22 Maggio 2009 | 15:30

Bellocchio e Tarantino, duello a Cannes (e intanto l’americano prepara uno spaghetti western)

Due anni fa Quentin Tarantino (nella foto con Brad Pitt e Diane Krueger) si era detto deluso del cinema italiano contemporaneo, e Marco Bellocchio gli aveva risposto per le rime: “Cafone e ignorante”. Destino beffardo: ora si ritrovano avversari a Cannes. Come continuerà il duello? Bellocchio aggiunge un’altra stoccata, mentre Quentin getta acqua sul fuoco e addirittura si definisce un suo fan. Una cosa però è certa: nessuno dei due è andato a vedere il film dell’altro...

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Bellocchio e Tarantino, duello a Cannes (e intanto l’americano prepara uno spaghetti western)

Due anni fa Quentin Tarantino (nella foto con Brad Pitt e Diane Krueger) si era detto deluso del cinema italiano contemporaneo, e Marco Bellocchio gli aveva risposto per le rime: “Cafone e ignorante”. Destino beffardo: ora si ritrovano avversari a Cannes. Come continuerà il duello? Bellocchio aggiunge un’altra stoccata, mentre Quentin getta acqua sul fuoco e addirittura si definisce un suo fan. Una cosa però è certa: nessuno dei due è andato a vedere il film dell’altro...

22 Maggio 2009 | 15:30 di

Brad Pitt, Diane Kruger e Quentin Tarantino
Brad Pitt, Diane Kruger e Quentin Tarantino

Due anni fa Quentin Tarantino si era detto deluso del cinema italiano contemporaneo, e Marco Bellocchio gli aveva risposto per le rime: “Cafone e ignorante”. Destino beffardo: ora si ritrovano avversari a Cannes. Come continuerà il duello? Bellocchio aggiunge un’altra stoccata, mentre Quentin getta acqua sul fuoco e addirittura si definisce un suo fan. Una cosa però è certa: nessuno dei due è andato a vedere il film dell’altro.

Bellocchio, in particolare, prende le distanze dall’ondata di film scioccanti e le scene di violenza inaudita che quest’anno hanno invaso la kermesse: se Lars Von Trier mostra una donna che si affonda le forbici nelle parti intime, Quentin Tarantino gli risponde con i suoi soldati che tagliano allegramente scalpi sanguinolenti dalle teste dei nemici… E lui grida «basta».
Perché?
«Ma perché la vera arte non ha bisogno della verosimiglianza sfacciata. Va oltre l’orgia dei dettagli esibiti con basso realismo».
Eppure Lars Von Trier ha detto che nascondere la scene più crude è come mentire.
«Ognuno ha la sua sensibilità e io non voglio fare il censore. Però non posso essere d’accordo. In quanto a Tarantino, con i suoi dettagli esagerati, è figlio di una cultura dell’eccesso con cui… come si possa andare avanti non lo so. Giudicherete voi».
Lei comunque non la segue.
«No, forse perché ho comunque una formazione classica. Vede, la storia di “Vincere” è estremamente drammatica, avrei potuto anch’io mostrare ogni sorta di orrore nella parte ambientata in un manicomio, ma non è questo il compito del cinema. Non secondo me. Allo stesso modo, nelle scene d’amore non ho mostrato i genitali (come ha fatto Von Trier nel suo film, ndr). A questo ci pensa già la pornografia. Non con uno, ma con migliaia di titoli».
Quando Quentin Tarantino si è detto deluso dal cinema italiano, lei non ha avuto parole tenere. Ora però se lo ritrova come avversario in competizione. Situazione imbarazzante…
«Be’, quella volta ha detto una cafonata. Ed è evidente che ignorava le cose buone del nostro cinema. Io rispetto tutti gli avversari e so che in ogni festival ci sono situazioni di tensione. Devi accettare le regole del gioco e pensare solo a presentare il tuo film. Così ho fatto».
Se lo incontra lo saluta?
«Non ci siamo incontrati. E poi non è che siamo amici. Neppure ci
conosciamo di persona…».
Ma “Inglourious Basterds” l’ha visto?
«Non ho avuto tempo né per quello né per gli altri titoli. Li recupero poi, con calma».

Ed ecco la risposta che Quentin Tarantino ha affidato a Sorrisi:
«Regista dell’eccesso? No, non se si guarda ai miei film pensando che esprimono un mondo coerente, il mio mondo. In “Inglorious Basterds” sono arrivato addirittura a cambiare la storia, facendo finire la seconda guerra mondiale in modo diverso dalla realtà. E’ un eccesso? Secondo me no. Nel senso che se i miei personaggi fossero esistiti, allora la Storia sarebbe potuta andare davvero cosi’”.
Ma la sua critica al cinema italiano includeva anche Bellocchio?
“No. Sono sicuro che si è sentito offeso, ma io mi riferivo alla scomparsa di quei bei film di genere, dagli spaghetti-western ai poliziotteschi, che ho amato tanto e che rimpiango come una perdita. Ci creda o no io sono un vero fan di Bellocchio, in particolare del film “Gli occhi, la bocca” con Lou Castel (1982). Sono contento che siamo insieme al festival e muoio dalla voglia di vedere “Vincere”.
Veramente, lo hanno già proiettato…
“Non ho ancora potuto vederlo ma lo farò appena posso”.
Quali sono le influenze italiane più marcate nel suo film?
“Tutto Sergio Leone, che è il mio regista preferito. Pensi che avevo pronti due titoli: uno era “Inglourious Basterds”, l’altro “C’era una volta… nella Francia occupata dai nazisti”. Si capisce il riferimento, no? Adesso mi piacerebbe fare una specie di spaghetti-western. O meglio, io non posso fare un vero spaghetti-western perché non sono italiano, però mi piacerebbe prendere gli elementi, le musiche, le facce di quei film e reinventarli, insomma fare una sorta di Tarantino-spaghetti-western”.
Chissà, potrebbe essere la prossima Palma d’oro.

di Paolo Fiorelli