18 Giugno 2011 | 19:18

Bradley Cooper, occhi azzurri e sangue italiano, è il nuovo golden boy del cinema americano

A Hollywood, si sa, un attore vale quanto gli incassi dei suoi ultimi film. E sono davvero poche le star la cui presenza nel cast è garanzia, per una pellicola, di risultati eccezionali al botteghino. Da qualche settimana, nel ristretto club degli attori americani più quotati è entrato di diritto il 36enne Bradley Cooper, fino a poco tempo fa noto soprattutto agli appassionati di telefilm per le sue performance in «Alias» e «Nip/Tuck»...

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Bradley Cooper, occhi azzurri e sangue italiano, è il nuovo golden boy del cinema americano

A Hollywood, si sa, un attore vale quanto gli incassi dei suoi ultimi film. E sono davvero poche le star la cui presenza nel cast è garanzia, per una pellicola, di risultati eccezionali al botteghino. Da qualche settimana, nel ristretto club degli attori americani più quotati è entrato di diritto il 36enne Bradley Cooper, fino a poco tempo fa noto soprattutto agli appassionati di telefilm per le sue performance in «Alias» e «Nip/Tuck»...

18 Giugno 2011 | 19:18 di

Bradley Cooper (clicca per sfogliare la Fotogallery)

A Hollywood, si sa, un attore vale quanto gli incassi dei suoi ultimi film. E sono davvero poche le star la cui presenza nel cast è garanzia, per una pellicola, di risultati eccezionali al botteghino. Da qualche settimana, nel ristretto club degli attori americani più quotati è entrato di diritto il 36enne Bradley Cooper, fino a poco tempo fa noto soprattutto agli appassionati di telefilm per le sue performance in «Alias» e «Nip/Tuck».

Ma quest’anno, dopo una lunga gavetta cinematografica in ruoli di supporto (da «2 single a nozze» a «A-Team»), ha fatto centro con il thriller «Limitless», il suo primo film da protagonista (al suo fianco Robert De Niro), cui è seguito il fenomenale successo di «Una notte da leoni 2», la pazza commedia che negli Stati Uniti ha già superato gli incassi del quarto «Pirati dei Caraibi» e che sta andando benissimo anche da noi: vola, infatti, verso i 10 milioni di euro, traguardo che per una commedia americana nel nostro Paese è sempre più difficile da raggiungere (l’ultima a riuscirci è stata «Il diavolo veste Prada» nel 2007).

Laureato con lode in Letteratura inglese alla prestigiosa Georgetown University, Bradley ha coltivato fin da piccolo la passione per la recitazione: «Ero un bambino e già mio padre mi faceva vedere film come “Apocalypse Now” e “The Elephant Man”. Ma solo quando ho visto De Niro ne “Il cacciatore” e in “Risvegli” ho avuto la folgorazione. In quel momento ho capito che volevo fare quello che faceva lui». Da sua madre Gloria Campano, invece, Bradley ha ereditato il talento per la cucina: «Crescere in una famiglia per metà italoamericana aiuta molto in questo senso» spiega. «Da bambino passavo l’estate da mia nonna Assunta, è lei che mi ha insegnato tutto».

Qualche settimana fa, le sue fan americane hanno scoperto con sorpresa un altro talento di Bradley, la sua perfetta padronanza della lingua francese, acquisita durante i sei mesi passati in Provenza nel 1997: su YouTube, infatti, è cliccatissima l’intervista da lui rilasciata il 30 maggio al Tg delle 20 di Tf1, il principale network d’Oltralpe. «Come se non fosse gia sexy abbastanza» ha scritto una giornalista del settimanale «Entertainment Weekly», interpretando il sentimento delle sue lettrici.

Che Bradley sia diventato un sex symbol lo dimostrano anche le sue conquiste celebri, da Jennifer Aniston a Renée Zellweger. Con quest’ultima è tutto finito prima di Pasqua, poco dopo la morte del padre di Bradley (ex broker della Merryl Linch), ma lui non ne ha ancora voluto parlare con la stampa. Ai giornalisti, invece, preferisce raccontare del grande amore che prova per il suo mestiere: «Sono ancora uno studente, voglio migliorare, mettermi alla prova, imparare. Oggi non è diverso da quando studiavo. La gioia è la stessa. Ogni giorno ho la dimostrazione che questo è ciò che voglio fare. Quando recito, i soldi e la fama non contano niente, conta solo la felicità che provo nello stare sul set, nel sollevare una tazza dal tavolo durante una scena e nel farlo in modo autentico».