14 Settembre 2016 | 17:44

Brando Pacitto: «Il mio viaggio americano per Muccino»

L'attore parla del film «L'estate addosso» e dell'atteso ritorno in «Braccialetti rossi 3»

 di Paolo Fiorelli

Brando Pacitto: «Il mio viaggio americano per Muccino»

L'attore parla del film «L'estate addosso» e dell'atteso ritorno in «Braccialetti rossi 3»

Foto: Brando Pacitto in una scena del film

14 Settembre 2016 | 17:44 di Paolo Fiorelli

«Chiedete a lui, sa fare molto bene il giovane» diceva una famosa battuta di Nanni Moretti. Be’, nel 2016 «lui» è sicuramente Brando Pacitto. Ovvero il Vale di «Braccialetti Rossi», il Marco di «L’estate addosso», il Patema di «Piuma». Non c’è film o fiction sui ragazzi di oggi da cui non spunti fuori questo bel ricciolone di 20 anni. Anche al festival di Venezia, dove l’abbiamo intervistato, era il più fotografato e ricercato tra i coetanei (e non solo tra loro). C’è un segreto? Proviamo a indagare...
Brando, a Venezia hai presentato ben due film. Uno è «L’estate addosso» di Gabriele Muccino.
«Un sogno realizzato per due motivi. Il primo è che lui è uno dei miei registi preferiti. Ha lavorato con Russell Crowe e Will Smith e ora ha scelto me, vi rendete conto? Il secondo è che per girare il film siamo andati a San Francisco. Un posto fantastico».
Il protagonista, dopo la maturità, parte per un viaggio che gli cambierà la vita…
«Sì, e anch’io ho fatto l’esame dopo 20 giorni che avevamo cominciato a girare. A proposito ho preso 75, mica male. Quindi il viaggio che si vede nel film è stato anche il mio vero viaggio della maturità! Mentre i miei amici  andavano tutti in Grecia, io mi spostavo tra San Francisco e Cuba».
Allora possiamo dire che il viaggio della maturità te lo ha offerto Muccino. Come è stato lavorare con lui?
«Mi ha aiutato a sbloccarmi e tirar fuori la parte più grintosa del mio carattere. Per esempio in “Braccialetti rossi” sono molto introverso, qui invece mi agito e grido. È stato davvero liberatorio».
C’è anche una scena d’amore molto passionale. Imbarazzo?
«Da morire! Ma Gabriele ha svuotato il set per metterci più a nostro agio. C’eravamo solo io, l’attrice e lui».
A Venezia presentavi anche  «Piuma», dove sei l’amico più caro della coppia protagonista. Tu parti per il viaggio della maturità (ma allora è una mania…) mentre loro aspettano un bambino. Che vogliono tenere. Secondo te fanno bene?   
«Se vogliono tenerlo vuol dire che sono già abbastanza maturi per farlo».
E tu ci pensi mai? Ti ci vedi papà?   
«Prima o poi, certo. Ma solo quando sentirò di poter dare a un bambino tutto l’amore e la sicurezza che si merita».
A Venezia hai anche incontrato i fan di «Braccialetti rossi». O meglio, dovrei dire le fan. Erano in visibilio.
«Mi piace incontrarle, ci fa sentire tutti parte di una grande famiglia. Facciamo i selfie, ma quello che resta davvero sono le frasi che mi dicono. Come quando ragazzi malati raccontano di aver formato anche gruppi di “braccialetti rossi” e mi ringraziano per avergli dato forza. Quella è la cosa più bella, mi fa stare bene».   
Che succederà nella terza serie?
«Vale si innamorerà. Ma accadrà anche una cosa molto drammatica, che farà piangere a dirotto tutti i “braccialetti”. Tra l’altro, quella è stata anche la scena più difficile da girare. E poi ci sono due nuovi personaggi, interpretati da Nicolò Bertorelli e Maria Melandri».
Come li avete accolti?
«A braccia aperte. Il principio di fondo è che siamo una famiglia. E io mi sono divertito a fare un po’ il “veterano”, rispondendo a tutte le loro domande».  
Sullo schermo sei spesso timido e introverso. E nella vita?
«Pure. Per esempio non mi sono mai piaciute le discoteche. Preferisco parlare con gli amici. Oppure andare in surf e bere una birra con mio padre».
Prossime conquiste?
«Vorrei diventare regista e dirigere un film sul vero volto del surf. Non quelle storie sdolcinate dove il protagonista fa strage di ragazze innamorate».
Perché, com’è nella realtà?
«Molto più duro. E solitario. Magari ti ritrovi alle 5 del mattino, nell’acqua gelida, ad aspettare l’onda giusta. Ma quando arriva, è straordinario. Me l’ha insegnato mio papà che ha uno stabilimento balneare a Fregene ed è stato un vero campione. È roba tosta. Altro che romanticherie».
La cosa buffa è che i registi più grandi ti dirigono, ma poi parlano di una generazione che non è la loro, ma la tua. Discutete mai?
«Più che altro mi chiedono sempre conferme su quale sia la realtà dei giovani. Ormai ho una licenza speciale come 007. Ma se lui ha la licenza di uccidere, io ho quella di cambiare le battute se non suonano “vere”».


LA SCHEDA DI «L'ESTATE ADDOSSO»
Regia:
Gabriele Muccino
Attori: Brando Pacitto, Matilda Lutz, Taylor Fray
Genere: drammatico
Durata: 103'
Trama:  Marco ha 18 anni e tanti dubbi e paure sul futuro. Ma c’è un’occasione da non perdere: quella di un viaggio a San Francisco, dove due «amici di un amico» sono disposti ad ospitarlo. Però Marco non sa due cose: la prima, che è stata invitata anche la sua compagna di classe Maria, che lui non sopporta e chiama «la Suora». La seconda, che i due ragazzi americani sono una coppia gay, il che scatenerà i pregiudizi della «Suora». Eppure il viaggio, cominciato così male, si rivelerà un’occasione di crescita per tutti.