03 Gennaio 2011 | 08:05

Checco Zalone inizia l’anno nuovo con «Che bella giornata», dal 5 gennaio nelle sale

Che bella giornata per Checco Zalone (ovvero Luca Medici, ormai conosciuto da tutti col nome del suo personaggio). Sugli schermi sta per arrivare il suo secondo film e lui è qui, in un’università di Milano, per fare ai giovani una «Lez(z)ione» di cinema. Cosa insegna Checco Zalone? «Mi sono preparato le parole “pianosequenza” e “dolly”, […]

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Checco Zalone inizia l’anno nuovo con «Che bella giornata», dal 5 gennaio nelle sale

Che bella giornata per Checco Zalone (ovvero Luca Medici, ormai conosciuto da tutti col nome del suo personaggio). Sugli schermi sta per arrivare il suo secondo film e lui è qui, in un’università di Milano, per fare ai giovani una «Lez(z)ione» di cinema. Cosa insegna Checco Zalone? «Mi sono preparato le parole “pianosequenza” e “dolly”, […]

03 Gennaio 2011 | 08:05 di

Checco Zalone

Che bella giornata per Checco Zalone (ovvero Luca Medici, ormai conosciuto da tutti col nome del suo personaggio). Sugli schermi sta per arrivare il suo secondo film e lui è qui, in un’università di Milano, per fare ai giovani una «Lez(z)ione» di cinema.

Cosa insegna Checco Zalone?
«Mi sono preparato le parole “pianosequenza” e “dolly”, che esauriscono tutto il mio sapere sul cinema».
Magari può spiegare come diventare ricco facendo il comico…
«Innanzitutto non penso di essere particolarmente ricco, e quindi che cosa spiego? Può sembrare retorica, ma il primo passo per diventare ricco facendo spettacolo non è pensare ai soldi, ma allo spettacolo. La mia ambizione era fare ridere, fare lo stupido sul palco, il cinema era quanto di più distante potessi aspettarmi…».
Intanto con i 14 milioni di euro del suo primo film «Cado dalle nubi» ha battuto pure Pieraccioni.
«Vorrei che gli italiani, gli amici, e soprattutto la mia famiglia quando leggono queste cifre capissero che questi soldi vanno ai produttori. Che lo sappiano anche i ladri, così non mi fanno visita».
Ora arriva «Che bella giornata», il secondo film. È più tranquillo?
«No, ho il doppio dell’ansia, perché notoriamente il secondo film è il più difficile, e poi perché nel mondo del cinema avverti negli sguardi dei “competitors” la speranza che il film deluda le aspettative».
Lei almeno è soddisfatto?
«Devo essere sincero? Dopo averlo scritto, girato e montato, sono arrivato al senso di nausea. Ora sono io il peggior critico di me stesso».
Allora si faccia una critica.
«Ho una pancia da quarantenne! Mi vergogno quando rivedo certe scene».
Checco guardia giurata del vescovo si innamora di una terrorista araba. Come le è saltato in mente?
«Una settimana dopo l’uscita del primo film, lo scorso gennaio, il regista Gennaro Nunziante era nel momento di entusiasmo massimo. Mi ha chiamato dicendo: “Facciamone un altro”… e aveva questa idea».
Questa volta chi è il bersaglio: la chiesa, gli arabi, il Duomo?
«Gli italiani, il nepotismo, il raccomandazionismo, il fannullonismo. Non si ride degli arabi, ma di come gli arabi possono ridere di noi».
Checco è il solito ignorante che dice e fa cose terribili. Pure qui?
«A due arabi domando se abitano in Islam. Loro scoppiano a ridere e mi chiedono dove abito, e io rispondo: a Cattolica. Ma loro non ridono più».
Ha scritto pure le canzoni del film. Ne citi un verso memorabile.
«Scelgo quelli di “L’amore non ha religione”: Io voglio la monogamia/ non le sposo le altre tre/ sposo solo te/ non è uno scontro tra religioni/ è che otto suoceri tra i cogl…».
Dopo la Taranta del centro-destra e la canzone di Marinella su Berlusconi, ora ha scritto l’inno politico di Nichi Vendola.
«Lo devo finire, è un’opera incompiuta. Ho rispolverato l’imitazione di Vendola che facevo sette, otto anni fa, quando lui non aveva visibilità. Adesso mi piacerebbe scrivere le Avventure di Nichi ed Eddy, il suo compagno».
Vendola le piace?
«Io non sono di sinistra, ma neanche di destra, però Vendola ha un’energia positiva nuova, è l’Obama di noialtri, e poi è simpatico».
Perché le cose che fanno più rumore di Zalone sono le parodie politiche?
«Se il rumore è l’articoletto di un giornale… La Dandini mi ha estorto al volo un pezzettino su Vendola per “Parla con me”, ma se va a cercare su Youtube le visualizzazioni di me che canto con la Pausini sono molte di più. E nessuno ne parla».