiaro. Angelina Jolie ha un chiodo fisso, una magnifica ossessione: il suo ruolo di mamma. La diagnosi l’abbiamo fatta intervistandola su «Kung Fu Panda 2». Nel film, già campione d'incassi in Italia (è uscito mercoledì), la diva americana dà vita (con la voce nell'originale, ma anche con le espressioni e con i gesti che sono stati poi «ricopiati» dagli animatori) a una tigre imbattibile nelle arti marziali. Vorremmo parlarne un po’ ma non c’è domanda, per quanto lontana dal tema della famiglia, a cui la signora Pitt non risponda tirando in ballo i suoi sei bambini. Non ci credete? Leggete qua…

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Angelina Jolie ci racconta la sua magnifica ossessione: «Altro che tigre, sono una supermamma»

Ormai è chiaro. Angelina Jolie ha un chiodo fisso, una magnifica ossessione: il suo ruolo di mamma. La diagnosi l’abbiamo fatta intervistandola su «Kung Fu Panda 2». Nel film, già campione d'incassi in Italia (è uscito mercoledì), la diva americana dà vita (con la voce nell'originale, ma anche con le espressioni e con i gesti che sono stati poi «ricopiati» dagli animatori) a una tigre imbattibile nelle arti marziali. Vorremmo parlarne un po’ ma non c’è domanda, per quanto lontana dal tema della famiglia, a cui la signora Pitt non risponda tirando in ballo i suoi sei bambini. Non ci credete? Leggete qua…

26 Agosto 2011 | 16:24 di

Angelina Jolie (foto Olycom)

Ormai è chiaro. Angelina Jolie ha un chiodo fisso, una magnifica ossessione: il suo ruolo di mamma. La diagnosi l’abbiamo fatta intervistandola su «Kung Fu Panda 2». Nel film, già campione d’incassi in Italia (è uscito mercoledì), la diva americana dà vita (con la voce nell’originale, ma anche con le espressioni e con  i gesti che sono stati poi «ricopiati» dagli animatori) a una tigre imbattibile nelle arti marziali. Vorremmo parlarne un po’ ma non c’è domanda, per quanto lontana dal tema della famiglia, a cui la signora Pitt non risponda tirando in ballo i suoi sei bambini. Non ci credete? Leggete qua…

Signora Jolie, come è stato tornare a interpretare e a dar voce alla sua Tigre?

«Fantastico. Non vedevo l’ora di mostrare il film ai miei bambini. Non è facile trovare una storia in grado di far ridere e riflettere i piccoli allo stesso tempo. Questa lo è».

Si sente una tigre pure lei?

«In ogni donna si nasconde una tigre pronta a graffiare, eppure io oggi non mi vedo come una donna guerriera o una dura. Anzi, mi sento morbida al cento per cento, dolce e protettiva, una mamma che cambia i pannolini e mette la crema. Però ho un forte senso di giustizia che mi ha fatto guadagnare tante parti da eroina. Di fronte alle ingiustizie bisogna ribellarsi. È quello che sto cercando di insegnare ai miei figli».

Lo graffia mai Brad Pitt?

(Angelina si fa una risata) «Con Brad punto a dividere alla pari potere e responsabilità. Ma non c’è molto da combattere perché lui è un compagno modello. E soprattutto, per i miei figli è un grande papà».

Le piace il cinema d’animazione?

«Certo. Con i miei figli ci guardiamo sempre “Peter Pan” e “Dumbo”».

Il film racconta di un Pavone-Erode che stermina tutti i Panda. Non sarà troppo triste per un cartoon?

«No, ai bambini bisogna mostrare che il male esiste e insegnare loro a difendersi. Ai miei figli faccio studiare le arti marziali. Non per imparare la violenza, ma per rispedirla al mittente quando si è aggrediti. Come nella scena finale del film».

Non è facile fare un sequel. C’è addirittura chi li odia. Lei che ne pensa?

«Il segreto per fare bene un sequel è farlo meglio del primo film. E questo ha una storia coinvolgente: l’eroe scopre le sue origini e di essere stato adottato. Quando i miei bambini adottati l’hanno visto, si sono sentiti orgogliosi di essere come Po il panda. Non c’è nulla di triste nell’essere adottati ed è bello che questo film lo insegni, come insegna tante altre cose».

Per esempio?

«Che bisogna restare fedeli a quello che si è e non cercare di diventare qualcun altro. Per questo ho scelto per mia figlia Zahara una maestra africana, per Maddox una cambogiana e per Pax una vietnamita. Voglio che siano orgogliosi della loro cultura, che apprendano la lingua dei loro paesi. Assistere ai loro progressi è un’emozione travolgente».

Non le spiace che la sua voce, nelle versioni doppiate, andrà perduta?

«No, le espressioni che ho dato a Tigre resteranno, e poi ho conosco i miei doppiatori e li apprezzo. Incontrarli è come stare in una grande famiglia con fratelli e sorelle e genitori e figli…».

È contenta dell’accoglienza che il film ha ricevuto a Cannes?

«Sì, anche se l’affollamento mi spaventa sempre un po’. Ma i miei bambini adorano andare a Cannes. Giocano sempre in spiaggia o nel cortile dell’hotel».

Un’ultima domanda: l’argomento cruciale del film, quello che cercano tutti i personaggi, è la pace interiore. Lei l’ha trovata?

«Essendo una mamma, per me la pace interiore è vedere che i miei bambini sono sani e stanno bene. Tutto il resto non è pace ma caos: con la confusione che creano in casa!».

Avete visto? Inutile continuare…