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13 Ottobre 2016 | 17:30

Tom Hanks: «Mi piacerebbe fare un film con Benigni»

Tom Hanks, premiato alla Festa di Roma, scherza con i giornalisti e si dichiara pronto a girare un film con l'attore e regista toscano

 di Alberto Anile

Tom Hanks: «Mi piacerebbe fare un film con Benigni»

Tom Hanks, premiato alla Festa di Roma, scherza con i giornalisti e si dichiara pronto a girare un film con l'attore e regista toscano

Foto: Auditorium parco della Musica, festa Del Cinema Di Roma, photocall 'Tom Hanks?

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13 Ottobre 2016 | 17:30 di Alberto Anile

Con quale artista italiano le piacerebbe lavorare in futuro? «Volevo cenare in questi giorni con Roberto Benigni ma non ci sono riuscito. Con lui mi piacerebbe lavorare, penso che insieme saremmo fortissimi». Così parlò Tom Hanks nel giorno d'inagurazione della Festa di Roma 2016.

Siamo alla conferenza stampa, tra poco l'attore riceverà dalle mani di Claudia Cardinale il Premio alla Carriera e farà un incontro col pubblico. Intanto risponde alle domande dei giornalisti, scherza, fa battute, si esibisce perfino in un paio di imitazioni, un ipotetico giornalista italoamericano e il regista Clint Eastwood.

Il primo giorno della 11ª edizione della Festa del Cinema è sostanzialmente dedicato a lui, il protagonista di «Forrest Gump», «Il ponte delle spie» e di «Inferno», presentato qui a Roma in pre-apertura. La manifestazione diretta da Antonio Monda ha voluto celebrarlo con una retrospettiva quasi completa dei suoi film, che l'attore ha commentato con umorismo: «I film sono quelli, li ho guardati e riguardati ma non cambiano, sono sempre gli stessi. Ne ho fatti tanti, e ad altri ho dovuto rinunciare. Nella mia carriera è più difficile dire no che dire sì. Se ti pagano bene per baciare una bella ragazza, girare a Roma o Dubai, lavorare con persone che ammiri, è dura rifiutare; ma se altri elementi del film che ti propongono non riescono a farti scattare la passione assoluta, quella che ti fa alzare ogni mattina ansioso di far bene, allora è meglio dire no».

Tanti ruoli da uomo onesto, molto pochi da cattivo. «Sono quello che sono e ho la faccia che ho», spiega. «Io il cattivo lo farei più spesso ma deve anche avere delle motivazioni che abbiano senso; spesso il cattivo dei film è solo l'antagonista del protagonista, non uno che lo fronteggia con una tesi diversa».

Attore, regista (ha diretto due film) ma anche produttore: un ruolo, quest'ultimo, che gli piace ma che gli va stretto. «L'attore è uno che non deve mai spiegare nulla, mangia gratis, se ha mal di testa si fa spostare le riprese al giorno dopo. Il produttore è un tizio costantemente al telefono che supplica qualcuno di fare qualcosa che non vuol fare o che cerca di impedire a qualcun altro di fare qualcosa che invece vuol fare. Indovinate cosa è meglio?»

Risate in sala quando ha imitato Clint Eastwood, che lo ha appena diretto in «Sully». «Immaginavo fosse il classico tipo che urla: Ciak! Silenzio! Motore! Azione! E invece fa solo un piccolo gesto, mi dice "Vieni avanti, poi giri di qua e fai quello che devi fare" e alla fine "Ok, va bene così" e tutti a casa. Clint è uno che non vuol perdere tempo. Chiede solo che ci comportiamo bene sul set. Ecco, sono d'accordo, fare l'attore significa in fondo solo comportarsi bene».